Per una brasiliana deve essere difficile adattarsi qui, dico io. Più che per un’italiana.
Ma mi piace l’Olanda. Mi risponde lei in un italiano pieno di lettere che suonano. Mi piace che vai tranquilla per le strade, che non ti devi tenere la borsa stretta, che puoi comprare un paio di pantaloni senza debiti. Piove troppo, questo mi dispiace tanto.
Ah, il portoghese! Le chiederei volentieri: parlami un po’ nella tua lingua, ma poi mi ricordo quando a Lo, in Italia, qualcuno domanda: dimmi qualcosa in inglese, e allora sto zitta.
Però sto sempre chiusa in casa, esco solo per la spesa, sempre negli stessi posti, ma nessuno mi riconosce per un saluto.
E le mogli dei colleghi di tuo marito? Lavorano tutte?
No, nessuna.
E allora stai con loro.
Ma io non parlo l’inglese. Sto prendendo lezioni, ma è difficile: l’insegnante parla l’inglese e l’olandese. Niente portoghese, niente italiano.
Stai con le italiane, intendo. Ce ne sono parecchie. In fondo basta una persona, una della tua età.
Loro si vedono una sera a settimana, vanno a cena fuori, i mariti giocano a calcio, loro guardano la partita e dopo vanno in un locale. Si vedono anche la mattina. Fanno delle gite, delle passeggiate, credo.
E non ne hai trovato nessuna con cui vai d’accordo?
Loro sono diverse. Sono uscita per vedere la partita qualche volta, ma poi ho preferito stare a casa. Sono brave ragazze, però sono…diverse.
Dì le cose come stanno, dice il marito. Dì che non ti piacciono.
Tu le frequenti, mi domanda lei.
Io, in linea di massima, no. Sono…Cerco un aggettivo che s’adatti alla maggioranza, alla maggioranza di quelle che ho conosciuto. Per ognuna potrei indicare almeno un motivo per cui non mi va di passarci del tempo insieme, ma di collettivo non mi viene in mente nulla. Cioè qualcosa c’è, ma non è una parola gentile. Inoltre c’entro anch’io: mi annoio facilmente con le persone.
E comunque, continuo, comunque ho tutto il giorno occupato io, non potrei vedere nessuno, sono libera solo il fine settimana.
Il fatto è, prosegue lei, arrotolandosi i capelli, che ha lunghi neri e arricciati, il fatto è che loro non mi parlano, mi salutano solo se c’incontriamo alla partita, ma se sono da sola in un altro luogo: è come se non ci fossi. Perché siamo diverse.
Dì le cose come stanno, dice il marito. Dì che si credono chissà chi perché conoscono quattro parole d’inglese, perché i mariti sono assunti a tempo indeterminato, perché, magari, sono laureate. Ma tu te ne devi fregare di quello che si sentono.
E perché tu sei più bella di loro, penso, e mi viene da sorridere ma pure un certo nervoso.
Sì, siamo diverse, riprende sorridendo anche lei, io poi sono permalosa e allora preferisco starmene chiusa, ma quando saprò l’inglese allora. Allora. cambierà. Potrò parlare con chiunque. E poi forse conoscerò altre brasiliane, mi hanno detto che ce ne sono…
Categorie: Fatti italiani
[ 2 commento(i) ]
il 12-09-2008 alle 22:51
Olá, tudo bem ? gosto de voltar a ler-te !
il 13-09-2008 alle 0:19
ma ciao Vera! (peccato che non vi abbiano mandato qui)