Ieri me ne stavo sola in un angolo di una panchina trafitta da un raggio di sole e leggiucchiavo qualche pagina di un libro preso a caso da un mucchio prima di uscire.
Una sera d’estate Mrs Oedipa Maas, tornando a casa da un ricevimento Tupperware dove la padrona di casa aveva forse largheggiato un po’ col kirsck nella fonduta, scoprì di essere stata nominata esecutore o forse, più esattamente, esecutrice testamentaria dei beni di un certo…
Cosa leggi così attentamente? Il tuo libro?
Che potevo rispondere a una domanda del genere? E’ la seconda volta che me la fanno.
Una scrive dei racconti, poi parte alla ricerca di raggi e panchine e s’immerge nella lettura di qualcosa che conosce a memoria. Praticamente una deficiente. Un’innamorata di se stessa, delle proprie parole, delle proprie produzioni stampate su carta.
Oppure chi faceva la domanda aveva l’intento di sfottere un po’. Ma io non vado in giro a spiattellare questa mia attività, lo dico solo se costretta, provando anche un certo imbarazzo.
Comunque non me ne importa un accidente delle battute di questi qua, pronunciate tanto per riempire lo spazio. Ieri ho scritto l’ultimo capitolo del romanzo, e quasi mi scappava una lacrima, non perché lo avessi finito ma perché mi commuoveva per come fosse finito, ma poi ero troppo, troppo contenta, Emme dice che più che contenta sembravo in un’altra dimensione, in un altro mondo semmai, ho corretto io, e stasera si festeggia con barbecue e spumante.
Categorie: dello scrivere
[ 17 commento(i) ]
il 29-08-2007 alle 11:22
hai mai pensato che Lui sia umiliante? L’incipit è folgorante, tutto il resto un immensa presa per il culo, violenta, diretta, inutile e banale.
scritto l’ultimo capito, sei circa a un terzo dell’opera, allora
il 29-08-2007 alle 11:56
Non lo so Caino, ho letto questo libro un sacco di anni fa e ricordo che mi aveva innervosito un po’. Un po’ mi distraevo, un po’ non lo capivo. Forse lo rileggo.
(diciamo che mi manca un terzo, perché tra un capitolo e l’altro, ho l’abitudine di riscrivere dei pezzi che non mi convincono)
il 29-08-2007 alle 13:43
yuppiiiiiiiii!!
Sono contenta per te! Io non riesco ad andare al di là dei miei post banalotti e a volte melensi… mai riuscita a scrivere di più!
complimenti!
un abbraccio coccoloso
il 29-08-2007 alle 15:41
Grazie, Orsa.
Però il fatto di scrivere una roba lunga mica mette al riparo dalla banalità. Anzi.
Però che c’importa? Ciò che conta è divertirci
il 30-08-2007 alle 11:00
Che bello, l’ultimo capitolo….Congratulazioni!
il 30-08-2007 alle 16:41
Tu che ami scrivere e che scrivi tanto, e bene, non pensi che la locuzione “trafitta da un raggio di sole” basti, da sola, a non andare più avanti nella lettura, per quanto è abusata?
(so che non c’entra nulla, ma è un periodo che sto studiando i cliché della letteratura e allora sono molto sensibile alla cosa e, insomma, davvero, non sono più riuscito ad andare avanti nella lettura del post, che pure volevo completare, quando ho letto che stavi su una panchina “trafitta da un raggio di sole”. Sono matto?)
[Ste]
il 30-08-2007 alle 17:43
Infatti non bisognerebbe usarla mai.
Tuttavia quel raggio di sole m’infastidiva e m’è venuta in mente questa poesia, non mi ricordo se prima o dopo la battuta della tipa. Trafitta da un raggio di sole è un’immagine che mi risultava ridicola, come del resto sarebbe ridicolo uno concentrato a rileggersi un libro che gli hanno pubblicato, o le recensioni che gli hanno fatto, come era ridicola la tipa che ha fatto la finta-domanda.
il 30-08-2007 alle 20:21
Che bello! Brindiamo allora. Sono qui!
il 31-08-2007 alle 4:45
prima di tutto congratulazioni!
e poi hai ragione questa cosa non l’ho mai capita: sei li’ che leggi bello concentrato e lo spiritosone di turno passa e ti fa ‘leggi?’
e’ un calssico.
mah?!
il 31-08-2007 alle 9:12
Grazie, a tutte. Di spumante ne è avanzato un po’, conservato in frigo, con il metodo del cucchiaino.
(dico soprattutto a te, Sister, B. non è lontana da qui)
il 31-08-2007 alle 11:24
ciao Alessandra! Congratulazioni per il traguardo raggiunto.. sei ancora in un’altra dimensione?
Quando potremo posare gli occhi sull’opera?
Io sono tornato ora dalle vacanze - quest’anno copiose tra Francia in bici e isole greche in svacco. Coraggio, chè inizia un anno nuovo (per me settembre è così)!
baci
Leo
il 31-08-2007 alle 11:43
Che invidia
la panchina
il sole
leggere
ciao “collega”
il 31-08-2007 alle 12:03
Ciao Leo! Bentornato. Per me è agosto l’inizio dell’anno. E in un’altra dimensione ci sono ancora, ma non per il romanzo su cui ho ancora molto da lavorare, ma per la febbre. Che qui si sta in anticipo su tutto, anche sull’influenza
Massimo: però di sole mica ce ne è così tanto, eh.

(e mi chiedo chi sto diventando, se quando c’è mi infastidisco pure)
il 31-08-2007 alle 12:30
usti, mi spiace che tu sia ancora influenzata: per quello sei infastidita (trafitta?) dal sole.. in bocca al lupo. Comunque, diluvia pure qui oggi
Ciao!
il 02-09-2007 alle 11:22
Forse un po’ ti capisco. Congratulazioni!
il 03-09-2007 alle 16:08
Evviva!
Brava, ora non vedo l’ora di poterlo leggere.
Ciao
il 03-09-2007 alle 19:04
grazie! Anche se la revisione è terribile e a volte anche frustrante.