E questo fa la differenza     06-11-2007  

Un bosco di faggi e querce.
Anni fa avrei riconosciuto le querce per le ghiande sul terreno, e non avrei saputo dire quale fosse un faggio, un faggio è un albero, sì, ma sapresti dire qual è tra questi? No, ma che importanza ha? Che mi cambia distinguere un faggio da una betulla? Non mi cambia niente in effetti, ma cambia se sono a dieci minuti di distanza da dove abito.
In una parte del bosco c’è un parco di divertimenti e delle casette di legno dove puoi dormire un paio di giorni. E’ l’opposto di Eurodisney a Parigi, per descriverlo con una frase.
Comunque nella parte selvaggia si svolge la gara campestre: si corre un miglio, cinque e dieci chilometri. E’ un percorso faticoso perché ci sono delle piccole colline, le radici che sporgono dalla terra, i rami che tagliano la strada. Lo, per la sua età, avrebbe potuto fare quella di un miglio, ma con i suoi due compagni di squadra della scuola si iscrive alla gara dei cinque chilometri, l’importante è partecipare gli è entrato in testa ma poi corre per vincere, i suoi compagni sono due fratelli, velocissimi, hanno vissuto in alcuni Paesi d’Africa prima di trasferirsi qui e il padre li portava a correre sin da piccoli. Quando la gara finisce hanno tutti e tre il viso striato di rosso, sono arrivati 31, 32 e 39, però i trenta che hanno seminato avevano le gambe lunghe il doppio, e fanno parte tutti di squadre sportive, c’è anche il secondo corridore d’olanda. Il secondo corridore d’olanda arriva primo, in anticipo di quasi un minuto rispetto a quello successivo, il secondo corridore d’olanda non è olandese, sono incerta se sia turco o marocchino, dal nome non mi è possibile dedurlo, penso che a lui darebbe fastidio questa approssimazione, c’è una grande rivalità tra turchi e marocchini qui, un mese fa in una scuola di Amsterdam, durante la ricreazione, un ragazzo turco ha ucciso con un coltellata un ragazzo marocchino, si temevano delle reazioni violente, poi per fortuna non ci sono state rappresaglie, i ragazzi marocchini e turchi raramente sono ammessi al liceo, per essere ammessi al liceo olandese ci vogliono ottimi voti e nelle black school la qualità dell’insegnamento non è buona. Comunque m’informo e accerto che il secondo corridore d’olanda è marocchino, ma questo non spiega nulla di lui in questo post, allora intanto scrivo che dopo la sua vittoria, l’allenatore di Lo ha sussurrato a noi genitori: è il secondo corridore d’olanda!
Incrocio il secondo corridore d’olanda quando mancano circa duecento metri al traguardo, lo vedo arrivare giù da una discesa, una discesa breve, percorre una decina di metri, il sentiero si restringe, davanti a lui c’è un masso di circa settanta centimetri d’altezza e un ciuffo di rami che sbuca dalla terra, il secondo corridore d’olanda salta il masso, sarà l’unico dei corridori a saltarlo, tutti gli altri gli passeranno a destra o a sinistra, è questo che fa la differenza, cioè se dovessi scrivere una storia punterei su questo, se dovessi scrivere un pezzo per un giornale preciserei che è nato a Fez o ad Ankara.
Quando avvisto Lo, dodici minuti dopo, sono talmente sorpresa di vederlo arrivare che mi dimentico di guardare il cronometro, ma poi vado a cercare la classifica su internet, eh, comunque lui è contento, dice: quando fai le discese ti sembra di volare.
Prima dell’inizio della gara sono seduta su una panchina davanti a un laghetto, l’acqua è solida, ma non di ghiaccio, è solida d’immobilità, ci sono mazzi di bambù tutt’intorno e un salice gigantesco, mai visto un salice così, e le querce che buttano ghiande, un pallina gialla quasi al centro del laghetto, sembra un quadro di quelli che non ti dicono niente, però non è un quadro, puoi toccare i rami del salice se ne hai voglia, la pallina invece è irraggiungibile.

Categorie: in un altro luogo

[ 5 commento(i) ]

5 Responses to “E questo fa la differenza”

  1. demetrio dice:

    ecco quando scrivi di queste cose, e ne scrivi così, mi piace assaie…

    ciao

    d.

  2. zop dice:

    dunque anche gli alberi facevano una gara e giocavano a tirarsi ghiande e palline nel laghetto tra un saliscendice di rami di querce e faggi e tra gli appalusì dei bambu

  3. OrsaLè dice:

    che belli gli alberi in autunno…
    ma le riconosci le querce italiane da quelle ammmericane??

    baciosissimo

  4. Alessandra dice:

    certo che sì! :-)

  5. Effe dice:

    ecco, questo è ciò che ho definito attitudine allo sguardo amrginale.
    Quando quell’altro ha detto No, è amore per il dettaglio, io al posto tuo mi sarei offeso.
    Amore per il dettaglio tua sorella, se mai.

    (io so distinguere gli ippocastani dai pini nani. E’ un inizio)

Leave a Reply