E invece ci sono     15-10-2007  

Da qualche anno ho sviluppato la sindrome di ammalarsi in Olanda , e così venerdì quando mi si è gonfiata una ghiandola sotto il mento ero terrorizzata.
Perchè ho paura che non mi curino con le medicine adeguate come spesso si è verificato.
E perchè non riesco a togliermi dalla orecchie una frase che disse una volta una tipa: scusate se non mi trattengo, ma ho promesso al mio vicino che sarei passata a trovarlo, tre giorni fa gli hanno detto che ha due settimane di vita e ha bisogno di parlare. Poi quel vicino è partito per la Svizzera, malgrado i medici glielo avessero sconsigliato, ha fatto delle cure, ed è riuscito a vivere per altri due mesi.
Perciò ho passato il pomeriggio di venerdì a guardarmi allo specchio da tutte le angolazioni possibili. E il giorno di sabato costantemente fuori per non pensarci. Quando mi sono arrivati raffreddore e febbre, il gonfiore è sparito, e ho tirato un sospiro di sollievo.
Ho pure avuto un’esperienza ai confini della realtà, ieri verso le sette di sera, quando Emme, Lo e Chris sono usciti per andare a cena da alcuni amici.
La casa è diventata improvvisamente silenziosa, ma di un silenzio diverso da quello che c’è adesso, la luce era quella ambigua del crepuscolo, il rubinetto del lavandino lasciava cadere qualche goccia, ma senza un ritmo che potessi prevedere, c’era un filo di foglie rossicce davanti alla portafinestra - di cui s’era appropriato uno di quei ragni grassi gialli e marroni con l’intento di farci la sua ragnatela - che ondeggiava in modo innaturale, c’è stato il verso della civetta, insolito a quell’ora, e il silenzio umano era veramente sorprendente, come se tutti gli abitanti di Camelia fossero altrove, io non dovrei essere qui, ho pensato, tutto procede come se io non ci fossi, ci sono stati altri dettagli bizzarri, devo aver dormito un po’, alla fine mi ha svegliato Fran che era tornato da una gita con la scuola: e tu che ci fai qui? Non dovevi essere fuori?

Categorie: in un altro luogo

[ 6 commento(i) ]

6 Responses to “E invece ci sono”

  1. Vera dice:

    che strano, sarà un’ angoscia del Benelux. Mi ricordo di avere le stesse paure quando ero in Belgio, c’era un accanimento terapeutico drammatico per un neo che dopo aver cambiato paese si é verificato fuori posto. E adesso qui in Africa ancora di piu , tutto é relativo …

  2. Alessandra dice:

    no, è che qui il taglio alle spese sanitarie è stato drammatico. Però
    certo in Africa… Ho alcuni racconti di una tipa che ha vissuto in Congo (e che frequentava un ospedale perchè era incinta del suo terzo figlio)decisamente angoscianti. Però quando dei medici italiani hanno
    dovuto estrarre una larva che s’era infiltrata nella gamba della madre di questa hanno dovuto chiamare l’ospedale in Congo perchè non ci riuscivano :-)

  3. matteo dice:

    Riprenditi! ché altrimenti diventi paranoica e vedi cose orribili dappertutto.
    Saluti

  4. Leo dice:

    .. e invece ci sei. Per fortuna, perchè qui dal Centro Italia ci teniamo molto a leggerti e a condividere certi silenzi ;-)
    Ciao!

  5. Alessandra dice:

    ciao Leo! (colpo di tosse). Quello che è comico è che da giorni e giorni che c’è un tempo splendido, una temperatura mite e invece (altro colpo di tosse). Ma sono in ripresa :-)

  6. Leo dice:

    In bocca al lupo per la risalita (che in genere è quasi repentina, almeno rispetto alla discesa ardita e alle stalattiti sul soffitto dei lunghi giorni di catarro e tosse). Come mai sono così battistiano - o dovrei dire mogoliano - oggi? (colpo di glottide)

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