Il ragazzo stava seduto sulla panchina, con uno zainetto al fianco, la ragazza in piedi, camminava avanti e indietro davanti a lui e non diceva nulla.
Ho preso in braccio il cane che mi aveva trascinato lì perché s’intuiva che stava per scoppiare qualcosa di spiacevole, qualcosa per cui avrei voluto essere altrove: lui aveva un’aria troppo dimessa e lei era troppo furiosa.
Alla fine è partita. Schiaffi, con tutte e due le mani, sul viso e sulla testa.
Lui non si è mosso, nemmeno ha tentato di ripararsi. Sembrava tutto finito invece è arrivato l’ultimo colpo, violento, con lo schiocco che ha coperto i richiami dei merli.
Poi lei ha raccolto il suo zaino e la bicicletta, che erano sul prato, e se ne è andata via camminando.
Alla fine del sentiero, o al principio ma era una fine in questo caso, e all’altezza di un cartello è montata sulla bici e ha iniziato a pedalare.
Categorie: Roba d'Olanda
[ 7 commento(i) ]
il 22-04-2008 alle 11:49
come fanno a mantenere la calma e la rigida osservazione delle regole anche quando sono furiosi?!
il 22-04-2008 alle 14:01
ah, non chiederlo a me
il 23-04-2008 alle 10:38
il cane ti apre nuove finestre sul mondo, io ti leggo via web e da lontano quasi potevo vedere(la tua descrizione è veramente “multisensoriale” !
mancava il geotagging … (come il mondo è piccolo con la rete !)
ah mancava anche il prossimo breaktrough tecnologico : gli odori via web … ma quando parli di prato posso immaginare un bel prato umido olandese .
il 23-04-2008 alle 14:02
si dice che l’animale dello scrittore sia il gatto.
E invece è il cane, accidenti
il 23-04-2008 alle 18:06
Alice
ti ritrovo qui dopo qualche anno. Anch’io ho cambiato nick e aperto un altro blog, ma mi piace ancora come scrivi.
Riacciuffata, ti linko.
Irry
il 23-04-2008 alle 20:22
Ciao Irry, grazie. Come si chiamava il tuo blog?
il 23-04-2008 alle 20:56
oh là là.
chissà cosa aveva combinato.
mah!