Oggi c’era la decima lezione di pilates e volano petali rosa da qualche giorno, che non c’entra con il pilates e con il fatto che fosse la decima lezione, però sto un po’ così, con la testa da un’altra parte, anzi in più parti, e per questo, credo, faccio associazioni bizzarre e mi perdo dei (nei)dettagli.
Sali in macchina che è ricoperta da questa roba rosa e per un po’ volano petali, oppure ti trovi in un angolo di CameliaHof, s’alza una raffica e ti senti nel mezzo di un cartone per bambine con le trecce ben intrecciate.
Comunque c’è questa lezione numero dieci e Camille, la mia vicina, mi dice: vengo anch’io a vedere se mi piace questo pilates, e c’era il sole, c’è sempre il sole da un po’ di tempo in qua, ci sono due prati appena rasati dove gli studenti fanno ginnastica, e le ciclabili, deserte, e altri petali che svolazzano, ma sono rosso scuro questi, prendiamo il tappetino, l’asciugamano, entriamo nella stanza del corso di pilates, la room 3, c’è stata una riunione e ci sono sedie ovunque, le impiliamo e le mettiamo nell’angolo, siamo in sette a fare pilates, e Camille mi dice: ma c’è metà CameliaHof che segue questo corso!
Come metà CameliaHof, chiedo io. E lei mi dice: questa sta al 12, quella al 7 e quell’altra al 5. E io le guardo meglio queste facce che vedo da tre mesi e mi accorgo che sono facce note non solo perché le ho viste qui, in questa stanza una volta la settimana, ma perché le ho viste a Camelia, di sfuggita. Ce ne è una, addirittura, che passa spesso davanti al mio giardino con un barboncino bianco al guinzaglio verso le sette di sera, e io alle sette di sera di solito innaffio perché non piove da parecchio, e questa tipa, due o tre settimane fa, si è fermata e mi ha detto: ciao! Non sapevo che abitassi qui! E io l’ho guardata, mi sono riparata dietro uno sorriso idiota, ho cominciata a bagnare l’ippocastano, sebbene non ce ne fosse realmente bisogno, ché un albero ha meno necessità d’acqua rispetto a una pianta, ma avevo già inzuppato tutta la terra e mancava solo quel quadrato lì. Dovevo pur rispondere e ho scandito un: già, abito qui. E mi interrogavo su chi fosse, qualcuna legata alla scuola di sicuro, ma quasi tutti quelli che vivono a W. e quasi tutti quelli che abitano a CameliaHof hanno figli che vanno alla scuola. E poi la sua capigliatura crespa, folta, di un rosso tiziano, non passa inosservata e infatti me li ricordavo quei capelli, belli soprattutto per il colore, che porta sempre legati per il fatto che sono crespi, credo, il cane no, per niente, e mi è sembrato strano che questa tipa circolasse per Camelia e io non l’avessi notata ché i cani me li ricordo tutti.
Il cane lo ha da poco, ho chiesto a Camille.
Da poco? Da ottobre mi sembra, mi ha risposto lei.
Categorie: Pensierini
[ 4 commento(i) ]
il 19-04-2007 alle 13:24
si si… stranamente ti perdi dei e nei dettagli!
sarà la primavera…
bacetti
il 19-04-2007 alle 15:39
ma come si fa a ricordre tutti questi dettagli, dico io.
Un cane con i capelli crespi.
Tu che vai a lezione di ikebana, con tutti quei petali, e abiti al decimo piano.
Già è tanto ricordarsi il nome della via in cui si abita, dico io.
il 19-04-2007 alle 16:29
è che sono rimasta spiazzata dalla partenza della texana, di fronte a me. Lei sapeva tutto di tutti e m’avrebbe avvisato di sicuro già dalla prima lezione: guarda che al corso di pilates c’è la 5, la 7 e la 12. Al suo posto abita una di Shanghai, ma l’ho saputo da poco, ché me l’ha detto Lo, chè lei sta serrata nella casa peggio di una lumaca in letargo. Però hai dei bambini incredibilmente educati. E sorridenti. Ho sempre pensato che i bambini molto educati fossero tristi, e invece pare di no.
il 20-04-2007 alle 10:32
io ho sempre abitato in piccoli nr dispari.