Eh, Fedor, se non ci fossi tu
29-10-2007
Io non solo non ho saputo diventare cattivo, ma non ho saputo diventare niente: né cattivo né buono, né furfante né onesto, né eroe né insetto. E ora vivo nella mia tana facendomi beffe di me stesso, con la maligna e vana consolazione che d’altronde un uomo intelligente non può diventare sul serio “qualcosa”, solo uno stupido diventa qualcosa.
E del resto: di che cosa può parlare una persona per bene con il massimo piacere ?
Risposta: di se stessa.
E allora parlerò di me.
Categorie: Libri
[ 11 commento(i) ]
il 29-10-2007 alle 16:08
Di Fedor ce n’è stato uno solo. Questo, memorie dal sottosuolo mi manca, ma ogni volta che rileggo “Il giocatore” mi sembra sempre più bello, più attuale, più geniale.
Voglia d’imitarlo?
il 29-10-2007 alle 17:15
io ho stampato nella mente molti pezzi di delitto e castigo, fai te che gioventù “pessimista”(?!)
il 29-10-2007 alle 17:55
ma questo libro, dico, delitto e castigo, che libro è mai?
non c’è trama, non c’è storia. chi mai oggi comprerebbe un libro in cui non succede nulla se non i deliri di un essere disturbato. Non c’è un colpo di scena, nessuno sviluppo sostanziale… bisognerebbe mettere azione nei libri, e questo libro non ne ha…
d.
il 29-10-2007 alle 17:56
lo stesso dicasi, con aggravanti, per Memorie dal sottosuolo.
libri senza storia. così.
d.
il 29-10-2007 alle 18:03
eppure, se ho bisogno di “conforto”, sono proprio questi i libri che vado a cercare. Anzi, sono solo quelli di Fedor.
il 29-10-2007 alle 18:42
e poi siamo tutte persone per bene. Lo dice Fedor
il 29-10-2007 alle 19:10
mi piacerebbe chiarire che io adoro Fedor…
d.
ps.
mai che qualcuno, non certo la padrona di casa, scambiasse le mie affermazioni ironiche per seriose.
il 30-10-2007 alle 20:33
io è da quando son piccolo, che nella mia testa Luciano De Crescenzo mi dice Leggi memorie del sottosuolo, leggilo che ti farà bene, nella vita. Io ancora niente, però la faccia di Luciano che me lo dice ce l’ho sempre in mente anche se lui lo diceva ad una telecamera.
il 30-10-2007 alle 22:52
Giovanotto,
bravo ragazzo Fedor… ed era pure simpatico! Un buontempone sempre pronto alla battuta!
Ma deve conoscere una circostanza finora segreta: una sera eravamo io, Fedor Dostoevskij, appunto, Glauco longhi e Nino Bixio: si faceva la classica partita a poker del giovedì.
Stavolta giocavamo senza il morto (Conchia cominciava ad essere poco credibile come baro) Ad un certo punto Fedor si alza, punta minacciosamente il dito contro Glauco e urla: “Sporco baro! Com’è possibile che io abbia una coppia d’assi e tu un tris sempre d’assi??? Ti uccido, per tutti gli Zar della Santa Madre Russia!!!”
Al che Glauco, senza battere ciglio si alza, lo guarda negli occhi e gli fa: “Senti moretto, de ti preme di tornare in quella specie di freezer che chiami Patria, ci penso io: peccato che ci torni con le zampe stirate!”
Beh, vi assicuro che tutto il pessimismo e l’amarezza di Fedor nasce da questo momento in poi… “Il giocatore” non è altro che fredda cronaca.
Cordialmente,
Cav. Marcello Stacchia
il 31-10-2007 alle 9:34
Ringraziamo Glauco Longhi, allora
il 31-10-2007 alle 11:21
Non c’è di che Signorina.