E’ da un po’ che Fran mi parla di un’insegnante con cui fa Critica. E’ un’insegnante che non fa parte del corpo docente e li segue solo per un trimestre.
E pare che sia una con un gran cervello, una grande dialettica, un mucchio di idee, insomma: é un fenomeno.
L’altra settimana mi ha detto: mi piacerebbe invitarla a cena quando finisce il corso. Si può?
Un’insegnante a cena? E secondo te accetta?
Certo! Non puoi immaginare quant’è simpatica! Vi piacerà, vedrai.
Ora non è che sia stata tanto a immaginarmi questa persona qui.
Ma ieri sera, dopo la telefonata, mi sono resa conto che invece le avevo assegnato un corpo basandomi sul tono entusiastico di Fran nel descriverla piuttosto che sulle sue parole.
E l’avevo fatta bionda con gli occhi azzurri, alta, magra e al di sotto dei trent’anni. Era un’immaginazione di secondo piano e avevo preso in prestito il profilo della sua insegnante di chimica.
Ieri sera, poco dopo le dieci, squilla il telefono.
E’ una signora anziana e non capisco le sue parole perché ha una voce tremolante e leggera leggera.
Ha sbagliato numero, le dico quando tace senza precisarle che non ho capito un accidente.
Lei mi risponde che non ha sbagliato, sempre con quella voce a cui manca un po’ il respiro e a cui aggiunge, però, un tono molto determinato.
Ed è un accoppiamento curioso questo, è la prima volta che mi capita di ascoltarlo. E poi mi parla in inglese.
Fa una pausa e intanto io mi chiedo chi stia cercando. Emme è in barca con un suo amico, Lo è fuori per le gare, Fran è a vedere un film da una sua amica, il gatto è via anche lui, a caccia di cinciallegre cadute dal nido.
Potrebbe anche cercare il gatto, in effetti. Che ha perduto la pallina che aveva attaccata al collare e dentro cui c’era il nostro numero di telefono e che certe sere non torna per cena.
Poi la signora si mette a scandire le parole:
Può dire a suo figlio che ci vediamo domani dopo la scuola per terminare quella relazione?
Mio figlio…Quale?
Sono l’insegnante di Critica di Fran.
Ripesco l’immagine della bionda dagli occhi azzurri e la sostituisco velocemente con una voce flebile dagli abiti scuri, i capelli ben pettinati, e un tintinnio, si sente un tintinnio in sottofondo, e lo sguardo…lo sguardo è penetrante, per forza.
Categorie: Con quella faccia un po così
[ 3 commento(i) ]
il 25-05-2008 alle 14:43
poi, magari, quando l’inviterai, scoprirai che non ti importa più com’è ma ti interesserà solo quello che ti comunica
)
il 25-05-2008 alle 16:58
Ma “critica” a che? Comunque a prescindere dall’argomento, l’idea di un corso di critica, mi pare meravigliosa!
il 25-05-2008 alle 20:47
In realtà è un’insegnante di Oratoria, ho tradotto con Critica perché negli esempi che mi aveva portato Fran (uno spettacolo teatrale e un avvenimento politico) avevano analizzato quali erano i loro punti deboli.
Bri: sempre che la capisca, ché le mie capacità di comprensione si basano soprattutto sull’intuito