Glieli hai scatenati tutti contro dice lui che è una voce davanti al computer nello studio numero uno.
Embè? Dice lei che è una voce sul divano davanti a una tivù accesa senza audio. Sorseggia un latte e menta e i cubetti di ghiaccio tintinnano in pieno accordo con il filo di campanelle marocchino appeso in un punto del terrazzo.
Non è giusto. Tu sei una persona famosa.
Io sono una persona prima di tutto, e ho diritto di esprimere un’opinione! E combatto per una causa giusta. E poi famosa? Con una trasmissione in una tivù locale? Ma per favore! Al limite famosetta.
Sì, però… dice lui che è sempre una voce ma dallo studio numero due. Però quella trasmissione la guarda tutta la città, la guardano anche dalla rete e in più di mille leggono il tuo blog. Potevi lasciarle un’ opinione senza informare i tuoi seguaci. Dove hai ficcato la ricetta della pasta al limone?
Woman ha preparato il pollo alla filippina, amore. Cucini domani che è giovedì. E il blog è mio e ci faccio quello che mi pare!
E se quella stanotte si ammazza dice lui che è una voce sull’amaca nell’angolo thai.
Se si ammazza avrà i suoi motivi dice lei scorrendo il suo BlackBerry che si porta pure al cesso.
Ma se le tue parole sono quelle che la spingono alla scelta?
E’ assurdo quello che dici. Allora non bisognerebbe parlare più. Non bisognerebbe criticare più. Sei stanco, amore.
Sì, sono stanco dice lui che è una voce su un’amaca che dondola. E mi faccio le domande. Chissà come sono nella vita.
Come sono chi?
Quelli che fanno parte dell’esercito, che seguono qualcuno, che fanno sempre quello che suggerisce qualcun altro, chissà se litigano con i vicini, con i partner, chissà se suonano una tromba anche loro, o se dicono sempre sì, se gli basta essere d’accordo una volta per non farsi più domande, chissà se lo seguono perché vorrebbero essere lui, perché s’illudono di poter staccare un giorno un pezzo della sua fama, in fondo sono loro quelli interessanti perché la vittima ha un ruolo, il condottiero-carnefice anche, e poi il condottiero può diventare la vittima e viceversa, ma quelli che seguono, quelli come sono?, come funziona il loro cervello, chissà…
Il bicchiere è vuoto, la tivù a volume ventiquattro, l’amaca immobile, i cubetti di ghiaccio si stanno sciogliendo, il filo marocchino tace.
Io mi sento sola, lo sai Berry? dice lei alla vocina che ripete: c’è un messaggio per te.
Meriti di morire, ha scritto un anonimo.
E invece qualcuno mi pensa dice lei con un sorriso stanco.
Ma io voglio pensare al pollo adesso. E te, Black, resti qui. Fa il bravo, eh?
Categorie: Storie di blog
[ 3 commento(i) ]
il 05-09-2007 alle 15:11
Quelli che fanno parte dell’esercito hanno smesso di pensare molto tempo fa dicono loro, che sono voci che vengono dall’angolo del computer
il 06-09-2007 alle 11:47
cara Alessandra, mi trovo a casa di Ed e ti mandiamo un saluto.
A presto, alla fine di ottobre abbiamo la nostra antologia
olandese. Complimenti allora.
Dopo Mantova torno su.
il 06-09-2007 alle 12:07
Ciao Marino, un abbraccio a te. Non sapevo che andassi a Mantova (un po’ t’invidio per questo. Non ho voluto guardare nemmeno il programma)
e un saluto a Ed.
A presto