Allora dopo la scuola porto A. ad Amsterdam
Va bene, ma non fate giri strani.
Ma che giri strani, non c’abbiamo l’età.
L’età? Che età?
Bisogna essere maggiorenni per entrare nei coffee shop.
Ah.
Al massimo andremo alla casa di Anna Frank.
Seee. Va be’. Comunque alle sette a casa, magari anche prima.
Qualche ora dopo.
Be’ com’è andato il giro?
Bene.
C’erano italiani?
Era pieno.
Ah sì? E com’erano, che facevano?
Strabuzza gli occhi, apre la bocca, poi mette su un’espressione più presente e grida: Luca, Luca, ci sei?
Segue uno sguardo ancora più stralunato, delle labbra ancora più molli e non dice nulla.
Nuovo cambiamento facciale e grida ancora: Luca, alzati! Andiamo a vedere le puttane!
Imitando una voce dell’al di là : Che puttane, regà. Che puttane. Io da qui non mi muovo. Sto troppo bene, io. E poi non vedo nemmeno il pavimento!
Categorie: Chiacchiere, Roba d'Olanda
[ 4 commento(i) ]
il 22-08-2008 alle 10:47
Gli è andata bene. Avrebbero potuto incontrare dei siciliani…
il 22-08-2008 alle 12:08
mah non lo so. A me pare che quando atterrano a Amsterdam le differenze di regione si dissolvono
il 22-08-2008 alle 19:06
E’ così, però ti assicuro che se fai un giro davanti alle vetrine con le ragazze ignude, ti accorgi della preponderanza isolana. E anche dei commenti “coloriti”, per usare un eufemismo.
il 26-08-2008 alle 16:58
I turisti italiani all’estero mi “spaventano” sempre.
spesso faccio finta di non vederli e di non capire cosa dicono, anche se purtroppo li capisco eccome!
Fortunatamente non siamo proprio tutti uguali, anche se l’imbarbarimento che si nota in questi ultimi tempi è da far accapponare la pelle.