All’ora di pranzo faccio il bagno in un mare quasi trasparente e quasi deserto, fisso le colline che circondano la spiaggetta e mi dico che è proprio una fortuna che questo pezzo di toscana non sia più di moda, ma è anche merito dei toscani e dei loro modi poco gentili con i turisti, e del fatto che non si siano inventati nulla per far passar il tempo a chi veniva qui, e infatti la sera c’è poco da fare, a meno che non si abbia voglia di montar in macchina e farsi venti o trenta chilometri, e poi grazie anche agli etruschi e alle loro anfore che potenzialmente potrebbero essere qui sotto e del conseguente divieto di edificare, e infatti non ci possono stare nemmeno le case di plastica su questa terra. Se d’estate siamo pochi, d’inverno non circola proprio nessuno, tranne un mio amico che un paio d’anni fa ha deciso di trasferirsi qui, il primo anno alternava, un mese in maremma un mese a roma, quest’anno invece se l’è fatto tutto, è tornato in città solo per natale.
E com’è com’è? Glielo ho fatta in mille modi diversi questa domanda ieri sera, e lui mi rispondeva, mi spiegava, mi descriveva, mi raccontava, le passeggiate su e giù per le colline con il suo cane, l’ora in cui si alza la mattina, quando va a fare la spesa, quel pomeriggio di inizio novembre in cui tirava un vento tiepido e ha dovuto spegnere da solo la sterpaglia che bruciava perché i pompieri non arrivavano, ma alla fine non sono riuscita a immaginarmi veramente come potrebbe essere.
Categorie: Fatti italiani
[ 1 commento(i) ]
il 30-07-2008 alle 13:33
Io lo amo, il nostro colle. Dobbiamo trovare il modo si cambiare versante e guadagnare una vista mare. A quel punto la pensione me la potrei fare lì, almeno un po’ di mesi all’anno