Eh, Fedor, se non ci fossi tu     29-10-2007  

Io non solo non ho saputo diventare cattivo, ma non ho saputo diventare niente: né cattivo né buono, né furfante né onesto, né eroe né insetto. E ora vivo nella mia tana facendomi beffe di me stesso, con la maligna e vana consolazione che d’altronde un uomo intelligente non può diventare sul serio “qualcosa”, solo uno stupido diventa qualcosa.

E del resto: di che cosa può parlare una persona per bene con il massimo piacere ?
Risposta: di se stessa.
E allora parlerò di me.

Categorie: Libri

[ 11 commento(i) ]

11 Responses to “Eh, Fedor, se non ci fossi tu”

  1. matteo dice:

    Di Fedor ce n’è stato uno solo. Questo, memorie dal sottosuolo mi manca, ma ogni volta che rileggo “Il giocatore” mi sembra sempre più bello, più attuale, più geniale.
    Voglia d’imitarlo?

  2. OrsaLè dice:

    io ho stampato nella mente molti pezzi di delitto e castigo, fai te che gioventù “pessimista”(?!) ;)

  3. demetrio dice:

    ma questo libro, dico, delitto e castigo, che libro è mai?
    non c’è trama, non c’è storia. chi mai oggi comprerebbe un libro in cui non succede nulla se non i deliri di un essere disturbato. Non c’è un colpo di scena, nessuno sviluppo sostanziale… bisognerebbe mettere azione nei libri, e questo libro non ne ha…

    d.

  4. demetrio dice:

    lo stesso dicasi, con aggravanti, per Memorie dal sottosuolo.
    libri senza storia. così.

    d.

  5. Alessandra dice:

    eppure, se ho bisogno di “conforto”, sono proprio questi i libri che vado a cercare. Anzi, sono solo quelli di Fedor.

  6. Alessandra dice:

    e poi siamo tutte persone per bene. Lo dice Fedor ;-)

  7. demetrio dice:

    mi piacerebbe chiarire che io adoro Fedor…

    d.

    ps.
    mai che qualcuno, non certo la padrona di casa, scambiasse le mie affermazioni ironiche per seriose.

  8. bloggointestinale dice:

    io è da quando son piccolo, che nella mia testa Luciano De Crescenzo mi dice Leggi memorie del sottosuolo, leggilo che ti farà bene, nella vita. Io ancora niente, però la faccia di Luciano che me lo dice ce l’ho sempre in mente anche se lui lo diceva ad una telecamera.

  9. Cav. Marcello Stacchia dice:

    Giovanotto,
    bravo ragazzo Fedor… ed era pure simpatico! Un buontempone sempre pronto alla battuta!
    Ma deve conoscere una circostanza finora segreta: una sera eravamo io, Fedor Dostoevskij, appunto, Glauco longhi e Nino Bixio: si faceva la classica partita a poker del giovedì.
    Stavolta giocavamo senza il morto (Conchia cominciava ad essere poco credibile come baro) Ad un certo punto Fedor si alza, punta minacciosamente il dito contro Glauco e urla: “Sporco baro! Com’è possibile che io abbia una coppia d’assi e tu un tris sempre d’assi??? Ti uccido, per tutti gli Zar della Santa Madre Russia!!!”
    Al che Glauco, senza battere ciglio si alza, lo guarda negli occhi e gli fa: “Senti moretto, de ti preme di tornare in quella specie di freezer che chiami Patria, ci penso io: peccato che ci torni con le zampe stirate!”
    Beh, vi assicuro che tutto il pessimismo e l’amarezza di Fedor nasce da questo momento in poi… “Il giocatore” non è altro che fredda cronaca.

    Cordialmente,

    Cav. Marcello Stacchia

  10. alessandra dice:

    Ringraziamo Glauco Longhi, allora :-)

  11. Glauco Longhi dice:

    Non c’è di che Signorina.

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