Così pare che il mio destino sia inseguire i miti delle ragazzine.
Del resto avevo una missione da portare a termine e la parola missione mi ha ricordato uno dei miei grandi desideri da bambina: quella di fare l’agente segreto.
Nella lista che m’avevano compilato c’erano due libri di Moccia con firma. La missione non l’avrei completata perché per ascoltare Moccia ti dovevi prenotare e io la prenotazione non l’avevo.
Però vedo delle ragazzine che si coprono la bocca con le mani, che si pizzicano le braccia una con l’altra, che frugano convulsamente negli zainetti, sposto lo sguardo di tre metri e c’è una folla di piercing e jeans, ombelichi su pance arrotondate e piatte, capelli arruffati e lisci, profumi alla frutta su cui spicca un omone in completo blu con cappellino con visiera in testa. E poco lontano un manifesto che lo ritrae, identico. E’ lui! Gli autografi, la missione, io che volevo fare l’agente. Scappo a comprare i libri, ma quando torno, pochi minuti dopo, è scomparso, non ci sono neanche più le ragazzine, è rimasto solo il manifesto che sorride beffardo. Non mi arrendo e lo cerco tra la folla, gli stand, osservo le ragazzine ma hanno espressioni tranquille, indifferenti, annoiate, continuo a cercare e alla fine noto un tipo, vestito di blu con una penna in mano che chiacchiera con un altro. Mi pare lui, ma non ne sono tanto certa perché è senza cappello. Sto lì a guardare, a dirmi è lui, non è lui, fino a che si accorge che lo guardo, mi vergogno terribilmente ma ho promesso, il tipo smette di parlare, tiro fuori i libri dal sacchetto, gli chiedo: sei tu? Non mi risponde, ma fa scattare il meccanismo della penna, allora gli sparo le informazioni: femmina, 17 anni, italo-francese, vive in olanda, frequenta una scuola americana, il suo nome si scrive così. E lui scrive. Una roba lunghissima mentre gli fornisco velocemente i dati. Gli porgo il secondo. E ricomincio: maschio, quindici anni…,
Ed ecco la differenza tra lui e gli altri.
Gli altri non sono riconoscibili dalle dediche. De Cataldo, Carofiglio, Ammaniti, De Silva ti lasciano un: con simpatia o con amicizia, che non si collega alla loro scrittura nè a quelli per cui le scrivono, Moccia invece tira fuori dediche come le frasi dei suoi libri e diverse tra loro, o quanto meno ne ha un tipo per maschi e uno per femmine.
Il pubblico di Carofiglio è composto da una maggioranza di donne che ha passato i cinquanta, Augias raccoglie tutte le fasce d’età, quello di Ammaniti non supera i quaranta, per ascoltare De Cataldo, con mio grande stupore, non serve il biglietto di prenotazione, non occorre neanche per De Silva, che però lo meriterebbe un biglietto: quello per la simpatia, e di non essere con la testa da un’altra parte come lo erano gli altri, tutti, noti o sconosciuti che fossero.
Dopo la presentazione c’erano le ciliegie. Io m’ero preparata tutto un discorso sull’olanda, ma poi ho detto solo una piccola parte di quello che avrei voluto dire, ma non potevo, davvero, ché nel pubblico c’era un’olandese, un’olandese che stimo molto oltretutto.
Poi c’è stata la partenza.
Ed è la cosa che mi immalinconisce sempre un po’ quando ci incontriamo noi dell’Untitled. Che ognuno se ne va a un orario diverso, in una direzione diversa, con un mezzo diverso, e allora quando saluto, ogni volta, ci devo infilare per forza un: alla prossima!
Qualcuno prima che partissi m’aveva detto un po’ ridendo e un po’ no: torni, eh? Non è che poi quando stai lì, prendi il treno e te ne vai a Roma? Ma certo che torno.
Io torno sempre.

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[ 15 commento(i) ]

15 Responses to “La cosa che mi ha colpito di più tra libri, scrittori, editori, e conferenze? La gente. In coda per comprare il biglietto, per andare al cesso (dove si sentono e si fanno conversazioni assai interessanti), per mangiare, per ascoltare, per vedere, per l’autografo.”

  1. caino dice:

    è così.
    però sei uscita viva, questo ti fa onore.

  2. scrivana dice:

    no, ale, moccia no!!!!
    :((((((

  3. saltino dice:

    Moccia? Ci deve un lampione, altro che fare il carino con il nostro sindaco a caccia di sovvenzioni per i film. (avrai letto)

  4. Alessandra dice:

    Scrivana: Moccia, sì. Me l’avevano chiesto, ma gli passerà. E poi era divertente stare a guardare quel casino. E se non l’avessi visto parlare con il tipo che era in sua compagnia, avrei ipotizzato che fosse muto. Alle fans lui non parla, scrive solo.
    Saltino: macché non ho letto. Sul giornale di oggi? Ché sono tornata a leggere il quotidiano in rete…
    Caino: viva e contenta. Anche se non posso smettere di pensare a tutte quelle persone che raccoglievano cataloghi delle case editrici…Capisco che prendano spillette, segnalibri, qualcuno anche i libri, ma con i cataloghi…che ci fanno? E quelli che si tiravano dietro il carrello della spesa e non si fermavano mai? Il carrello era vuoto? Pieno? Perchè non glielo ho chiesto?

  5. Giorgia dice:

    Peccato che quel treno per Roma non l’hai preso…

  6. Alessandra dice:

    che fosse l’ultimo treno?
    Ma c’è ancora tempo. Pochi giorni ;-)

  7. saltino dice:

    No è una polemica del fine settimana con il secoloXIX che accusava Moccia di esser uno scrittore dichairato a destra, che si è professato improvvisamente di sinistra e veltroniano…
    A proposito di cataloghi; ma quella foto di quel tipo, quel tuo lettore marino… poi è stata usata?

  8. untitled io dice:

    non lo so se è stata usata - anzi se qualcuno a vede in giro (la foto di Saltino Lettore Marino col naso nel libro di ale) ci faccia un fischio :)

  9. untitled io dice:

    (se qualcuno LA vede in giro)

  10. manuel calavera dice:

    sembrano ‘le avventure di alice nel paese dell’editoria’. e per te, nessun biglietto di prenotazione? :)

  11. Alessandra dice:

    no, per fortuna. In effetti fino all’ultimo ho ipotizzato una fuga
    in bagno, tanto eravamo in 7 a parlare e se mancava qualcuno sarebbe cambiato di poco. Ma la presenza di quell’olandese mi ha destabilizzato. ;-)

  12. barbara68 dice:

    vedo che sono stata designata fotografa ufficiale della presentazione :-)
    per ora le mie letture sono arrivate fino a qui, spero di leggere qualcosa sulle conversazioni in toilette ;)

  13. Alessandra dice:

    Barbara, quelle foto sono belle, a prescindere dal fatto che ci riguardavano. :-)

  14. marina dice:

    ti ho destabilizzato? mi dispiace! ma quello che hai detto non era per niente male, per fortuna non sei fuggita.

  15. Alessandra dice:

    diciamo che la destabilizzazione si è rivelata, in realtà, positiva evitandomi di fare una figuraccia.
    (un autore che fugge prima di una presentazione, sarei stato il primo (pietoso) caso). ;-)

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