Ma è vero che gli italiani non conoscono Pinocchio?
A me lo leggeva mia madre, in ospedale, quando mi operarono alle tonsille, a sei anni. Poi lo rilessi da sola, fino a impararlo a memoria. Lo leggevo a Fran, la sera, quando aveva cinque anni. Lui lo lesse ancora con la classe, in terza elementare. E quando mi trasferii qui in Olanda e tornai a Roma, per Natale, chiesi alla sua maestra (e che maestre che aveva nella scuola pubblica: una di loro gli diede ripetizioni gratuite per un anno intero perché, diceva, farsi pagare sarebbe stato illegale) quali libri gli dovessi far leggere per non dimenticare l’italiano e lei mi rispose: Pinocchio, lì c’è tutto quello che serve. Ma lo stavamo già rileggendo. Era uno dei libri che andava bene sia per Lo, che aveva sei anni, sia per Fran che ne aveva dieci e che non annoiava me.
E non hanno mai visto lo sceneggiato di Comencini, i miei figli, io sì, anche se abbiamo sempre guardato la tivù italiana, ma non mi pare che sia stato replicato in questi anni, per lo meno non in modo ossessivo.
Se mi concentro, mi sento ancora la catena intorno al collo di quando Pinocchio fu costretto a fare il cane da guardia al pollaio, rivedo la massa di capelli verdi del pescatore che lo cattura con la rete e il colombo gigantesco che lo porta sulla spiaggia come mi apparvero la prima volta in quella stanza bianca d’ospedale che aveva l’odore di pane e mortadella mangiati di nascosto.
Mi viene da pensare che siano quelli che vanno a certe presentazioni, e che ti stupiscono con una citazione di Walter Benjamin o di Beckett, a non aver letto Pinocchio. O che siano loro ad averlo dimenticato perché troppa roba nella testa non ci sta.
La percezione di un’informazione falsata della realtà ce l’ho sempre di più.
Su Repubblica, ieri, sono state pubblicate le foto della Cannabis Cup che si svolgeva ad Amsterdam e non ho trovato invece una parola da nessuna parte sulle manifestazioni degli studenti delle scuole secondarie che ci sono state venerdì per protestare contro lo stato disastroso dell’istruzione, e dei ragazzi che sono stati arrestati.
E inoltre. Si elogia l’Olanda perché è permessa l’eutanasia, i malati di cancro fanno i ricoveri in day hospital, che Paese avanzato!, però nessuno scrive che la prevenzione non esiste, che ti curano all’ultimo minuto, che non ti ricoverano quando sarebbe necessario, si continua a esaltare la chimera “all’estero è meglio” e “gli italiani sono ignoranti”.
Se è vero che gli italiani sono ignoranti sono in compagnia.
Nei commenti a questo articolo, qualcuno ha scritto: It’s my impression - after forty years abroad - that pupils do not learn very much either in the 1040 hours of ‘education’ they get.Two examples: many of those studying to be teachers couldn’t speak or write the Dutch language properly, and couldn’t count correctly. Nor could fifty percent of those working in hospitals do the math either, and knew the difference between milligrams, centimeters or similar.
Categorie: Contro il potere che
[ 11 commento(i) ]
il 26-11-2007 alle 14:46
Agghiacciante.
Pensa che qui conosco una coppia (non italiana, senza figli) che e’ stata in Olanda per lavoro sei anni, e ogni volta che li incontro mi dicono “oh ma quant’era meglio stare lassu’, come erano accoglienti gli olandesi, come invece sono scortesi e razzisti (!?) gli austriaci” e via di questo passo.
E mi elogiano di come sia bello che in Olanda i bimbi sono costretti ad andare all’asilo a quattro anni (e’ vero? loro sostengono di si’), di come cerchino di sviluppare le loro capacita’ sociali fin dalla tenera eta’, mentre nel resto del mondo li puoi mandare a scuola a sei sette, e in particolare qui in Austria nessuno spinge per farli andare a scuola o all’asilo presto.
[Per quanto il day ospital per i malati di cancro, non lo sapevo, ma sara' ovviamente dettato dalla logica di risparmiare soldi e (forse) malamente giustificato col fatto che uno a casa propria "sta meglio". Accidenti a loro...]
il 26-11-2007 alle 15:21
Sì, è vero che a quattro anni i bambini devono andare a scuola, che imparano a essere indipendenti (peccando in eccesso), che a quattro anni un bambino se ti saluta, ti porge la mano, ma non ti dà un bacio, come è vero anche che durante l’ora di pranzo,( nelle scuole non esistono mense, eh,)anche all’asilo, i bambini passano un paio d’ore a non far nulla con un’unica sorvegliante, a meno che non siano le madri, a turno, a organizzare qualcosa. Com’è vero che gli asili nido hanno costi inaccessibili, e se una donna ha un lavoro di solito è costretta a rinunciarci, o aspettare che suo figlio compia quattro anni.
Però è anche vero che tutti quelli che hanno vissuto in Germania (dall’Austria non arriva mai nessuno) dicono che qui gli emigranti (emigranti quasi di lusso,eh) sono trattati meglio. Questo non significa, però, che si socializzi di più.
il 26-11-2007 alle 15:54
Una chimera, ecco ! …
L’altro giorno hanno fatto vedere al C. Culturel Français (!) lo sceneggiato di Comencini . Vedessi che successo !
noi il dvd ce l’abbiamo.
il 26-11-2007 alle 16:25
Anche il libro?
il 26-11-2007 alle 16:54
Ciao carissima,
è sempre un tale piacere leggerti dopo qualche giorno di vacanza (in questo caso, in una Paris piuttosto caotica causa sciopero). Vorresti una copia dello sceneggiato, su 2 dvd? Fammi sapere.
Baci, Leo
PS per la cronaca, ho il libro e il dvd Disney in varie edizioni, ma quello credo non conti..
il 26-11-2007 alle 17:08
Ciao caro Leo (pensa che anch’io avevo quasi programmato di andare a Parigi il fine settimana scorso per sfuggire alla tempesta che invece
per fortuna non c’è stata).
Grazie per la tua offerta, ma preferisco che i ragazzi si ricordino la
storia di Pinocchio così come la raccontò Collodi.
Fa freddo, lì al centro?
il 26-11-2007 alle 17:12
Ti basti sapere che a Parigi la settimana scorsa si stava meglio (meteorologicamente parlando e anche non) che qui al centro. In realtà oggi non è niente male, la temperatura è mite, le foglie dalla finestra del mio ufficio gialle e il cielo quell’azzurro un po’ implacabile dei tramonti autunnali..
il 26-11-2007 alle 19:32
certo, anche il libro
il 27-11-2007 alle 11:10
però è mica vero, c’è gente che ha letto pinocchio e l’ha pure riscritto e lo sta riscrivendo.
d.
il 27-11-2007 alle 11:55
hai ragione! grazie per avermelo ricordato. E’ che il binomio di ignoranza italiana e non conoscenza di Pinocchio m’aveva alquanto rattristato.
il 30-11-2007 alle 16:25
e non solo: pinocchio in via di riscrittura anche in vari dialetti italiani.
personalmente ho odiato il pinocchio di Comencini, mi metteva una tristezza micidiale, che nel libro non avevo mai “sentito”. e quella musica… ah, quella musica se ci penso mi vengono su le lacrime ancor oggi!!!