Torno dalla passeggiata con la cana.
Se Emme non c’è non vado al parco, è uno dei posti più sicuri al mondo, il piccolo parco dietro a CameliaHof, ma è nel buio, si riesce a vedere appena il sentiero che lo attraversa perché i due lampioni che ci sono hanno una lampadina da pochi watt e sono coperti dai rami.
Se Emme non c’è, come stasera, vado a destra, verso la rotatoria, giro intorno a un prato con sei o sette abeti e, mentre la cana annusa i cespugli, mangia l’erba, io sbircio dentro i salotti che hanno le tende scostate. In uno c’erano decine e decine di candele e lampade accese e, seduta su una poltrona attaccata alla vetrata, una donna anziana che leggeva il giornale. Un po’ insolito: per tutta quella luce, per l’ora: alle undici la maggioranza dorme, e inoltre quelli che sono ancora svegli guardano la televisione.
Apro la porta e il gatto schizza fuori come un proiettile, la cana vorrebbe rincorrerlo, ma io glielo impedisco. Salgo le scale, fino all’ultimo piano che è sotto il tetto. Lo dorme, ma Fran é ancora in piedi.
Un quaderno pieno di formule sulle ginocchia, la penna in mano, il portatile sulla scrivania.
Ancora a fare i compiti?
Ho litigato con la professoressa di chimica, oggi.
Litigato? O discusso?
Litigato. Avevamo un appuntamento e lei se ne è dimenticata. Quando è entrata in classe le ho detto che non ci si comporta così.
Davanti ai tuoi compagni? Con un tono arrabbiato?
Sì. E dopo lei è esplosa, mi ha urlato addosso per almeno cinque minuti e alla fine mi ha detto che la lettera per Oxford non me la scrive più. Ti rendi conto?
E va be’, ma te la sei cercata.
Comunque sono andato a parlare con il capo dei professori che mi ha detto di non preoccuparmi troppo, ché a volte gli insegnanti giovani perdono la pazienza e dicono cose che non vorrebbero dire e che io devo sentire di più la sua autorità. Però io non la sento la sua autorità! Ha solo nove anni più di me! Non potrebbe essere neanche mia madre! E poi l’ho rintracciata su facebook. Eccola qui sul Partenone che fa ciao con la manina. Ed è andata a Sharm! E pure sul cammello! E questo spiega tutto. E un bel giorno, fa la sua valigia, sale sull’aereo, sorvola l’Atlantico e viene a rovinare la vita a me. Il capo degli insegnanti mi ha consigliato di scriverle una mail di scuse, e lo stavo per fare, anche se…però la stavo per scrivere, poi mi è venuto in mente di controllare se avesse facebook e dopo aver visto le foto e quello che ci ha caricato, mi è passata la voglia, ecco!

Foto presa da qui

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Categorie: Questioni di famiglia

[ 4 commento(i) ]

4 Responses to “Fuori è piatto, ma dentro è tutto un salire e scendere.”

  1. M. dice:

    …ma gliela do io la lettera!

  2. Alessandra dice:

    ma la tua non vale ;-)

  3. Giorgia dice:

    Oh, la cana!

  4. Alessandra dice:

    é bellissima, eh? :-)

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