
Sono seduta a un tavolino di un bar, Emme è andato a prendere i cappuccini, al di là del vetro c’è un tipo che sorseggia un caffè e legge il giornale, molto concentrato, ed è di profilo. Mi pare un mio compagno di scuola ma dovrei vedergli gli occhi per esserne sicura. Abbasso i miei, sta leggendo Liberazione, le probabilità che sia lui aumentano, mi sfilo gli occhiali da sole e busso sul vetro.
E’ lui! E viene a sedersi fuori, e dopo i cappuccini e le paste, facciamo un giro di caffè e intanto parliamo di politica, il mio compagno di scuola sta in politica, io sono nato incendiario e sono finito pompiere, dice a un certo punto.
C’è un tipo dove lavoro io,dice Emme, un ragazzo che è stato assunto da poco, che ha spedito una mail a noi italiani, suggerendoci per un serie di ragioni di votare scheda bianca.
Ma sapete, dice il mio compagno di scuola, se accadesse questa cosa qui, non mi sembrerebbe così terribile, anzi. C’è un romanzo di Saramago, bellissimo, in cui si racconta di un certo paese dove oltre il 70% degli abitanti un giorno va alle urne e vota scheda bianca.
Se la mattina delle elezioni la gente si alzasse, si lavasse, si vestisse e invece di andare a fare una gita, a guardare la partita, o uscire con la fidanzata, s’infilasse dentro un seggio e dicesse: adesso basta! Siete dei corrotti e io non vi scelgo!, io ne sarei quasi felice. Certo, se non ci va nemmeno a votare allora sarebbe un’altra cosa. Il problema è la testa, il modo come funziona. La mia, la tua, la testa di tutti. Se buchi una gomma di un’auto, tu sei abituato a sollevare il telefono e chiedere a un amico: da chi posso andare? E l’amico ti risponde: ho un amico che ripara le gomme, vai a mio nome che ti fa lo sconto. E domani l’amico ti telefona e ti chiede: mio suocera deve fare una tac urgente, c’è qualcuno che mi puoi consigliare? E tu gli rispondi: mio cugino fa il medico in un certo ospedale, lo chiamo e te la faccio prenotare da lui.
Però io sono finito pompiere ma lavoro ancora per combattere questa abitudine alla raccomandazione. Perché ci sono mille cose che non funzionano e tu non ne puoi risolvere mille insieme e devi partire da una, da quella che se ne trascina di più, e secondo me è questa qui.
E poi il mio compagno di scuola ripete ancora che se la maggioranza votasse scheda bianca, lui quasi ne sarebbe contento, che questo libro di Saramago è proprio bello e tutti dovrebbero leggerlo, soprattutto quelli che si occupano di politica, soprattutto adesso, che è illuminante e seguita a parlarci di questo romanzo, e a me piace un sacco quando mi raccontano i libri in un certo modo, e poi mi viene voglia di leggerli, anche se ne rimango sempre un po’ delusa perché non corrispondono mai alla bellezza di un racconto orale, pure se sono capolavori, intanto il cielo si fa proprio limpido e dobbiamo infilarci gli occhiali e le parole m’arrivano dai tavolini vicini e mi stordiscono come il sole.
Io non lo so come andrà a finire la faccenda delle elezioni, non voglio fare previsioni questa volta, prima voglio parlare con mia madre, la considero il mio punto di riferimento, se riesco a convincere lei, forse qualche speranza l’abbiamo che non vinca la destra, e se per caso ci fossero parecchie schede bianche, ve lo ripeto ancora, non mi sembrerebbe così tremendo, ma io lo so che non è proprio sincero quando dice queste cose, che sta cercando di assimilare una preoccupazione che ha dentro, perché nel parlarmi del libro di Saramago ha esordito così: c’è un romanzo di Saramago,bellissimo, che s’intitola l’Elogio della follia in cui si racconta…
Categorie: Fatti italiani
[ 5 commento(i) ]
il 11-02-2008 alle 12:14
Cara Alessandra, bentornata in Centro Italia!
(non me la dimenticherò mai, chissà perchè l’idea di Bologna scivolata in centro italia mi colpì cosi tanto.. secondo me ha a che vedere con quello che ti inculcano alle elementari). Comunque! Il “Saggio sulla lucidità” è davvero bellissimo, ricordo che lo leggevo in spiaggia, in costa azzurra, era settembre e il tempo era tiepido e beige. Mi commossi al termine della lettura.
Prima di quello, però, dovresti leggere “Cecità” (che è forse anche meglio), romanzo che introduce alcuni personaggi che ritroverai poi nel “Saggio”.. vorrei essere bravo come il tuo compagno di scuola a raccontare i libri! Invece, niente, tiro via. Un bacio
il 11-02-2008 alle 15:17
Leo, ieri ho comprato proprio Cecità! E poi come fai a sapere che non sei bravo a raccontarli, i libri? un abbraccio
il 11-02-2008 alle 16:20
che strano, pensavo anch’io a “saggio sulla lucidità” di Saramago in questi giorni… saranno i tempi grami che sento incombere sulla mia testa di cittadina “autonoma” priva di governatore ancora per (troppo) poco?
splash!
il 11-02-2008 alle 23:34
Saggio sulla lucidità, e Cecità, e Il vangelo secondo Gesù Cristo… Sono uno più bello dell’altro.
Ti chiamo domani così ci mettiamo d’accordo per la pizza ;-))
il 12-02-2008 alle 12:37
..fidati, cara Alessandra, non sono un affabulatore! Ricordo una storica occasione in cui liquidai l’intero “Dr Zhivago” in due parole, tipo: sullo sfondo della rivoluzione d’ottobre, lui e lei si amano, ma non riescono mai a stare insieme come si deve (!). Ok, credo che ora riuscirei a fare di meglio…
Tu sei scesa, io salgo: domani parto per una minivacanza a Berlino. Ci rileggiamo al ritorno!
Un abbraccio,
Leo
PS: buona “Cecità”, mi farai sapere?