Ama non Ama     26-06-2008  

Il topo l’abbiamo visto lunedì notte, Fran e io. Grigio e grasso, il pelo stropicciato, dimenava un poco la coda, la testa incastrata nella fessura di una finestra di una cantina, il corpo sull’intelaiatura che dà sulla strada.
Martedì l’ho rimosso, ma mercoledì mattina l’ho notato di nuovo, la coda ormai immobile e presumibilmente rigida, ho citofonato a un paio di cognomi del portone vicino alla finestra,  ma non mi ha risposto nessuno. Alla fine ho letto la targhetta di un ufficio: No Panic, e ho spinto quel pulsante lì, ma c’era solo la segretaria che non sapeva nulla delle cantine.
Ma quando arrivano loro lo sanno di sicuro, loro conoscono tutti, mi ha detto con l’espressione competente.
Glielo dici.
Certamente.
Ha risposto proprio così: certamente. E suonava un po’ finta come parola, pronunciata da lei. Difatti non glielo ha riferito, a loro, e alle tre il topo era ancora lì. Ho citofonato ancora. Ha risposto una donna anziana, un po’ sorda. Dopo aver urlato che c’era un topo stecchito in principio di putrefazione, mi ha risposto, anche lei urlando, che non apre mai a nessuno.
Poi ho parlato con una ragazza, una babysitter, ha detto.
Informerò la signora appena arriva.
Ma poco prima di mezzanotte il topo era ancora lì: pareva uno di quei palloncini che pian pian si sgonfiano.
C’era un ragazzo che stava uscendo dal portone e quando ha notato il mio cane ha avuto un sussulto.
Ho accorciato il guinzaglio.
E’ un cucciolo, mi ha chiesto.
Sì, ha quattro mesi e mezzo.
Ah, allora.
E quasi stava per fargli una carezza.
Abiti qui, gli ho domandato. Perché c’è un topo morto lì, vedi.
Si è avvicinato alla finestra perché nella semioscurità non si vedeva bene.
Che schifo! Ha detto.
T’informi di chi è quella cantina? Bisogna assolutamente toglierlo da lì.
Ha risposto che avrebbe contattato l’amministratore, che era pericoloso, con questo caldo, tenere quella roba marcia a portata dei gatti.
Ma oggi il topo c’era ancora. Siccome nel frattempo avevo conosciuto uno spazzino, per il fatto del cane perché lo spazzino ne ha due e i proprietari dei cani si parlano sempre, sono andata a chiamarlo.
Non sarebbe di mia competenza, ha detto, ma lo tolgo.
E mi è venuto dietro con scopa e paletta. Anche un altro tipo ci ha seguito, un tipo che era amico del netturbino, per vedere il topo morto.
Non è di mia competenza, ha detto dopo averlo osservato ben bene.
La testa sta all’interno della cantina e il corpo sul bordo della finestra. Nessuna parte del topo tocca la strada. E poi è incastrato.Lo deve togliere il proprietario.
A quel punto il tipo che era venuto con noi si è messo a ridere e ha cominciato a fargli le battute oscene.
Alle cinque di oggi pomeriggio il topo era ancora più esile e disgustoso. Una manciata di mosche gli ronzava intorno. Ho chiamato il Comune, gli ho spiegato la storia, mi hanno consigliato di chiamare l’Ama.
Ma con l’Ama ci ho parlato stamattina!
E chi altro può chiamare. I vigili urbani: no. Quelli del fuoco nemmeno. Non c’è un pericolo imminente. Non le resta che riprovarci con l’Ama.

Categorie: Fatti italiani

[ 4 commento(i) ]

4 Responses to “Ama non Ama”

  1. Leo dice:

    ..come si suol dire: per tagliar la testa al topo..
    un abbraccio e bentornata (in ritardo)

  2. matteo dice:

    Ma se non è il tuo palazzo, che fastidio ti dà? Tra qualche giorno diventerà secco come una schiacciatina, non preoccuparti. E i gatti non mangiano topi già morti, questo è sicuro. Il mio gatto adottivo, Paolo, sta facendo una posta esagerata a Cicci, il criceto di casa. Dopo averlo abbordato sulla gabbia una volta, combinando un disastro, adesso lo punta con gli occhi quando la bestiola esce dalla casa per mangiucchiare nella ciotola. Secondo me ha una voglia di metterselo tra i denti che…gli gocciolano.
    Ciao
    ps. ma dà per caso fastidio al tuo cane, quella scena?

  3. Alessandra dice:

    ciao leo! domani parto di nuovo, ma per un po’ di vacanze, questa volta. E tu? Vai ad agosto? Non è che capiti a roma a metà luglio, per caso?

    Matteo: i gatti non mangiano i topi morti e nemmeno quelli vivi. Ma non credo che sia molto igienico ugualmente. Non è nel mio palazzo, già, già. Questo è uno dei difetti più tipici della maggioranza degli italiani:
    che hanno una casa linda e pinta e poi il resto può anche andare in putrefazione, tanto mica li riguarda.

  4. Leo dice:

    Cara Ale, ti adoro. Qui la cosa di tutti è la cosa di nessuna, quindi cacca. Figuriamoci le cose altrui..

    Io sono “reduce” da due settimane di vacanze, sarò fermo e buono a Bologna fino al 7 agosto - quando partirò per il giro in bicicletta annuale (quest’anno, Romantische Strasse). Temo non sarò a Roma a metà luglio, ma se mai dovessi, ti avviserò prontamente. E tu, in questa mia bollente città del centro/nord Italia, non vieni mai? :-)

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