Il lavavetri     31-08-2007  

Il 1999 fu un anno terribile per il traffico a Roma.
Ricostruivano e lucidavano la città. Per i preti e i fedeli che sarebbero arrivati.
Io, che vivevo ancora lì, borbottavo e mi arrabbiavo. In macchina leggevo il giornale, talvolta anche un libro, e immaginavo storie che poi non scrivevo.
Se ero con i bambini ascoltavo favole in cassetta o i R.e.m., l’unico gruppo che metteva d’accordo tutti e tre. (che nostalgia, non ci posso pensare. Non di Roma, ma dell’età dei miei figli).
Comunque c’era un lavavetri da cui compravo il giornale e che chiacchierava con Fran e Lo, e su cui alla fine lo scrissi un racconto.
Poi nel 2002, ero già in Olanda, lo modificai e aggiunsi il pezzo sulla televisione.
Oggi pare che i lavavetri siano diventati aggressivi.
Io non ne so nulla: qui i lavavetri non ci sono, sarebbe impossibile, e quando sono a Roma non ho più la macchina.
Nel 1999 non lo erano aggressivi, semmai erano gli automobilisti a non comportarsi molto bene.
Il racconto sta qui.

Sempre sui lavavetri segnalo questa bella lettera qui

Categorie: Racconti in rete

[ 4 commento(i) ]

4 Responses to “Il lavavetri”

  1. r4 dice:

    Effettivamente in Olanda non ne ho visti. Perché secondo te lì è impossibile?

    (A New York invece li ho visti eccome; e le reazioni degli automobilisti erano molto più aggressive di quelle italiane.)

    R4

  2. Alessandra dice:

    perché qui o piove o sta per piovere.
    Anzi da un po’ sta sempre per piovere, il che è anche peggio.

  3. r4 dice:

    Ah, ecco, pensavo che non ci fossero per ragioni “organizzative”, tipo multe salatissime ecc. Quindi ora c’è quel bel cielo madreperlaceo che in bicicletta fa tanto “ora becco la pioggia”…

  4. massimo dice:

    l’aumento dell’aggressività
    per lo meno in italia
    è generalizzato

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