Tenera è la notte…
22-03-2007
Tenera è la notte
Alle dieci della sera Fran è su Wiki a impicciarsi della vita e delle opere di Dante.
Deve scrivere una biografia per il corso d’italiano gentilmente offerto dal nostro governo e cerca freneticamente le definizioni di poema, poetica, stilnovo, poema epico.
Qual è la differenza tra racconto e novella? Io non sono capace di scrivere sta cosa, dice, con un sospiro avvilito.
Hai letto il testo prima di andare su Wiki?
Sì, mi risponde.
E qual è la difficoltà? Metti insieme le cose che hai studiato (o letto) con un linguaggio semplice, senza aggettivi. Se sei in grado di scrivere temi e racconti non capisco come tu non riesca a scrivere una biografia. Come faresti in inglese?
Non posso pensarla in inglese e poi scriverla in italiano.
Continua a cliccare sulla rete.
Devo trovare altre parole, altrimenti dirà che ho copiato! E io queste parole non ce l’ho.
Guardo quello che ha scritto. Gli indico una frase che dice: alla tenera età di dodici anni…
Tuo fratello tra un anno avrà dodici anni. Te lo immagini tenero?
Accidenti, no!
Gliela faccio una battuta sul suo odiato Francis? Penso. Poi invece dico: Tenero è una parola complicata da usare. Meglio che te la dimentichi. Butta giù un paio di righe per le opere minori e concentrati su la Divina Commedia. E quella che conta, ed è quella che porterai all’esame per il diploma.
Beatrice, dice. Beatrice lo accompagna durante il viaggio nel Paradiso. 99 canti più uno di introduzione fanno 100. Il numero perfetto. Virgilio è con lui nell’Inferno e nel Purgatorio. Questo Virgilio mi piace di più.
Mi defilo dalla stanza.
Un’ora dopo eccolo che arriva. Un po’ scapellato, come direbbe Lo.
Basta, ho deciso! Non leggerò più quegli stupidi romanzi di spie americane. Devo pensare al mio italiano e al diploma. Da stasera cambio letture! Leggerò roba seria.
Rimango spiazzata, un sorriso un po’ idiota mi si materializza in viso, se fossi in un fumetto, libri a forma di cuore e di stella volteggerebbero nell’aria.
Leggerò…
Leggerai?
Ammaniti.
I libri perdono le forme, si dilatano, s’arrestano, si ricordano d’essere privi d’ali e precipitano mestamente al suolo.
Gira che ti rigira sempre su Ammaniti torna.
Alle dieci della sera Fran è su Wiki a impicciarsi della vita e delle opere di Dante.
Deve scrivere una biografia per il corso d’italiano gentilmente offerto dal nostro governo e cerca freneticamente le definizioni di poema, poetica, stilnovo, poema epico.
Qual è la differenza tra racconto e novella? Io non sono capace di scrivere sta cosa, dice, con un sospiro avvilito.
Hai letto il testo prima di andare su Wiki?
Sì, mi risponde.
E qual è la difficoltà? Metti insieme le cose che hai studiato (o letto) con un linguaggio semplice, senza aggettivi. Se sei in grado di scrivere temi e racconti non capisco come tu non riesca a scrivere una biografia. Come faresti in inglese?
Non posso pensarla in inglese e poi scriverla in italiano.
Continua a cliccare sulla rete.
Devo trovare altre parole, altrimenti dirà che ho copiato! E io queste parole non ce l’ho.
Guardo quello che ha scritto. Gli indico una frase che dice: alla tenera età di dodici anni…
Tuo fratello tra un anno avrà dodici anni. Te lo immagini tenero?
Accidenti, no!
Gliela faccio una battuta sul suo odiato Francis? Penso. Poi invece dico: Tenero è una parola complicata da usare. Meglio che te la dimentichi. Butta giù un paio di righe per le opere minori e concentrati su la Divina Commedia. E quella che conta, ed è quella che porterai all’esame per il diploma.
Beatrice, dice. Beatrice lo accompagna durante il viaggio nel Paradiso. 99 canti più uno di introduzione fanno 100. Il numero perfetto. Virgilio è con lui nell’Inferno e nel Purgatorio. Questo Virgilio mi piace di più.
Mi defilo dalla stanza.
Un’ora dopo eccolo che arriva. Un po’ scapellato, come direbbe Lo.
Basta, ho deciso! Non leggerò più quegli stupidi romanzi di spie americane. Devo pensare al mio italiano e al diploma. Da stasera cambio letture! Leggerò roba seria.
Rimango spiazzata, un sorriso un po’ idiota mi si materializza in viso, se fossi in un fumetto, libri a forma di cuore e di stella volteggerebbero nell’aria.
Leggerò…
Leggerai?
Ammaniti.
I libri perdono le forme, si dilatano, s’arrestano, si ricordano d’essere privi d’ali e precipitano mestamente al suolo.
Gira che ti rigira sempre su Ammaniti torna.
Categorie: Questioni di famiglia
[ 10 commento(i) ]
il 22-03-2007 alle 15:01
ma prima o poi finirà di leggerla, l’opera omnia, e allora.
il 22-03-2007 alle 16:40
per ora pare che i versi del Sommo li capisca meglio di quelli del Bardo.
il 22-03-2007 alle 16:59
Meglio mille volte Ammaniti che Moccia, pensaci bene!
A suo modo è lo specchio di una certa parte d’Italia, che lo si voglia o no.
Saluti
Matteo
il 22-03-2007 alle 17:34
Matteo: Ammaniti è anche il mio specchio, ché mi piace assai, e sono stata io a spingerlo a leggerlo (ha letto pure Moccia, ma Tre metri se lo è procurato da solo). Ma ha sviluppato una specie di fissazione, e con le fissazioni adolescenziali c’è solo d’aspettare che passino;-)
il 23-03-2007 alle 9:02
però il convivio sarebbe una bella lettura.
d.
il 23-03-2007 alle 13:15
per me ormai è troppo tardi.
il 23-03-2007 alle 16:50
in spagnolo si titolò “suave es la noche”
il 23-03-2007 alle 18:03
di solito un titolo di un libro in spagnolo mi piace di più di quello corrispondente in italiano, ma stavolta no. Proprio per la parola tenera.
il 24-03-2007 alle 7:50
suona bene, certo, in italiano malgrè sia vero che è una parola di impossibile uso, non t’immagini se vivi in Galicia. Uguale in spagnolo sembra impensabile Tierna es la noche. Poi i titoli come i nomi cristallizzano, non credo cambino senza forte resistenza
il 24-03-2007 alle 22:52
L’ultimo Ammaniti lo devo ancora leggere. Però prima vorrei rileggermi Tenera è la notte. ;-))