Svitlana e i suoi fratelli     04-02-2008  

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Svitlana ha circa quaranta anni, ma ne dimostra almeno una decina di più, è di Korostov, Ucraina, e lavora in Olanda. Non ha una famiglia da mantenere e tutto quello che guadagna è per lei, solo per lei. Conosce l’olandese discretamente, altrimenti non avrebbe superato il test d’ingresso. Non sa l’inglese, ma tanto non le serve. Dopo un anno di lavoro ha messo da parte una certa sommetta e ha deciso di passare una vacanza sul Mar Rosso con Iryna, senza marito anche lei ma che lavora in Germania. Così una mattina all’alba eccola seduta su un aereo, un po’ stanca ma eccitata per la vacanza che l’aspetta, felice di rivedere l’amica e di poter tornare a parlare nella sua lingua, che forse sogna di incontrare un uomo che le cambierà la vita. Finalmente ha potuto rimettere le sue scarpe lucide viola con gli intarsi gialli. La famiglia per cui lavora, una famiglia di medici, le ha proibito, scherzosamente, di indossarle. Ha anche il suo cappello di lana amaranto e la pelliccia sintetica ghepardata. Libera per una settimana di fare ed essere come le pare!
Ha solo una preoccupazione: di perdere il pullman che la porterà in una certa località del Mar Rosso, dato che l’aereo è in ritardo.
Dopo l’atterraggio la hostess annuncia che i passeggeri che hanno delle coincidenze devono scendere per primi.
Così Svitlana si dilegua in grande fretta.
Svitlana, nella sua borsa di mille colori, ha qualcosa che mi appartiene.
Il mio libro.

E’ passato oltre un mese dal furto.
E sto ancora a chiedermi cosa l’abbia spinta a rubarlo, col rischio di essere scoperta. Infatti, durante il volo I Fratelli Karamazov era scivolato sotto il sedile e aveva raggiunto i piedi del passeggero dietro di me, anzi della passeggera, io mi ero chinata e l’avevo visto, ma era troppo lontano perché potessi riprenderlo, e avevo notato le sue scarpe. Su mia sollecitazione, Lo le aveva domandato in inglese se lo poteva raccogliere, ma lei
aveva risposto in olandese che non capiva. Quando, come una furia, se ne era andata avevo memorizzato il suo cappello e la pelliccia.
Ho fatto una serie d’ipotesi.
Svitlana:
è cleptomane.
Ha pensato che avrebbe potuto rivenderlo almeno a due euro dato che sulla copertina c’era stampato a grossi caratteri che ne valeva 10.
E’ un’appassionata de I Fratelli Karamazov e ne colleziona le traduzioni in tutte le lingue.
Oppure è stata attratta dalla copertina. Che è meno sbiadita di questa foto, anzi era, e in sintonia con i colori del suo abbigliamento.

Ah, ma adesso la rintraccio, dico appena scendo dall’aereo. E vediamo se non me lo restituisce. Con quelle scarpe, quel cappello e quella pelliccia come può pensare che non la riconosca?
Ma l’aeroporto di Hurgada è affollatissimo, è quasi la fine dell’anno, inoltre le procedure di sbarco sono lente. File densissime, di tutte le nazionalità, ma soprattutto di ucraini e di russi che calzano scarpe dalle forme e dai colori incredibili e hanno in testa cappelli ancora più stravaganti. E mi confondo. Mi sembrano tutte Svitlana, ma anche no. Alla fine sono costretta a rinunciare.
E mi chiedo anche dove sia finito, e ipotizzo.
Si sta sciogliendo sui fondali del Mar Rosso.
Sta per bruciare sul monte della spazzatura.
Svitlana, dopo essersi accorta che era scritto in italiano e che aveva già quella traduzione, l’ha gettato in un angolo dell’aeroporto, un bambino egiziano l’ha raccolto e ora lo usa come sedile.
Oppure sta allineato in uno scaffale di una libreria tra una versione in francese e una greca e Svitlana, vestita di grigio e di nero, si stropiccia le mani con soddisfazione e dice: mi manca solo la versione spagnola, so che ne esiste un’edizione con una copertina ancora più sgargiante di questa.

Categorie: Con quella faccia un po così

[ 4 commento(i) ]

4 Responses to “Svitlana e i suoi fratelli”

  1. Vera dice:

    Bookcrossing, insomma … ;-)

  2. Alessandra dice:

    già, chiamiamolo così.
    Che almeno qualcuno lo usi…

  3. lasirenetta dice:

    booksteeling, direi!
    vabbè, ma forse svitlana prima che in olanda aveva lavorato in italia e sta usando dostoevskij per ripassare la lingua, che in olanda non ci vuole più tornare :)
    splash!

  4. alessandra dice:

    accidenti. hai ragione. Si potrebbe ricavarne quasi un romanzo sui mille motivi che hanno spinto Svitlana a rubare quel libro più grosso di un mattone. ;-)

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