Poi lavo le stoviglie, lucido persino i piatti di rame col Sidol, curo i fiori – tutto per non dovermi mettere subito alla scrivania. -
Ho libri sul pavimento, sulla scrivania, sul davanzale. A un certo punto, ieri, mi sono messa a cercare frasi per i miei personaggi.
Ne ho trovata solo una che mi ha soddisfatto: Era d’altronde uno di quegli uomini che amano assistere alla propria vita, ritenendo impropria qualsiasi ambizione a viverla.
Si sarà notato che essi osservano il loro destino nel modo in cui, i più, sono soliti osservare una giornata di pioggia.
Per Danut, il rumeno.
Fran è assorbito dall’IB, Lo dagli allenamenti, il gatto dalle rane, Emme dalle missioni. La casa è vuota fino alle 17.30. Potrei raccogliere le foglie che cominciano a cadere - le erbacce ho deciso di lasciarle stare: fanno fiori più belli delle piante vere – potrei lavare i vetri, o fare un giro in bicicletta, e invece no, svolgo i lavori di casa prima delle otto di mattina o quando tornano i ragazzi. Smonto e rimonto la mia storia, per sette ore di seguito. Mi concedo trenta minuti per mangiare e per bere caffè che farei meglio a non bere. ![]()
Verso sera mi sento come se mancasse poco a un esame. Perché ho tutta questa fretta? Mica ho una scadenza. E però poi apro il file e non lo riesco a lasciare più. Sono passata dalla terza persona alla prima, ma diventava un’altra cosa, e ci pensavo durante la cena che così non funzionava, vado a cambiarlo di nuovo ho detto a un certo punto, adesso basta ha detto Emme, adesso mi fai leggere le prime due pagine e ti consiglio io. E’ tornato dopo un po’ . La terza persona, ha detto. La terza persona perché…
Non mi tenere un corso di scrittura, eh.
Mi ha fatto l’esempio di Hitchcock, delle inquadrature, dei personaggi in un lungo discorso che mi ha quasi convinto.
E’ meglio così o così? ho chiesto a Lo quando stava per dormire.
Così! Ha risposto lui. Poi, per mitigare lo slancio della risposta, ha aggiunto: anche l’altro non è male, però è come quando ti danno il via e tu parti in ritardo.
Oggi avevo un invito per il pranzo d’accoglienza per le nuove famiglie italiane che si sono trasferite qui, ma ho rifiutato. Ho una scadenza di un lavoro per il 16 ottobre e sono in ritardo, ho detto.
Perché ottobre, perché il 16, perché sono in ritardo: non lo so.
Intanto da quando ho cominciato la revisione ho perduto tre chili e di questo sono assai contenta.
Categorie: Prima che la storia finisca, dello scrivere
[ 4 commento(i) ]
il 07-09-2007 alle 12:38
io l’ho scritto in prima persona
mi rassicuri?
il 07-09-2007 alle 15:47
ognuno si deve cercare le persone che più gli si addicono;-)
il 07-09-2007 alle 18:55
Sei in pieno furor creativo, brava! Me ne passi un po’ a me, seccaccia? ;-))
il 08-09-2007 alle 9:11
(a proposito -o non a proposito- al cubo di Rubik riuscivo a completare solo una faccia)