Lunedì: terzo giorno di febbre, tonsille gonfie e infette, metto Lo in macchina e lo porto dal dottore.
Lui, il dottore, sbatte le sue ciglia invisibili sui suoi occhioni azzurro cielo, una due tre volte, pesta un po’ sulla tastiera del pc, senza mostrarmi, però, le solite orripilanti immagini da google: la sala d’aspetto é affollata.
Uno sguardo alla gola di Lo da parte della praticante, uno sguardo alla gola di Lo da parte del dottore, il dottore interroga la praticante, lei dà la risposta giusta, lui sorride soddisfatto e con un balzo mi raggiunge: il caso è risolto, sembra che stia per dire, invece dice: c’è un’infezione in atto, ma non è molto estesa, di febbre ne ha poca,
Ma gli ho dato il paracetamolo due ore fa! obietto io al nulla.
deve bere acqua, molta acqua, e già da stasera prevedo che starà meglio e la febbre scomparirà.
E il dottore si mette in tasca venticinque euro.
Quella sera, mentre Lo inghiotte il paracetamolo, immagino di seguire il dottore e scoprire dove abita.
Martedì: la febbre è diminuita, ma la gola non si può guardare, telefono a GuarisciBen, a Roma, per avere un po’ di conforto, ha un’infezione batterica, mi dice lui, deve prendere un antibiotico. Non mi va di farlo arrabbiare e non gli racconto della cura dell’acqua.
Per farmi passare il nervoso, immagino di entrare nella casa del dottore, di notte, e di rubargli tutte le mazze da golf, al dottore piace giocare a golf, c’ha lo studio tappezzato di foto che lo ritraggono mentre sorride smagliante all’obiettivo e si accinge a tirare un colpo.
Mercoledì: riporto Lo dal dottore, l’infezione è diminuita, la febbre non ce l’ha più, ma gli si sono gonfiate le ghiandole sotto il collo e non mangia praticamente nulla,inoltre è depresso per gli allenamenti che sta saltando. E se poi non mi prendono in squadra? Mi ripete continuamente.
La praticante tira fuori degli attrezzi nuovi di zecca da una valigetta nuova di zecca, gli controlla la gola, le orecchie. Tutto a posto, dice.
Ed eccolo, il dottore, con il passo dell’uomo in forma, che va a verificare se è stata brava o meno.
No, questa volta la ragazza non ha dato la risposta esatta. L’infezione continua, dice. E’ batterica e si è spostata. Qui ci vogliono gli antibiotici. E si infila in tasca altri venticinque euro.
Io non dico nulla perché sono impegnata a identificare la mazza da golf più costosa che a breve impugnerò per distruggere la sua macchinetta sportiva che sta parcheggiata davanti alla porta d’ingresso.
Il primo colpo è quello che dà più gusto come il primo sorso di birra.
Eh, se non avessi l’immaginazione mica avrei potuto viverci qui.
Categorie: sanità dutch
[ 6 commento(i) ]
il 24-04-2008 alle 12:12
:))
il 24-04-2008 alle 12:17
sai Alessandra, mi viene in mente un rimedio efficacissimo per il mal di gola con placche bianche alle tonsille. Ti assicuro che la febbre e l’infezione scompaiono quasi all’istante. Dunque con il cotton fioc bagnato abbondantemente di tintura di iodio premi delicatamente sulla tonsilla o strofina un po’finoa che la placca o le placche si staccano.
e oplà
rimedio fai da te!
eh!
il 24-04-2008 alle 12:23
eh, grazie del consiglio, Bri. Ma dovrei ammanettarlo al letto per fargli una cosa del genere. Senza contare che prima dovrei acchiapparlo.

il 24-04-2008 alle 14:59
guarda che i miei figli, dopo le cure in Belgio, disperatamente sempre senza antibiotici, sono resistenti a tutto ormai, niente gastro , influenze, ecc … (solo per la malaria gli anticorpi non sono abbastanza forti…)
il 24-04-2008 alle 16:09
influenze e raffreddori non ne prende neanche lui, faringite, tonsillite e otite invece continua a beccarsele, dopo sei anni d’olanda, e non c’è niente da fare: non gli passano fino a che non gli vengono curate. Non sai quanti giorni di scuola ha perduto, soprattutto i primi anni.
il 25-04-2008 alle 0:29
E’ sempre bello leggerti (o sentirti) parlar male della sanità olandese. Almeno ci consoliamo un po’. E tanti auguri a Lo!