Le tre disgrazie     17-04-2007  

Avevo una testa enorme da bambino, tant’è che mia madre mi portò da ben tre specialisti diversi che la fotografarono e misurarono millimetro per millimetro.
Poi a un certo punto si fermò.
La testa, e anche la preoccupazione materna.
Cambiai scuola e nessuno mi chiamò più testa gonfia.
Adesso mi devi fissare attentamente per notare che è più grande della media, inoltre lo sguardo della gente s’appunta, di solito, sulle stampelle che uso. Al mio passaggio registro: senso di colpa, pena o curiosità. Poca indifferenza e poco disgusto. Siamo migliori di quello che ci vogliono far credere. Siamo la televisione, i giornali, ma non solo.
Quelli che mi guardano con curiosità m’incuriosiscono. Di solito sono bambini, ma quando non sono bambini, ecco, ti dico quello che mi succede: vorrei fermarmi a fare quattro chiacchiere con loro, solo chiacchiere, eh, non per domandargli la ragione della loro curiosità ché tanto non l’ ammetterebbero. O non saprebbero cosa rispondere perché non se ne sono accorti: guardavano la mia gamba più corta di cinque centimetri e gli è venuto in mente un pensiero, per esempio di essere al mio posto, al posto di uno storpio. Fa più impressione storpio o zoppo? Storpio. Non te la possono confessare l’immaginazione che stanno facendo perché non ti conoscono, dovresti frequentarli per qualche mese, diventarci amico, e dopo che è passato un anno, una sera gli puoi chiedere: ma tu quella volta che ci siamo conosciuti e fissavi le stampelle, la gamba, tu cosa pensavi? E allora te lo dicono. A volte invece no. Ti rispondono: nulla. Oppure: me lo sono dimenticato, e invece lo ricordano benissimo. Ma si capisce la ragione di questa menzogna. Certe immaginazioni sono private, talmente private che non le riveli nemmeno alla fidanzata o al tuo migliore amico. Non mi riferisco alle immaginazioni illecite, ma a quelle un po’ surreali, costruite su un pregiudizio a cui si è sempre dichiarato di non credere e su cui invece c’innalzi una storia sopra: sono gli scherzi della mente.
Quanto alla mia sessualità. Che io mi ricordi non c’è stato un momento che l’ho scoperto. Però ricordo il momento che lo dissi a mio madre. S’infilò le mani tra i capelli e chiese: sarà colpa mia? Poi: via! Di corsa dal medico. Aveva la mania dei dottori mia madre. Il medico, uno psicologo per la precisione, le disse dopo un mese di sedute: signora sua figlio non ha bisogno di terapia, la consiglio a lei piuttosto. Così ci andò per un po’ fino a che non s’annoiò delle chiacchiere. Mi disse: in fondo che c’è da capire? Aveva un carattere gioviale, mia madre, che ritagliava i drammi e li riduceva piccoli, piccoli. E affrontabili.
Andrà a finire che passerai alla storia per un grande quadro che intitolerai: Le Tre Disgrazie. Ma la sua profezia, un po’ scherzosa e un po’ preoccupata, non si è avverata, come puoi vedere.
Non c’è tragedia, disperazione o malinconia nelle mie tele. Mi chiamano il pittore della freddezza. E fanno delle analisi pazzesche su questa, un appiglio da lì, uno spigolo da là e arrivano in vetta. In vetta scoprono il dolore che nascondo. Le tre disgrazie. Ognuno vede quello che vuole. L’arte è libertà. Io però ti dico che sono tranquillo, che sto bene, e a volte mi secco un po’ di questa ricerca, mi sembra un’ossessione, anche se significa che le mie opere interessano, vendono e mi permettono di mantenermi senza sbattermi con l’insegnamento come fanno la maggior parte dei miei colleghi. Però, ecco, ti dico che a volte mi viene voglia di dipingerle queste Tre Disgrazie. E vado davanti alla tela con questa intenzione, ma finisco sempre per dipingere una mano, una gallina, una sveglia, robe insomma che con le Tre non c’entrano nulla.

Categorie: Con quella faccia un po così

[ 7 commento(i) ]

7 Responses to “Le tre disgrazie”

  1. Giorgia dice:

    Vorrei vederlo il quadro delle Tre disgrazie

  2. Effe dice:

    Bene
    Cee poi la sveglia E’ una disgrazia, come no.

  3. OrsaLè dice:

    sempre più dark eh?

  4. Alessandra dice:

    il lato oscuro che riaffiora ;-)

  5. OrsaLè dice:

    :o così sembra moltro star wars! hihi!! :D

  6. lasirenetta dice:

    ecco, lo sapevo.
    colpevolmente assente da questo spazio dopo il primo post, mi toccherà trovare il tempo per leggere tutto… ma ora devo scappare (vitaccia da lavoratore atipico!).
    solo un saluto, per adesso!
    splash!

  7. Alessandra dice:

    ciao Sire;-) Ma ti alzi prestissimo!

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