La discarica di W. è circondata da prati e alberi altissimi e occupa uno spazio che in Italia ci tirerebbero su delle villette a schiera, o una villa con la piscina il campo da tennis e la pista d’atterraggio per l’elicottero, invece qui ci hanno piazzato delle scatole di metallo enormi di colore blu. Sali una scala e scaraventi la roba dall’alto, gli elettrodomestici invece vanno in una casetta perché nemmeno gli olandesi ce la fanno a lanciare un’asciugatrice, in effetti gli olandesi stanno molto attenti con gli sforzi fisici. Comunque vado alla discarica, con le cose rotte e anche con la mia bicicletta, ce l’ho dal primo anno dell’università, la usavo in primavera e in autunno, era una bici nata male, ché le marce non hanno mai funzionato, ma non è mai stata un problema quello ché tanto non le avrei usate, e inoltre usciva sempre la catena e nessuno era riuscito mai ad aggiustarla. Dopo un quarto d’ora che pedalavo, precisa come se avesse incorporato un timer, la catena si sganciava e bisognava riannodarla, ma ormai ero specializzata, Emme aveva tolto il copricatena e in un secondo la rimettevo dove doveva stare, poi mi sporcavo le dita di grasso, e anche la faccia, in ultimo s’era arrugginita, e quando pedalavo era come se salissi su una collina, e mi urtavo tantissimo, che ero sempre l’ultima con chiunque andassi e così non l’ho presa più in compagnia, solo da sola, e però quel giorno che sono andata a Porta Portese con il tram, una mattina verso le undici e poi sono tornata con la bici, ero contenta e sudata, appena sono arrivata a casa ho telefonato a una mia amica e le ho detto: ho anch’io la bici adesso.
Insomma saliamo la scaletta, io ed Emme, percorriamo il ponticello di metallo e la lasciamo cadere, accidenti era la mia bicicletta, dico, in effetti sono molto sorpreso che hai deciso di eliminarla, mi risponde lui.Avrei dovuto pensare tutte queste cose che ho scritto qui, e in effetti le ho pensate ma in un lampo, ché sono rimasta affascinata da una collina enorme, forse perché qui non ci sono le colline, o forse perché era una collina fumante di foglie legna e terra, noi ci abbiamo buttato un pezzo di tronco, che rilasciava un odore curioso che non si poteva dire una puzza ma nemmeno un profumo, un odore caldo che ti poteva piacere o disgustare, e con queste righe di fumo che s’alzavano sulla cima e sui lati pareva proprio surreale. Ma la bruciano? No, fermenta come l’uva e dopo viene usata per concimare, mi ha detto qualcosa del genere Emme, anzi mi ha fornito una spiegazione più dettagliata, ma io mi sono distratta a guardare le taccole e i corvi che beccavano chissà cosa, è incredibile quanto sono diversi quando li vedi vicini e quanto è nero il corvo, poi il cielo era plumbeo, sulla collina ho visto nascere un altro punto di fumo, gli alberi d’alto fusto frusciavano, io avevo appena buttato via la bicicletta che ho usato quasi per una vita, la mia terza bicicletta per l’esattezza, e mi sentivo stranamente felice.
Categorie: Pensierini
[ 9 commento(i) ]
il 11-06-2007 alle 13:03
Va bene la ruggine pero’ e’ anche a causa della vita sedentaria, tipicamente. E non ho mai parlato di uva.
il 11-06-2007 alle 13:24
Aghh, una bici morta! (dolore)
il 11-06-2007 alle 13:37
s’è fatta un bel viaggetto per finire la sua vita in Olanda…
OrsaLè
il 11-06-2007 alle 13:45
Morta una bici se ne fa un’altra! (ma non troppo lucente ché altrimenti te la grattano subito).
M.: di mosto?
il 11-06-2007 alle 17:04
chissà dove sono ora le mie scarpe vecchie, e le lettere, e tutte le cose che ho buttato un giorno, e poi avrei voluto rincorrerle, ma c’erano già anni di mezzo, e gli anni van più veloci di noi - e tuttavia, chissà dove sono le mie cose.
Lassù in Olanda si son mica viste?
il 11-06-2007 alle 17:39
Allora anche tu sei in una fase eliminatoria? Vero che ci si sente meglio quando riusciamo a prendere congedo dagli oggetti? Le parole però no, non possono andare alla discarica.
il 11-06-2007 alle 20:34
è vero, quanto è nero il corvo dalle tue parti !
il 12-06-2007 alle 9:07
Ma sì, Effe ha fatto bene a buttare le scarpe e le lettere. E’ il ricordo quello che conta, mica l’oggetto.
(Io però le conservo entrambe)
il 15-06-2007 alle 7:09
si vede che hai ben elaborato la fase di passaggio, magari buttare la bici ti ha fatto tornare in mente il passato ed era un passato bello (non è che le esportano in Italia, ste’ discariche?)