Bozana riempie la vasca e con il gomito controlla la temperatura, poi lava il pavimento di ceramica. Passa e ripassa lo straccio, con foga. Le piastrelle sono inzuppate d’acqua, Bozana fissa il contorno distorto del suo corpo, sorride. S’infila le pantofole che ha lasciato sulla soglia, percorre il corridoio come se stesse prendendo una rincorsa, mentre un punto s’espande e le solletica lo stomaco.
S’arresta davanti a una stanza, una testa bianca è china a una scrivania.
Professore, urla, il bagno è pronto!
Il vecchio si gira, sembra che non abbia capito la sua frase, la fissa come se non sapesse chi sia quella donna robusta, in jeans e maglietta. Lo sguardo si posa sul seno che si alza e si abbassa.
Allora sorride. Arrivo subito, dice con gli occhi che non si muovono.
Bozana va in cucina e accende la televisione che sta sul frigo. Alza il volume fino al numero 52, apre il rubinetto dell’acqua, spinge il pulsante che aziona la ventola della cappa, prende il coltello e il sacchetto delle patate.
Un minuto dopo tre patate minuscole sono in una ciotola, delle bucce di peso equivalente in un piatto.
Non ci può essere stata premeditazione, dice un tipo con un paio d’occhialini d’argento e una barba che gli sporca il mento. Non si può pensare di uccidere una persona con un ombrello.
E’ un’assassina e non c’è da aggiungere altro. Dice una donna con una massa di capelli rossi e due gambe che occupano tutto lo schermo.
Si scatena il finimondo, tra l’uomo e la donna, sono due ma è come se fossero mille, allora Bozana abbassa il volume, corre nel corridoio mentre il punto le divora lo stomaco, il vecchio per fortuna è ancora alla scrivania, da un armadietto sotto al lavandino prende uno straccio e, in ginocchio, con foga,asciuga le piastrelle. S’infila le pantofole che ha lasciato sulla soglia, percorre il corridoio trascinando i piedi.
Professore, urla, l’acqua si raffredda!
Il vecchio si gira, sorride. Se l’acqua è fredda ho bisogno di un massaggio che mi riscalda, dice.
Bozana torna in cucina.
Il tipo con gli occhialini sta ballando con la donna con le gambe lunghissime. La testa di lui arriva al mento di lei. Sorridono.
Gli occhi di Bozana si abbassano sulle bucce di patate troppo spesse: è in quel momento che il punto le afferra la gola e deve appoggiarsi al tavolo per non cadere.
Categorie: Storie per la rete
[ 8 commento(i) ]
il 07-06-2007 alle 15:46
ciao Alessandra, bello questo racconto! Sai che una settimana fa alla Libreria del Giallo e poi sul blog di melpunk c’é stata un discussione sull’intreccio tra blog ed editoria, se i bloggers possono pubblicare, e se sì cosa, come, quando, perché, quale deve essere il formato, se si tratta di editi che riprendono il formato blog o di inediti di forma più tradizionale. Sarebbe interessante sapere cosa ne pensi, magari ne avrai già discusso fino alla noia ;)…. ciao
il 07-06-2007 alle 16:05
I bloggers possono pubblicare, come possono pubblicare i cuochi, i sarti e i pescatori. Ma non il loro blog o pezzi tratti da questo. Il blog nasce gratuito e tale deve restare, a meno che non ti offrano una somma tale da farti cambiare idea
Ora vado a leggere la discussione.
il 09-06-2007 alle 19:16
letteratura enigmistica
il 09-06-2007 alle 19:21
ma che spiritoso
il 11-06-2007 alle 9:17
(in un finale un po’ trash, Bozana avrebbe mangiato le bucce come Pinocchio)
il 11-06-2007 alle 9:31
mi piace il tuo stile, brava
il 11-06-2007 alle 9:46
stamattina ho recuperato un tot di post. e poi ho riso moltissimo sulle tue indicazioni per trasferirsi a vivere in olanda
il 11-06-2007 alle 11:31
grazie per l’incoraggiamento Nonsisamai. Ché di questi critici familiari non ne posso proprio più
Effe, questa soluzione non mi dispiace. Se un giorno decidessi di riprenderlo, magari ce la metto.
Flounder: però ci devo aggiungere un altro punto. Mi mancano un po’ le mail di chi era indeciso se trasferirsi o no.