Inseguendo l’ombra     24-06-2008  

Qual è il primo oggetto che mi è saltato agli occhi osservando la scrivania di una donnina magra con due occhi enormi,ingigantiti, credo, dalle lenti e impiegata del Comune di Roma? Oggetto che appena l’ho identificato mi ha fatto sobbalzare perché anche la donnona dagli occhi azzurro-acqua piccoli e rotondi impiegata del Comune di W. lo possiede.
Qual è?
E’ una manina! La manina su cui entrambe tengono il cellulare mentre rispondono al pubblico.
Poi mentre tornavo dentro un locale, in cui prima c’era una lavanderia, ho visto un Budda alto più di tre metri e tutt’intorno decine e decine di lumini rossi accesi.
E dopo un po’ una slava infilata a metà in un cassonetto che tentava di pescare vestiti.
Non sono una zingara, mi ha detto. Sembro ma non lo sono.
Anche se io non le avevo chiesto nulla. Le avevo detto, invece, che avevo un po’ di vestiti da regalare.
Sono della mia taglia, mi ha chiesto.
No, più piccoli.
E allora non li prendo.
Ma puoi venderli, no?
Tanto non me li comprerebbero, pensano che sono una zingara e non si avvicinano.

Categorie: Fatti italiani

[ 2 commento(i) ]

2 Responses to “Inseguendo l’ombra”

  1. matteo dice:

    Ho visto un film in cui una donna Russa, negli states, faceva soldi rubando i panni che la gente metteva nei cassonetti e rivendendoli ai mercatini. Businnes is businnes. Certo che questa se ravanava nei cassonetti doveva essere messa proprio male! Ma scusa, cosa c’entra con la manina?

  2. Alessandra dice:

    in effetti non c’entra nulla.

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