Così la sera di Pasqua assistevo alla rappresentazione per cui comprai avventatamente il biglietto questo giorno qui.
E con Le Nozze di Figaro considero conclusa la stagione lirica, o forse conclusa per sempre.
Sono solo due le opere che mi piacciono: la Carmen e Il Flauto Magico. La prima perché c’erano dei brani in un film che vidi qualche anno fa e che mi colpì moltissimo, e di cui non ricordo più il titolo, il secondo, Il Flauto intendo, perché qualcuno lo raccontò in radio, qualcuno che potrebbe essere Baricco, ma non ne sono certa. In entrambi i casi deve essersi aperto uno spiraglio nel muro che oppongo alla lirica e che mi fece dire: accidenti ma sono meravigliose! Però mi piace ascoltarle dallo stereo di casa, non dal vero. Così l’altra sera quando ho scoperto che dopo il terzo atto c’era anche il quarto mi sarei uccisa, be’ uccisa magari no, sarei fuggita piuttosto, come ho visto fare a qualcuno durante l’intervallo. E se un olandese se ne va a metà dell’opera, anche se ha avuto il biglietto in regalo, significa che la compagnia non era un granché. L’orchestra suonava male, i cantanti non mi parevano avessero belle voci.
C’è da dire che per tutto il tempo sto lì con le orecchie ben aperte ad ascoltare come pronunciano le parole. Quelli del Figaro se la sono cavata, ma quelli del Don Pasquale sfumavano verso il comico.
Comunque il mio vicino non è rientrato, e su questo fatto ci ho passato il terzo atto. Ho pure messo il piede sotto il suo sedile per controllare se avesse lasciato un pacco. Ammetto che la possibilità era remota, però nel caso sarebbe stato il massimo della sfortuna, ché non avrei avuto speranze.
Il quarto atto l’ho passato a immaginare una relazione con la cantante che interpretava Susanna, la cameriera che sposerà Figaro, e un italiano. Susanna aveva una somiglianza straordinaria con un’istruttrice di nuoto di un campo estivo che frequenta Lo, ma naturalmente non era lei. Ho provato anche con il filone per cui Susanna, cantante lirica nel teatro di Leiden, era in realtà Roberta istruttrice di nuoto in un campo estivo di Roma, ma gli anelli da collegare erano troppi e ci ho rinunciato. Sono passata così a imbastire una storia d’amore tra Susanna e questo italiano.
Durante una tournée Susanna conosce un italiano che non fa il cantante ma l’elettricista del teatro che la ospita e si mettono insieme. All’inizio della loro storia lei ogni tanto gli parla con qualche pezzo di opera de Le Nozze di Figaro a caso, e lui ne sorride. Quando la storia sta per concludersi c’è lei che gli recita ancora delle frasi sforzandosi, però, di selezionare dei pezzi appropriati al momento che stanno vivendo, e ci riesce anche, ma lui ne è infastidito. Non mi sono chiesta cosa sia capitato nel mezzo. M’interessava più l’inizio e la fine, l’atmosfera e le espressioni dei loro visi, sul mezzo c’era poco da immaginare.
All’uscita sull’acqua del canale comparivano e scomparivano dei cerchi dorati e il marito di Camille dichiarava che le Nozze gli erano piaciute, che la lirica lo aveva conquistato. E tu? Mi chiedeva. Io non ho cambiato idea, rispondevo. Emme diceva che se ci fossero stati altri cantanti, altri musicanti, un altro teatro, (un’altra me magari) sarebbe andata diversamente. Forse.
Categorie: Pare che sia andata
[ 5 commento(i) ]
il 10-04-2007 alle 14:47
d’oh!
la lirica si fa apprezzare con difficoltà…
Caspita, esperieza traumatica allora… Mi spiace, anche perchè da come ne parlavi nel post dei biglietti sembrava sarebbe stato un fantastico spettacolo!
Bacetti
il 10-04-2007 alle 15:11
Mi pare impossibile che io abbia scritto-parlato bene della lirica
il 10-04-2007 alle 19:21
Io ho visto l’anno scorso le prove generali (con i costumi) de Le nozze di Figaro con la regia di Proietti al Teatro dell’opera. E mi è piaciuto moltissimo. Penso proprio che Emme abbia ragione…
il 11-04-2007 alle 10:59
il Flauto Magico è un’opera straordinaria e massonica.
Ma andare alle Nozze in Olanda, be’.
il 11-04-2007 alle 22:38
E’ che bisogna accontentarsi di quello che si ha