A un’ora dal decollo dell’aereo mi è venuta la febbre, la diagnosi era banale, e ho detto subito: ho paura di ammalarmi lassù! Non dire sciocchezze mi ha spento Emme, ci vogliono due ore per andare a Roma, allora mi sono calmata, ho smesso di misurarmi la febbre, ho sempre un termometro nella borsa quando torno in Olanda, e mi sono concentrata su quelli che avevo intorno e sul romanzo di Capote.
Tornare a casa il 13 agosto fa un effetto curioso. L’aeroporto è pieno di gente che parte per le vacanze, il volo per Amsterdam era affollato d’italiani, ragazzi tra i diciotto e i trenta, vestiti tutti uguali, persino con lo stesso colore di abbronzatura, profumati senza esagerazione e spettinati da parrucchiere e qui mi sono perduta in una vecchia domanda: ma gli italiani quando partono per Amsterdam pensano prima a come aggiustarsi? Perché quando circolano nelle loro città non sembrano dei manichini che camminano? Oppure partono per Amsterdam solo quelli che si vestono in un certo modo?
Quando ho allacciato la cintura ho smesso di pensare agli italiani, ai loro bermuda a quadretti, alle loro scarpe da ginnastica finto sporche e ho continuato a leggere A Sangue Freddo.
Ero arrivata nel punto in cui si scoprono i quattro cadaveri dei Clutter. Si sa chi sono gli assassini, il lettore viene informato sin dall’inizio che quella cosa lì sta per accadere, però inquieta lo stesso, per lo meno mi ha inquietato, chissà se fossi stata senza febbre e sulla terra m’avrebbe fattolo stesso effetto, però era un’inquietudine positiva, di quelle che ti fa sentire viva, poi Emme, che era nell’altra fila, mi ha toccato il braccio, mi ha sussurrato: hai visto i miei vicini? E io non ho potuto fare a meno di guardarli e riguardarli i suoi vicini, in verità li avevo notati già prima dell’imbarco, una donna sui sessanta, alta e magra, con un cappello alla Rossella O’hara, un portamento elegante e un naso dritto, austero, che però si arrotolava cattivo alle narici, e un ragazzo biondo e magro, con lo stesso naso che non lasciava dubbi sulla parentela, con degli occhi azzurro trasparente, occhi che parevano d’acqua, vestito come i compagni della scuola americana dei miei figli, e però erano olandesi, l’ho capito da qualche parola della madre e dal fatto che sfogliava il Volkskrant. Il ragazzo era vicino al finestrino e guardava fuori, ogni tanto girava la testa verso la madre e spalancava gli occhi come se fosse abbagliato da una luce, ricordava quegli animali che incontri per la strada di notte e si immobilizzano sotto la luce dei fari, lei continuava a sfogliare il giornale o a mangiare e ogni tanto scoppiava a ridere come se suo figlio avesse fatto una battuta a cui non poteva resistere, ma lui non bisbigliava nemmeno, a un certo punto le è caduta un po’ di pasta sul vestito e ha cacciato un grido, che non aveva nulla di olandese né per il suono, troppo acuto, e perché mi sembra inconcepibile che un olandese gridi perché gli si è rovesciato qualcosa addosso, poi continuavo a leggere, e quei due, madre e figlio, con quel naso che terminava a ricciolo, erano inquietanti come Perry e Dick, i presunti assassini dei Clutter, e leggendo e guardando mi sono dimenticata della febbre e sono atterrata a Skiphol.
Oggi è ricominciata la scuola, e io ripreso a scrivere l’ultimo capitolo del romanzo per cui non ho ancora un titolo.
Categorie: Pare che sia andata
[ 10 commento(i) ]
il 16-08-2007 alle 23:25
In questo momento sono alle prese con un romanzo stranissimo, ‘La tempesta’ di Tadini. Lo sto leggendo piano piano sia perche’ mi sta molto piacendo sia perche’ e’ l’ultimo libro in italiano che ho da leggere qui. Pero’, mi hai fatto venire voglia di leggere ‘A sangue freddo’…
un saluto
nonsisamai
il 17-08-2007 alle 8:44
Leggilo A Sangue Freddo perché è un bel libro, sembra scritto ora, cioè mi piacerebbe che fosse stato scritto ora. L’avrei letto volentieri in originale, ma leggere in inglese mi fa venire il mal di testa
Ma non c’è una libreria italiana dalle tue parti?
il 17-08-2007 alle 20:01
Ho sorriso alla descrizione fatta degli italiani in partenza: sembrano fatti con gli stampini per gli speculaas ^_^
Noi siamo rientrati in quel d’Olanda il 9 e l’effetto è stato identico!
Bentornata, da un’altra “emigrante quasi di lusso” ^_^
Donatella
il 18-08-2007 alle 10:41
Donatella: grazie! ho letto il tuo blog un paio di giorni fa, tu sei a Rotterdam, giusto?
il 18-08-2007 alle 18:53
no, c’e’ pochissimo di italiano, anche pochi italiani veramente, ma sicuramente ci sara’ un modo, magari su internet…il problema e’ che cosi’ viene a mancare il paio d’ore perso a curiosare fra gli scaffali…
ad ogni modo capote lo devo leggere in inglese, cosi’ faccio un po’ di esercizio. ne ho bisogno.
il 18-08-2007 alle 22:05
Ciao Alessandra
Per la precisione Schiedam…Spero ancora per poco, abbiamo intenzione di spostarci altrove: incrociamo le dita, i prezzi li conosci, no?! ^_^
DoDo
il 18-08-2007 alle 22:53
e io invece sono tornata mercoledì… ci siamo incrociate per un paio di giorni, più o meno, e il tempo per farti una visita non c’è stato. de volgende keer, misschien, se non sarai già ripartita?
riguardo ai passeggeri (e facendo il viaggio inverso al tuo) ho notato un’altra cosa curiosa.
- Eindhoven, imbarco: molti olandesi, tra cui diverse famiglie con bambini, pochi italiani, a occhio saranno stati un 30%.
- Ciampino, atterraggio: improvvisamente l’aereo era pieno di italiani, gli olandesi pressoché spariti. un paio di coppie di mezza età si avviavano timidamente all’uscita. eppure durante il viaggio c’erano tutti, compresa la pupetta bionda e strillazzara con i codini che ha martirizzato i timpani per tutto il viaggio… li avranno paracadutati su Bracciano, per ridurre lo shock culturale dell’arrivo?
il 19-08-2007 alle 14:31
Andreina, peccato. In questo periodo si sta particolarmente bene: la scuola olandese non è ancora cominciata e noi expat pedaliamo senza stress.
Per quanto riguarda i dutch scomparsi all’arrivo. Potrebbero essere mezzi olandesi e italiani? (ieri sera ho conosciuto una tipa che passava con molto naturalezza da un livornese stretto all’olandese.
Oppure c’erano due uscite?
Io non sarei riuscita ad andar via senza saperlo.
il 19-08-2007 alle 21:53
Alessandra, allora devo presentarti la mia amica Cristina che passa con naturalezza da un disinvolto amsterdamese (?) a un romanesco compitissimo. e in più somiglia alla Gioconda. si vede che tra capitali della cultura il ricambio è molto fluido.
riguardo ai dutch scomparsi… ecco, io proprio non vorrei dirlo, ma il mio primo pensiero è stato che evidentemente ciascuno fa più caciara quando si sente in patria…
e poi vogliamo parlare dell’italianissimo pilota che all’atterraggio ha raccomandato (in inglese) di restare seduti con le cinture allacciate finché non si spegneva la lucina di segnalazione, e poi (in italiano) ha insistito più e più volte ai limiti dell’incazzato: “vi preghiamo di restare seduti, ho detto!”
peccato che quando mi sono girata le uniche persone in piedi fossero una delle coppie olandesi di mezza età che si affrettavano a tirar giù i bagagli… il che potrebbe anche fornire un indizio sulla scomparsa precoce dei dutch…
il 20-08-2007 alle 10:50
I piloti olandesi sono meno fiscali. L’aereo cammina ancora e tutti sono già lì, a tirar giù bagagli. Della serie: sei stato avvisato, se poi ti succede qualcosa sono affari tuoi.
La tua ipotesi sui dutch scomparsi mi sembra assai valida. Capita anche a me