Anna     30-11-2007  

Ieri la ragazza ungherese, che si chiama Anna, raccontava che nel suo Paese quando arrivi a scuola ti devi togliere le scarpe e mettere le pantofole, qualcuno - ma sono pochi, ha precisato - mette le scarpe da ginnastica perchè durante l’inverno, in Ungheria, c’è una poltiglia di fango impastata con la neve, e le le scarpe hanno la suola spessa per non bagnarsi i piedi. Diceva pure che, legati allo zaino, ognuno ha un paio di pattini perché alla fine delle lezioni si va a pattinare sul ghiaccio.
Quando diceva queste cose, la voce le tremava e gli occhi le brillavano, anche quando accennava ai disagi che porta il fango. E’ una ragazza fragile, - forse più sensibile che fragile, ma forse sensibilità e fragilità sono la stessa cosa, - che non può vivere senza affetti e conta i giorni che mancano a Natale quando andrà a casa.
Scommetto cento contro uno che dopo le vacanze non torna.

Categorie: Con quella faccia un po così

[ 7 commento(i) ]

7 Responses to “Anna”

  1. lasirenetta dice:

    sensibilità e fragilità mi sembrano, più che la stessa cosa, due facce della stessa medaglia. E in ungheria il natale lo immagino molto più gradevole che altrove. Ecco, un’idea per il prossimo viaggio di natale! :)

  2. alessandra dice:

    Attenta alle calzature che ti porti :-)
    (come si vede che viviamo in due luoghi diversi. Io, in Ungheria, d’inverno, non andrei mai. Anche in Danimarca, mi hanno raccontato, il periodo intorno a Natale è molto bello).

  3. lasirenetta dice:

    infatti in danimarca a capodanno ci andai e mi piacque assai :)
    ma capisco tutte le tue ragioni!
    splash!

  4. Giusy dice:

    Anke qui in Polonia c’è questa storia delle scarpe. La trovo molto igienica.
    xxx G

  5. makdaralo dice:

    Eh si’, Natale in Ungheria e’ proprio bello, fa un po’ freddo, certo, ma l’atmosfera e’ speciale!

    Descrivendo Anna, hai colto proprio una peculiarita’ degli ungheresi: gli affetti familiari sono una delle cose piu’ importanti.

    Quella delle pantofole a scuola non la sapevo, ma in effetti era prevedibile, visto che spesso, se vai in casa di conoscenti, si usa togliersi le scarpe…

  6. Alessandra dice:

    anche qui ci si toglie le scarpe quando si va a casa di qualcuno, e per un periodo mi sono divertita anche a fotografare la montagna di scarpe davanti alla porta d’ingresso, e a farci una serie di profonde speculazioni sopra. Però le signore con i tacchi a spillo e gli idraulici con gli scarponi infangati non li tolgono mai.

  7. matteo dice:

    Chissà, allora, come si divertiranno i feticisti! Magari potrebbero anche rubarne qualche paia interessanti. :-)

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