Io quello che vorrei sapere è cosa facesse la gente mentre avveniva l’aggressione alla ragazza alla fermata delle metro Termini.
Assisteva senza commentare? Guardava facendo finta di non guardare? Proseguiva in fretta perché si stava facendo tardi? Pensava: la solita lite tra tossiche? La solita lite tra donne? La solita lite? Oppure tutto è avvenuto in modo talmente rapido e imprevisto da non poterlo arginare?
Perché non ho trovato in rete un articolo che rispondesse a una di queste domande? Forse me lo sono perduto?
Da che mi ricordo io quando ci sono diverbi tra donne almeno un uomo che interviene per pacificare c’è sempre. E ho molto più esperienza dei trasporti pubblici adesso rispetto a quando ci vivevo a Roma, ché avevo la macchina allora.
Poi mi viene in mente un episodio a cui ho assistito alla stazione di Leiden un paio di mesi fa.
Ritornavo da Amsterdam, ero sola, aspettavo l’ultimo autobus che parte a mezzanotte meno dieci. Ero tranquilla, non ho mai avuto paura in Olanda di notte, ma non ne ho mai avuta neanche a Roma.
Comunque sono lì, che aspetto, cade una pioggia leggera, una delle ultime che a oggi sono 45 giorni che non piove, noto che ad aspettare sono tutte donne, adolescenti, di mezza età e anche qualche anziana.
Di fronte a me c’è un autobus che sta per partire e l’autista è una donna. Accende il motore, poi lo spegne, a bordo stanno facendo a botte. I due scendono, continuano a darsele sul marciapiede, sul marciapiede ci sono dei pali rossi che sostengono delle lavagne luminose con il numero dell’autobus e l’orario di partenza. Uno sbatte la testa dell’altro contro uno di questi pali. I due sono sui quindici, sedici anni. Scendono anche le ragazze che erano con loro, formano un semicerchio e li guardano senza dire una parola. Anche le altre presenti guardano, continuano a chiacchierare, a fumare, ad ascoltare l’ipod, a fare quello che facevano, e l’autista si mette a sfogliare una rivista, io mi spavento tantissimo, tiro fuori il cellulare per chiamare il 112, una tipa arriva di corsa, bussa al vetro dell’autobus, le dice: signora bisogna chiamare la polizia.
Lei fa un segno con cui intende: già fatto.
La rissa finisce, i due s’asciugano il sangue che gli esce dal naso, risalgono sull’autobus con le loro amiche. L’autobus se ne va. Passano ancora quindici minuti prima che parta il mio, la polizia non arriva, tutte continuano a fare quello che stavano facendo, la tipa che ha bussato al vetro è scossa e parla in modo concitato di quello che è accaduto a un’amica che approva con la testa e un leggero sorriso sulle labbra.
Categorie: Con quella faccia un po così
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