A me quando mostravano le foto di quel prato verde, di quegli alberi maestosi, di quella mappa dove c’era una croce e il foglio millimetrato con il disegno della casa che sarebbe stata costruita sulla croce, le finestre enormi per catturare la luce, il villaggio a dieci minuti di cammino oltre le colline e mi parlavano della neve per quattro mesi l’anno, quasi avrei voluto essere al loro posto, al posto dei miei vicini per metà scozzesi. Poi però ho detto: è un luogo bellissimo però io sono nata in città e se m’immagino dove andrò a vivere da vecchia è lì. Il vicino mi ha risposto che anche lui era nato in città, a Glasgow, ed era felice quando era adolescente di essere nato lì, che si conoscevano tutti i ragazzi del suo quartiere e stavano sempre insieme a giocare a pallone, ad ascoltare musica, a chiacchierare, ma ora non ne è rimasto nessuno, sono emigrati tutti, e non tornano nemmeno per Natale. A me è venuto in mente un articolo che avevo letto sulle bande minorili di Glasgow , e avrei voluto chiedergli se quando lui era adolescente già esistevano queste bande, poi ho pensato che anche il posto di polizia nel paese dorato di W. si riempie di minorenni il sabato sera e che a Caprera, a giugno, avevo visto una banda di ragazzine di tredici anni in azione, e così non ho parlato, ho fissato la montagna di canne di bambù recise e la moglie del vicino, che è olandese, mi ha chiesto perché le avessimo tolte. Ho spiegato che quando c’è vento il bambù fa un suono meraviglioso, ma poi s’espande ovunque e soffoca tutte le altre piante, anche il prato. Poi mentre mi ricordavo del fruscio delle canne di notte ho pensato che devo proprio scriverla una storia di una banda di minori di anni quattordici, che ho registrato un mucchio di dettagli.
Categorie: Pensierini
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