Oltre la tenda     13-12-2007  

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I fatti che vengono riportati nelle notizie di cronaca olandesi mi lasciano uno sbigottimento diverso da quello che provo leggendo i giornali online italiani. Un sbigottimento che non riesco a spiegare. Forse perché la miseria che li produce è tenuta nascosta e si manifesta soltanto quando la tragedia si verifica. Qui non si urla, o se si urla lo si fa in silenzio, e se qualcuno rompe la quiete o brucia il pollo, la polizia viene chiamata immediatamente.
Hai sentito di quella tipa, dico a P., che ha investito un bambino, l’ha agganciato con la sua auto, ha guidato per dieci chilometri, ha parcheggiato in garage, ha scaricato le buste della spesa e si è accorta del bambino solo la mattina successiva? Dieci chilometri di percorso da Maastricht a Eijsden e nessuno l’ha vista. L’unica spiegazione che riesco a trovare per un episodio del genere è che fosse ubriaca fradicia e a quell’ora, dopo le 18, le strade fossero vuote, di quel vuoto che mi stupisce sempre.
Il venerdì bisogna stare attenti, mi risponde P. L’altra notte hanno arrestato una donna completamente ubriaca, che voleva raggiungere la spiaggia, con ventisette cani a bordo e i finestrini appannati.
Ventisette cani? Come fanno a entrarci ventisette cani in una macchina, come li fa a tenere sotto controllo quando li porta fuori, perché ha ventisette cani?
Un uomo e una donna sono stati rintracciati in una foresta della Germania e arrestati. Stavano subendo un processo per debiti, nella fuga avevano portato con loro anche i figli che gli sono stati tolti in seguito al comportamento irresponsabile.
Le mie informazioni sono tratte da giornali gratuiti, quindi forniscono notizie sintetizzate al massimo, sono l’equivalente di quelli che vengono distribuiti all’ingresso della Metro a Roma, ma c’è qualcosa di inquietante, di ghiacciato in quello che succede, come questo episodio che ho riportato qui e che mi ha perseguitato per giorni e giorni. Mi sembra di sollevare una tenda con dei ricami di farfalle e fiori e di scoprirci dietro un mostro, mentre mi aspettavo di trovarci delle tazze di ceramica azzurra o dei bambini che scavano canali nella sabbia.
Da quando poi mi sono trasferita nel paese di W., abitato quasi esclusivamente da emigranti quasi di lusso, questo senso d’inspiegabilità, di distacco è cresciuto ancora di più.
Qui vivono tutti tranquilli, i controlli del tasso alcolico non vengono mai fatti il venerdì sera, qui la polizia ha poco lavoro e allora si cerca qualcosa da fare, per esempio è capitato che abbia arrestato dei minorenni sospettati di aver estratto un cartello di vendesi da un giardino, che li abbia interrogati a turno per far saltare fuori il colpevole, mentre gli altri aspettavano in cella. Però è irreale, anche questo.

Categorie: Roba d'Olanda

[ 1 commento(i) ]

One Response to “Oltre la tenda”

  1. makdaralo dice:

    Una cosa che apprezzo dell’Austria e’ che gli austriaci sono rumorosi. Ok, non a livello degli italiani…
    Gli austriaci mi sembrano persone normali.
    Notizie del genere di quelle dell’Olanda non ne ho mai lette. Agghiaccianti, non c’e’ che dire.

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