L’ultima     23-05-2007  

Mi sono innamorata del fruitmelk aardbei che sarebbe un latte al gusto di fragola a cui se aggiungi il ghiaccio tritato e lo frulli diventa un frappè. Di solito quando mi cattura una fissazione, questa si sviluppa con certe modalità, tipo che compro un litro di fruitmelk e lo devo bere subito, appena esco dal super e tutti mi guardano, ma io non li riguardo e me ne infischio, e però se c’è Lo mi trattengo perché lui detesta che la gente mi fissi e allora me lo bevo in macchina.
Dopo che ne ho bevuto qualche sorso non m’interessa più.
Emme dice che sviluppo fissazioni infantili, ma io dico che ne sappiamo noi delle fissazioni sviluppate dagli altri? Certe cose mica si rivelano in giro. Emme dice che non ci sarebbe nulla di male a raccontarle, per esempio in una di quelle serate in cui si parla di sanità, di tempo e di lavoro. Che potrebbe essere divertente. Però lui dice che non ci crede che queste passioni che durano qualche mese e si svolgono in modalità bizzarre siano comuni. Per esempio, dice lui, a me piacciono i dolci, mi piace mangiarne uno dopo cena, mi è sempre piaciuto e sempre mi piacerà e questo ci scommetto che succede a molti. Mentre il fatto che tu debba consumare il fruitmelk appena comprato e non dopo, ecco, questo mi pare insolito. Sarebbe interessante capire perché. Si potrebbe cominciare dalla faccenda del peperoncino. Quali furono le ragioni che portarono te e tua sorella ad abituarvi a poco a poco a quantità sempre maggiori? Io ci penso ma non la trovo una ragione. C’era una pianta di peperoncini e ogni volta che preparavamo il sugo ne aggiungevamo un pezzetto in più fino a che un giorno smise di bruciarci la bocca, il palato e la lingua e scoprimmo che il peperoncino aveva un sapore. E poi per sentirlo bene dovevamo metterne quattro o cinque e la pasta con quel sugo lì la potevamo mangiare solo noi e ne eravamo molto fiere. Però mica lo abbiamo deciso in anticipo: è capitato. Emme dice che nulla capita per caso, c’è sempre una spiegazione a tutto e parte per una di quelle elaborazioni e io lo seguo fino a un certo punto. Mentre lui parla io penso che prima che sorgesse la fissazione per il fruit melk giravo con un registratore in tasca e registravo Radio Madrid, il mio vicino spagnolo, che chiamava sua moglie un milione di volte, i rumori della cucina, i suoni del giardino quando ero presente e quando ero assente, un discorso fatto in pizzeria da un tipo che si vanta sempre o me stessa che leggevo la prima pagina del primo capitolo de La vergine nel giardino della Byatt. Ma quello che mi verrebbe da domandarmi non è perché registrassi praticamente tutto ogni volta che me ne ricordassi, ma perché avessi scelto di leggere proprio la Byatt che mi annoia in modo incredibile.

Categorie: Pensierini

[ 4 commento(i) ]

4 Responses to “L’ultima”

  1. saltino dice:

    Forse proprio perchè infantili, certe fissazioni ci consentono ancora di raggiungere i semplici piaceri della vita.

  2. manuel calavera dice:

    forse il momento peggiore era lo sbobinamento dell’intera registrazione e la successiva archiviazione del rapporto in uno schedario metallico a 12 cassettini, verniciato di grigio, con gli spigoli scrostati da cui si espandevano ruvide macchie di ruggine.

  3. Alessandra dice:

    in realtà queste fissazioni con modalità bizzarre si sviluppano quando devo decidere qualcosa.
    E’ perché non nascono le margherite nel mio giardino. Ho tutti i tipi di fiori selvatici e non, meno che loro.

  4. Vera dice:

    divertenti le registrazioni

    e l’aardbei fruitmelk c’era anche in Belgio

    invece a me la Byatt piace

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