Ospiti     16-11-2007  

Da ieri pomeriggio ho di nuovo due housers e resteranno fino a domenica. Arrivano da Monaco, dalla scuola internazionale di Monaco, hanno quindici e diciotto anni, e sono qui non per una competizione sportiva ma per un dibattito sulle ricerca delle cellule staminali. Hanno trascorso il pomeriggio a ripassare, dagli appunti e dai portatili, - sembravano degli adulti che si preparavano per una conferenza ed è uno degli scopi di questa esercitazione- ognuno di loro dovrà ricoprire il doppio ruolo di favorevole e sfavorevole alla ricerca, un giudice stabilirà chi vince la discussione, se non ho capito male, e si compete a coppia contro un’altra coppia.
Quello di quindici non dovrebbe esserci, di solito partecipano a speech and debate dai sedici anni in su, ma lui è stato ammesso per meriti speciali. E’ tedesco, ha i capelli rossi, è una specie di macchinetta di parole, ci racconta che ha vissuto un po’ ovunque, come quasi tutti quelli che frequentano le scuole internazionali e che ha deciso di partecipare perché era molto stressato, aveva bisogno di prendersi una pausa dai compiti, sa un sacco di cose, un futuro tuttologo, ma dopo cena si rilassa e torna bambino, preferisce la compagnia di Lo a quella di Fran, fanno interminabili partite a biliardino e un gioco al computer di guerra. Di lui, Fran dice: è un secchione, noiosissimo. E Lo: sosteneva che a biliardino era imbattibile, che si allena d’estate quando va in Toscana, che ha vinto persino un torneo, invece è incapace, un po’ mi faceva pena perché si è ammutolito all’improvviso, ha messo su la faccia della difficoltà, e quasi pensavo di farlo vincere, ma come avrei potuto? È un po’ buffo, però a un certo punto non ci fai più caso.
L’altro, quello di diciotto, è molto taciturno, ma a cena ha chiesto sempre il bis, un adolescente nella media quindi.
Verso la fine della sera, Lo mi ha chiesto: il coreano è andato a dormire? Il coreano, quale coreano? Ho risposto io. E allora ho pensato che se la polizia mi avesse fatto un interrogatorio su gli individui che ospito, avrei descritto il tipo di diciotto così: alto circa uno e settanta, corporatura longilinea, occhiali da vista con montatura argentata, jeans e felpa nera, calzini bianchi di spugna, capelli neri e lisci, occhi a mandorla. Razza asiatica? Avrebbe sintetizzato il poliziotto. Sì, razza asiatica avrei risposto io, ma non ci avevo fatto caso.

Categorie: Questioni di famiglia

[ 2 commento(i) ]

2 Responses to “Ospiti”

  1. bri dice:

    questo resoconto lo inserirei tranquilamente in un post di “pubblicità e progresso”.
    Dice cose importantissime senza clamore.
    bellissimo il pensiero finale.
    Perfetto.

  2. alessandra dice:

    grazie, Bri. Comunque era Cinese, non Coreano :-)
    L’errore fu perchè la maggioranza di Expat di qui vengono dalla Corea.

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