Ciao, lucky man     06-01-2008  

abu-simbel.jpgSono tornata.
Da un viaggio molto faticoso nel deserto e lungo il Nilo. Sono arrivata fino al tempio di Abu Simbel, quasi al confine con il Sudan. Le rive del fiume sono come le avevo immaginate: strisce di verde con palme e banani e poi: strade di paesi color sabbia non asfaltate, bambini scalzi o con sandali consumatissimi, mucche magre, cani bianchi e neri, e asini, decine e decine di asini, motociclette di piccola cilindrata di produzione giapponese o egiziana e dromedari naturalmente. E posti di blocco con i poliziotti con i mitra e le torrette di guardia ogni trenta chilometri. Ho riempito pagine e pagine di appunti che sono più o meno l’equivalente delle mille foto scattate dagli altri, alcune parti sono interpretazioni molto fantasiose dei racconti che ci faceva la guida in francese - ce ne avevano promessa una inglese, ma poi parlava solo l’olandese e allora ci hanno mollato ai belgi. Però quando giravamo ci individuavano subito, a noi quattro, che eravamo italiani, anche se stavamo zitti.
Italiani! Bel Paese. Canale Cinque, Italia Uno, Berlusconi!
Berlusconi, no!
No?
Uomo cattivo.
Cattivo?
Così ho capito. Ho capito che l’abbinamento con gli spaghetti e il mandolino è terminato e ora abbiamo questo.
Dei mercati ricordo una polvere meravigliosamente azzurra che si usa per inamidare le camicie. E le galline, bianche con delle ampie porzioni di pelle nuda, strizzate in delle gabbiette di bambù, e terrorizzate, le galline più terrorizzate che abbia visto.
Comunque a mezzanotte del 2008 brindavamo su un battello sul Nilo sotto una spicchio di luna orizzontale e, al di là della recinzione, sorvegliata dai poliziotti con i mitra, gli egiziani che ci guardavano e noi che guardavamo loro.
E questo guardarsi reciproco insieme alla frase: ciao luchy man mi hanno rincorso a lungo, e sul senso, per me, di fare un viaggio in un Paese affascinante ma con livelli di povertà sufficientemente bassi da essere fotografati. E di non nascondere la macchina fotografica. A un certo punto, ho pensato, che una soluzione sarebbe potuta essere quella di pagarsi una guida personale e di togliersi i panni del turista e di indossarne altri. Ma quali?
Mi ricordo che una volta Moravia disse che l’Africa era il nostro passato e certe strade e certe case della periferia di Luxor avrebbero potuto essere, con qualche piccola variante, le periferie dell’Italia degli anni quaranta.
La notte prima della partenza mi sono beccata una super influenza con tutti i possibili sintomi. Della serie: se una cosa la devo fare, la faccio per bene.
Ed ora eccomi qui anche se mi pare di essere altrove, ma forse è colpa della febbre.

Qui alcune foto.

Categorie: in un altro luogo

[ 11 commento(i) ]

11 Responses to “Ciao, lucky man”

  1. Effe dice:

    mi par di capire che ci inamidano anche le galline, con quella polverina azzurra.
    A me all’estero hanno detto Italiani! Tabucchi! Alessandra Galetta! (si trattava di un intellettuale)

  2. Leo dice:

    Ciao, Alessandra, ben tornata!
    Mi spiace per l’influenza, queste vacanze natalizia sono state segnate per molti miei amici dal febbrone e la tosse. Riguardati! (Chissà perchè tutti questi punti esclamativi.. forse perchè la giornata è particolarmente uggiosa, è il primo giorno di lavoro 2008 e mi sembri ancor più lontana)
    Baci

  3. Giorgia dice:

    Hai fatto uno dei viaggi dei miei sogni. Aspetto altri racconti, eh? Anch’io sono ancora un po’ influenzata a casa, almeno ho rimandato ancora un po’ il rientro a lavoro ;-)

  4. alessandra dice:

    Effe, molto spiritoso, davvero. E capisco anche perchè il marito, di là,rideva così tanto. Gli ho chiesto: ma perchè ridi? e lui: leggi il commento 1 e lo capisci. E io pensavo che il commentatore neocatecumenale fosse riuscito a trovare un varco e invece era lei, che sollievo;-)

    Caro Leo, l’influenza bisogna portarla in conto e se non dura troppo si accetta volentieri dato che ti permette di non fare nulla. Buon 2008, un bacione :-)

    Giorgia, tu ne hai fatto uno che per me è tra i primi posti:-) Di resoconti non credo che ne posterò ancora, anche se c’è un certo numero di persone che mi ha colpito assai. Comunque ora metto un link alle foto fatte da Emme.

  5. Vera dice:

    Bentornata !
    e benvenuta al terzo mondo …
    (con la macchina fotografica , ecco una questione interessante …)

  6. lasirenetta dice:

    mmmmm pagine e pagine di appunti come fotografie… che ghiottoneria, ce ne proporresti un altro assaggio? :)
    p.s.: anche io, a una prima lettura, avevo creduto di capire che con la polverina blu ci si inamidavano anche le galline :P
    splash!

  7. Alessandra dice:

    Vera, la prossima volta mi accodo a uno dei tuoi viaggi (sempre che decida di farne un altro e sempre che tu accetti di avere una coda)

    Sire, a dire il vero le galline sembrano inamidate anche a una terza lettura, ora le faccio tornare bianche. Ma le fanno anche a gennaio la brioche col gelato? Mi sa di sì…
    Quanto agli appunti. Dovrei scrivere di certe cose che fanno i bambini per prendere un’euro (nulla di terribile ma molto triste) e non me la sento, preferisco pensarci senza scriverlo per adesso, oppure alle ragazze di un certo Paese che atterrano in Egitto dirette sulla costa con chiari scopi, ma non mi va nemmeno quello.
    Con una domanda sono riuscita a farmi confessare da un arabo all’orecchio che era cristiano, questo è stato un episodio curioso. E poi i belgi che erano divertentissimi e una signora olandese sui settanta che si voleva rimorchiare Mustafà, la guida e lui che se ne è andato con un giorno di anticipo…Poverò Mustafà braccato da una donna alta il doppio (e fin qui poteva anche essere) e con il doppio dell’età (e qui mi sa che non si poteva fare).

  8. Vera dice:

    Ne sarei molto contenta !

  9. matteo dice:

    Bentornata! L’influenza è una cosa a cui non si scappa, nemmeno mentre si è in vacanza. :-)

  10. Alessandra dice:

    Ciao Matteo. Resistere, resistere sempre è il mio motto ;-)

  11. lasirenetta dice:

    ma certo che le brioche col gelato le fanno anche in gennaio: non ti dico quanti gradi abbiamo avuto ieri - oggi ancora è presto, ma mi sa che siamo sulla buona strada!
    p.s.: ora le galline, libere dall’amido, sembrano anche più terrorizzate :P
    splash!

Leave a Reply