Ho ricevuto un invito per la presentazione di un libro, di un’opera prima per l’esattezza.
Come faccio sempre sono andata a cercare sulla rete notizie dell’autore e ho scoperto che Wiki già lo sa.
E’ uno scrittore italiano. E’ nato in un certo posto, un certo giorno e ha scritto un certo libro. Che era poi il libro che presentava.
Ho individuato tre possibili compilatori:
l’editore
lui stesso
parenti, amici e fidanzata.
L’editore non è stato. Non ha nemmeno inserito il suo libro nel catalogo. E’ un editore che fa “proposte editoriali” con cui s’intende, penso, che se reputa il manoscritto pubblicabile, lo stampa ma vuole un compenso.
Quindi deve essere stato lui stesso o i parenti, gli amici e la fidanzata a creare quella voce.
Sono andata a controllare se ci fossero commenti su ibs, ma non ho trovato nulla. Però è una questione di tempo e compariranno recensori entusiasti che assegneranno all’opera tutti cinque e qualche quattro.
Può sembrare un fatto comico questa presenza su Wiki, però se ci si riflette sopra è drammatica invece
Proviamo a immaginare come può essere andata.
Davanti al suo laptop, lo scrittore d’insuccesso inghiotte una saliva che non c’è più, scrive mail, telefona, sollecita letture del suo manoscritto, poi quando non ne può più dei dinieghi, dell’attesa, apre un nuovo file e scrive per un’ora come un forsennato. Dopo chiama la fidanzata o l’amico o la mamma e gli legge le pagine del nuovo romanzo. E’ bello, rispondono costoro alla fine della lettura. Questo piacerà, me lo sento, insistono ancora. Lo scrittore d’insuccesso sospira, più leggero. Si sente talmente leggero che per un po’ vola nel piccolo spazio della sua stanza. Poi si ributta a capofitto nella scrittura.
Quando il romanzo è terminato riparte con le spedizioni. Più sono gli editori a cui lo spedisco, pensa, maggiori sono le possibilità di essere pubblicato. E così lo invia anche a quello che stampa solo testi di numismatica. Ma ancora una volta il suo manoscritto viene respinto o non ha risposta.
Allora esamina altre possibilità.
Apre un blog e pubblica il romanzo a puntate.
E qui, supponendo che la sua opera sia una schifezza perché sono convinta che una buona storia viene sempre pubblicata prima o poi, tutto dipende dalla sua socialità.
Se riesce a creare dei rapporti con la gente della rete, costoro si sostituiranno ai suoi parenti, amici e fidanzata e gli lasceranno messaggi d’incoraggiamento e di complimenti. E lui s’illuderà ancora di più. La mia scrittura non è capita, ma presto lo sarà.
Se invece lo scrittore non è sociale, non lascia mille commenti in giro, ma se ne sta chiuso in sé e si limita a pubblicare giorno dopo giorno le puntate della sua opera, lo spazio commenti probabilmente resterà deserto. Anche questo caso non gli sarà d’aiuto. E giustificherà questo silenzio così: non mi notano perché non sanno che esisto, il mio testo si perde nell’immensità della rete.
Ma non ci credo molto a un comportamento del genere: il desiderio d’ essere letti abbatte anche la barriera della poca socialità.
C’è poi l’opzione di pagare per pubblicare.
Lo scrittore ci riflette su. Si dice: che mi importa di venti giorni a Creta, con Marina sono felice anche se il mese di agosto lo passo ad Anzio. E così stacca un assegno di mille euro e riceve in cambio centocinquanta copie del suo libro. (Ne compra cento e ne riceve cinquanta in omaggio)
Il giorno che apre il pacco annusa per dieci minuti l’odore della carta stampata. Barcolla. Poi si siede davanti al suo laptop e crea la nuova voce su Wiki. Subito dopo chiama la fidanzata e le dice: organizzerò presentazioni ovunque, venderò tutti i volumi, e invece di andarcene a Creta ci facciamo un bel viaggione negli Stati Uniti.
Se lo scrittore è un tipo che conosce un mucchio di persone probabilmente le riuscirà a vendere le sue copie, e a comprarle saranno soprattutto quelli che non comprano mai libri, altrimenti le lascerà nel chiosco sul lungomare di Anzio e spenderà una somma enorme in gelati e caffè per controllare come procedono le vendite.
Intanto finisce di lavorare a un altro romanzo. Nelle lettere d’accompagnamento dell’opera scrive che ha già pubblicato, ne allega una copia, informa anche della sua presenza su Wiki.
Un giorno telefona a un editore e gli chiede: l’ha letto il mio romanzo? Glielo ho spedito sette mesi fa! L’editore risponde: fa caldo, non ho voglia di cercare in archivio, dimmi il titolo.
E lui glielo dice il titolo. E l’editore gli obietta che è un brutto titolo. E lui risponde che per lui non c’è problema, che lo modificherà. E comunque, dice l’editore, a me non pare di aver letto una roba del genere. Qual era il contenuto della lettera d’accompagnamento, se lo ricorda? Lo scrittore fa una pausa come se riflettesse. E risponde: io sono quello che sta su Wiki.
Eh? Dice l’editore. Wiki? Che roba è?
Questa risposta dell’editore genererà il prolungamento dell’illusione dello scrittore. Non è colpa mia, si dirà, ma delle persone ignoranti che gestiscono il mercato del libro e da quel momento, riassumendo un discorso di un personaggio di Bolaño, dirà, a chiunque lo vorrà ascoltare, che non s’aspetta nulla, che è, in realtà, un modo di nascondere che s’aspetta tutto invece.
Insomma la vita dello scrittore d’insuccesso è triste e l’unica possibilità di uscirne fuori è che lui smetta di sperare. Che impari ad accontentarsi. E se non può fare a meno d’annusare le sue storie sulla carta, che vada in copisteria e che le stampi. Con cento, centocinquanta euro se la cava.
Però anche gli amici, i parenti e le fidanzate gli devono dare una mano, secondo me. E anche i blogger.
Categorie: dello scrivere
[ 14 commento(i) ]
il 30-05-2007 alle 12:53
Non riesco a commentare… mi vengon in mente nomi in 3D e vado a controllar su wiki… il mio è stato il primo che sifossi è un burlone e lo sappiamo.
il 30-05-2007 alle 13:09
Intendi dire che Sifossi ti ha inserito su Wiki? Con nome e cognome?
il 30-05-2007 alle 14:56
Temevo… questo rene?
il 30-05-2007 alle 16:31
che ti sia arrivata lo stesso invito che è arrivato a me?
il 30-05-2007 alle 16:48
deve anche aver comprato il kit.
il 30-05-2007 alle 17:04
Caino, anche il tuo è su Wiki? Mi sa che sta che nascendo la wikimania.
Manuel,comprerei quel kit solo per l’adesivo: “chiedimi del mio romanzo”. Ché, nei miei confronti,parenti, amici e vari sono per la disillusione letteraria o la più completa indifferenza (che mi evita la tristezza, però insomma ci sarà anche una via di mezzo)

il 30-05-2007 alle 18:51
e le gatte???
il 31-05-2007 alle 8:36
quelle da pelare?
Posso chiederle del suo romanzo?
il 31-05-2007 alle 9:01
Andreina, le gatte pietose crescono i gattini ciechi (me lo diceva sempre una prof. delle medie quando mi consegnava il compito di matematica).
Effe, ma certo! Quale dei due?
il 31-05-2007 alle 9:02
ma tu ale ce l’hai il wiki. io non ce l’ho. io ci ho il fondo, ma non il wiki. effe, posso dirti una cosa?, il suo romanzo è bello.
d.
il 31-05-2007 alle 16:17
ma no, è la gatta frettolosa che fa i gattini ciechi*! anche se in un certo senso qui c’entra anche la fretta.
e il medico pietoso fa la piaga cancerosa;
e certi scrittori (nothing personal, only business) sono proprio una piaga** per gli editori che cercano di pubblicare libri “veri”.
*scusa, un rigurgito di pignoleria da revisione…
**penso comunque che su questo ci troviamo d’accordo
il 01-06-2007 alle 8:17
d:
sì, sarà pure bello, ma quale dei due?
il 01-06-2007 alle 9:33
diciamo che ha un numero 3 da qualche parte.
(il mistero si infittisce)
d.
il 03-06-2007 alle 19:18
mi hai fatto venir voglia di inserirmi su Wiki!!!!
io tutti questi affanni non ce li ho, qualche articoletto scientifico qua e là riesco a pubblicarlo, non mi pagano ma almeno non vogliono essere pagati, e non rompo le scatole a nessuno per leggermi (tranne mio marito), l’idea di lettori anonimi e più o meno casuali la trovo rilassante…
certo, in rete sarebbe opportuno evitare le bugie pietose, e avere il coraggio di dire a qualcuno che sarebbe meglio che chiudesse le saracinesche riducendo il tasso d’inquinamento verbale.