E dopo sette anni     19-03-2008  

Da un po’ - sarà la primavera, sarà l’editing di cui non scorgo la fine, sarà che vado a letto tardi - tiro fuori delle parole in romano che non sapevo di sapere. Parole talmente pesanti che (forse) nemmeno alla tivù le dicono.
In compenso sto dimenticando l’inglese e quando squilla il telefono ho ripreso a dire pronto.

Categorie: Questioni di famiglia

[ 8 commento(i) ]

8 Responses to “E dopo sette anni”

  1. Carlo dice:

    Io, in compenso, non conosco nè inglese nè dutch, perciò al telefono non rispondo. Quando vado al mercato, però, riesco sempre a comprare quello che voglio e perfino a tirare sul prezzo.

  2. Vera dice:

    tutto per colpa di Afia ? ;-)

  3. Alessandra dice:

    Carlo, allora stai messo meglio di me, io non so neanche tirare sul prezzo. Però devo dire che, certe volte, quando vado a fare la spesa da Ven e ci sono i commessi (non le commesse) mi regalano sempre qualcosa, forse mi riconoscono e gli faccio pena :-)

  4. Alessandra dice:

    Vera, più o meno ;-)

  5. Carlo dice:

    O forse c’hai fascino

  6. Alessandra dice:

    No, secondo me è perché sono annoiati. Le commesse quando si annoiano rispondono a monosillabi e fregano il Capo ostacolando le vendite. I commessi, invece, regalano qualcosa.

  7. M. dice:

    no, e’ che ai commessi je arisurti parecchio

  8. Alessandra dice:

    se lo dici tu allora è proprio vero ;-)

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