
Sarò sul canale Y alle X, ora italiana.
Mica sto sulla luna, io. Sono a centoventi minuti da Roma se il pilota ha fretta.
Mi ricordo che una delle cose che mi colpì quando mi trasferii qui fu che tutti smisero di telefonarmi e se chiamavo io, parlavano sintetici, ad alta voce, con l’ansia, e alla fine dicevano sempre: chissà quanto stai spendendo!
Una telefonata di venti minuti, la sera, costa circa due euro, rispondevo io.
Ma va?
Ma certo.
Però non dicevo euro in effetti, dicevo lire e fiorini. Per un paio d’anni ci fu questa seccatura della doppia moneta.
Comunque all’ora X, ora italiana, ora anche di qui, sono davanti alla tivù.
C’è il mio amico, con la stesso sguardo, gli stessi gesti, la stessa calma del ricordo.
I primi minuti quasi mi arrabbio. Perché sta parlando, e lui non parla.
Dopo mi tranquillizzo. Perché fa quello che deve fare, fregandosene di stare davanti alla telecamera. A un certo punto la conduttrice, spazientita, gli dice: ehi, D., sei sprofondato nel silenzio?
E io quasi mi commuovo, ché ripenso a certe sere di chiacchiere con le amiche e lui da una parte ad ascoltare con un sorriso, che non era proprio un sorriso, che sottintendeva: ma quante ne sparate, eh? E alla fine, quando avevamo terminato di sviscerare il passato, il presente e il futuro, una di noi diceva sempre: sai, D., cosa ti aspetta adesso, lo sai, vero?
E lui con quel sorriso che modificava lievemente, faceva cenno di sì.
A quel punto partivano le domande, a raffica.
Allora componeva l’espressione della rassegnazione, che non era proprio rassegnazione, e cominciava a risponderci.
Categorie: Con quella faccia un po così
[ 4 commento(i) ]
il 24-01-2008 alle 13:47
nel passato ?
il 24-01-2008 alle 13:51
In un certo senso sì. Prenoto l’aereo per Roma e rieccomi indietro.
il 25-01-2008 alle 21:42
ok, ma che c’entra la Luna?
il 26-01-2008 alle 10:18
come che c’entra? La luna c’entra sempre!