Io sono io     01-10-2007  

E’ successo che pedalavo sulla ciclabile, con un occhio al cielo cupo sopra di me, ho alzato la mano destra -non ne ho potuto fare a meno - e l’ho salutata. Era sul marciapiede e legava il materassino arrotolato sul portapacchi della bici. Io, invece, era riuscita a ficcare il mio nello zaino.
Ha risposto al mio saluto, un po’ sorpresa.
Con quel gesto ho ufficializzato la coincidenza. Lei e io, no, anzi, Io e lei facciamo le stesse cose, alla stessa ora con gli stessi mezzi.
Ho continuato a pedalare e a mettere in fila i luoghi in cui l’avevo incrociata l’ultimo mese. Alcuni dove incontri chiunque, solo che io per non incontrare chiunque ci vado a ore insolite. Non è olandese e nemmeno americana, così ho dedotto dalle poche parole che l’ho sentita pronunciare al corso di pilates.
C’è una che fa le stesse cose che faccio io, ho detto una sera a cena.
Questa è paranoia, mi ha risposto Fran.
Ma l’incontro ovunque, davvero!
Poi mi è venuto in mente Il Sosia dove un paio di psichiatri rintracciarono in Goljadkin tutti i sintomi della paranoia progressiva.
Ma lei non è la mia sosia, non mi assomiglia affatto, io sono diversa, io faccio le cose prima di lei, e in modo migliore!
Venerdì camminavo sul marciapiede con il carrello pieno, e pensavo: accidenti mi sono dimenticata il cibo per il gatto, ma non ci torno indietro adesso, non mi va, e lei era alla rastrelliera. Non l’avrei notata se non mi avesse detto: io sono venuta in bici.
Ho fatto un cenno con la testa, come per dire: bene, oppure: che mi importa come sei venuta, i cenni in assenza di parole sono sempre a doppia interpretazione, poi mi sono irrigidita perché nel canestro montato sul manubrio spiccavano tre scatolette con l’immagine di un gatto.
Sabato mattina ero in un bosco che c’è prima del mare, c’era una gara di cross country tra studenti che venivano da Parigi e da alcune scuole olandesi e la nostra scuola. Il bosco è sulle dune, c’era un’aria compatta e grigia, bellissima. E Lo che, come sempre, dissimulava l’emozione.
Comunque eravamo lì, Emme e io, a chiacchierare con altri genitori, si diceva: che fortuna che piove così il bosco è deserto, si diceva: ne è valsa la pena alzarsi presto, si diceva: guarda ci sono le lepri e anche gli scoiattoli, si diceva: è la prima volta che vedo scoiattoli con la coda rossa, dicevo, a un certo punto, a Emme: bisognerebbe avere una scusa per venire a fare una passeggiata qui, è a dieci minuti da casa, ma se non hai una scusa non ci vieni, e sono tornata su uno dei miei due argomenti preferiti, che sarebbe quello del cane, se hai un cane vieni in posti meravigliosi come questo, ho ripetuto un paio di volte, modificando leggermente la frase. Stavo per ricominciare da capo, quando ho visto una coppia, con una cane che li precedeva di qualche metro, e la donna pareva proprio lei, e se non era lei era la sua sosia.
Però ieri, alla festa d’inaugurazione della mostra della mia amica, non c’era. Forse non l’hanno fatta entrare come capitò a Goljadkin?
Ma allora io sono l’altro?

Categorie: in un altro luogo

[ 6 commento(i) ]

6 Responses to “Io sono io”

  1. Sara dice:

    Io sono quella parecchio sensibile ai tuoi post di questo genere e tipo.
    Qualche anno fa ho letto la camera chiara di roland barthes che diceva una cosa a cui penso sempre anch’io. IL Signore di cui sopra, parlando della fotografia, immaginava di potersi rivedere (vedere se stesso così com’era un tempo) ritornando in luoghi nei quali era stato, aveva vissuto e frequentato in un certo periodo della sua vita. Questa cosa mi è rimasta nella testa come un livido e spesso quando torno nelle città in cui ho abitato, passo sotto la finestra delle mie vecchie case per vedere se mi rivedo lì in qualche momento di quella mia vita che fu e ora non è più. Noi nostalgici non ci smentiamo mai, nemmeno a 35 vissuti con la stessa pesantezza di un ottantenne.
    AH I VECCHI TEMPI!!
    Sara.

  2. matteo dice:

    Eh, ma sarà senz’altro una invidiosa copiona!

  3. Alessandra dice:

    eh, Sara, certi libri ci dovrebbero essere proibiti. La trama della Camera chiara m’incuriosisce assai, e appena posso gli darò un’occhiata.
    Matteo: dici?

  4. lasirenetta dice:

    si, è vero, lei il cibo per il gatto l’ha comprato, e porta il cane in quel bel bosco… mmm … però tu fai le cose meglio e prima, sì, sì ;) :P

    p.s.: non sono incline a certe fantasie, ma roland barthes m’intriga, lo leggerò.

    splash!

  5. Alessandra dice:

    Nemmeno io lo ero, la colpa è di Fedor che mi suggerisce certe idee :-)

  6. Alessandra dice:

    p.s. poco fa ho scoperto di quale Paese è la tipa: è greca.

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