Mentre leggevo dov’ero?…     28-03-2007  
Mentre leggevo dov’ero?
Sto leggendo I Demoni. Sono arrivata al secondo capitolo quando il figlio di Varvàra Petròvna, Stavrògin, torna a Pietroburgo.
Mi colpì anche il suo viso: aveva capelli fin troppo neri, occhi chiari fin troppo tranquilli e sereni, colorito fin troppo delicato e bianco, con un rossore fin troppo vivido, denti come perle, labbra come coralli, sembrava il tipico bell’uomo, e nello stesso tempo aveva qualcosa di ripugnante. Dicevano che il suo viso ricordava una maschera.
La lettura procede lenta, non perché non mi piaccia, Dostoevskij mi inquieta e mi affascina sempre, ma perché mi distraggo con i ricordi.
Il libro lo comprai nel 1981 e le pagine sono ingiallite e la copertina stropicciata, con qualche macchia. Lo comprai perché una sera, davanti a un giardino pensile di un convento occupato, Moravia ci consigliò di leggerlo. Disse questa frase: leggete I Demoni e capirete la società. Così lo comprai, ma poi non so per quale ragione non lo lessi. Lo ripresi undici anni dopo. E sulla prima pagina sopra il marchio della Bur c’è scritto a matita: settembre 92, che dovrebbe essere la data in cui ho finito di leggerlo. Invece questo libro non l’ho letto. E perché ho segnato questa data fasulla?
Settembre 1992 è un periodo che ricordo bene. Fran aveva compiuto un anno da un mese, e io ero tornata a lavorare senza di lui. Per undici mesi l’avevo portato con me in ufficio, che magari uno dice: ma che cosa meravigliosa, ma non era esattamente una cosa meravigliosa, anche se lui era un neonato tranquillo, perché per lavorare circa quattro ore dovevo passarcene dodici in ufficio, poi, certo, chi usciva per una commissione se lo portava dietro, i clienti mentre aspettavano ci chiacchieravano, clienti serissimi o scorbutici o nervosi, come succede a molti quando devono pagare le tasse, e tiravano fuori vezzeggiativi incredibili.
Perciò nel settembre del 92 la vita mi sembrava meno faticosa. Se ero in ufficio dovevo occuparmi di lavoro, se ero con Fran dovevo pensare a lui.
Le ore della giornata erano di nuovo ordinate, non più tutto mischiato tra telefonate, pannolini, fai la spesa, registra le fatture al computer e forse sbuca un dentino.
Ufficio la mattina e parco il pomeriggio a meno che non piovesse a dirotto, e quando dormiva il pomeriggio, almeno un paio d’ore, leggevo.
Leggevo tantissimo in quel periodo.
Siccome, come capita quando si ha un bambino piccolo, era diminuita drasticamente la mia vita sociale, soprattutto quella notturna, la compensavo con le letture. Eppure con questi Demoni deve esser successo qualcosa, devo aver deciso di fingere. Ma perché? Nessuno mi controllava i libri che leggevo, il gruppo di amici che scrivevano non lo conoscevo ancora. Se ho barato, quindi, devo averlo fatto con me stessa.
Oppure l’ho letto e non ricordo assolutamente nulla? Neanche l’atmosfera della storia? Mi sembra impossibile.

Categorie: Libri

[ 8 commento(i) ]

8 Responses to “Mentre leggevo dov’ero?…”

  1. LaSirenetta dice:

    a me non sembra impossibile. però credevo di essere l’unica: a volte mi capita di rileggere un libro che sono sicura di aver letto e di non ricordare proprio nulla. I demoni, poi, l’ho letto taaaanto tempo fa, e in questo momento non ricordo neanche di cosa tratti, ma penso che se lo riprendessi in mano me lo ricorderei. Ho detto “penso”, eh, mica sono sicura :)
    splash!

  2. alice121 dice:

    a me è la prima volta che mi capita. Magari dimentico la trama, i personaggi secondari, però l’atmosfera della storia, no. Oppure anche nel 1992 (cominciai a mettere la data ai libri letti verso il 1989) ero in dubbio se l’avessi letto

    o meno. E tra dieci anni magari starò lì a chiedermi: ma l’ho letto io questo libro? Va be’ meglio che la pianti con queste domande dell’assurdo;-)

  3. utente anonimo dice:

    Secondo me sono sciocchezze; ogni libro letto, a maggior ragione un classico come questo, e come questo autore, rimane sempre impresso. Non barare a te stessa, e soprattutto grazie perchè mi hai ricordato che devo leggerlo anche io, non appena avrò tempo e spazio.

    Saluti

    Matteo

  4. giorgi dice:

    Mi fai venire voglia di rileggere I Demoni, e anche I fratelli Karamazov… E tutto Doestoevskij.

    Credo di ricordarmi molto, ma chissà.

  5. alice121 dice:

    Matteo: eppure se m’immagino che baravo da sola e che nemmeno lo dicevo a nessuno, mi sto più simpatica.

    No, però hai ragione sono sciocchezze;-)

  6. alice121 dice:

    giorgia i fratelli Karamazov non li ho letti. Però la storia la so;-)

    Va be’ sono un po’ fusa stasera. Lo scoppio della primavera mi sorprende sempre.

  7. Effe dice:

    di solito accade il contrario: dopo aver letto Dosto, ti pare che tutti gli autori seguenti non abbiano detto nulla di diverso da lui, né in modo migliore, e che siano, così, in qualche modo già stati letti)

  8. cosimo dice:

    dico che ho letto “delitto e castigo” e “il padrone e il lavorante” acchè questo mio post non appaia deltutto fuori luogo in questo thread(ho imparato ieri questo termine,spero di averne capito il significato esatto).
    Il punto che vorrei capire è questo: sto scrivendo(anche)qui perchè da (im)perfetto neofita della rete vado di qua e di là facendo naturalmente indigestione-e questa sarebbe la spiegazione piu plausibile.

    Poi ve ne sarebbero un altro paio,ad un livello più “profondo”:

    A)la passione sopita (o assopita?) per il romanzo e la poesia
    risvegliata da frammenti di altrui passioni

    (e se è questa la spiegazione si vedrà solo col tempo,giacchè se mi rimetto a leggere -romanzi,intendo- e poi magari vengo a “donarvi” le mie risonanze, allora è segno che è questa

    B)

    (e no, se vi dico la b) non c’è gusto…..)

    Comunque,scherzi a parte,complimenti per il sito.

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