Questo qui sotto è uno degli incipit provvisori della storia che sto scrivendo.
“Si chiamava Afia Kappa e poteva dirsi fortunato.
Aveva superato l’attraversamento del deserto in camion, le onde del Mediterraneo su una tinozza che imbarcava acqua, le camionette della polizia sulla costa ed era giunto a Roma in un giorno di sole e dopo due ore era già nel parcheggio di un grande magazzino a caricare pacchi sulle auto”…
…”Ma la mattina del ventitre dicembre precipitò tutto”.
E’ provvisorio per due ragioni.
1)Ci sono quattro personaggi principali e non ho ancora deciso quale dei quattro partirà per primo.
2) Man mano che la storia va avanti i personaggi si arricchiscono di dettagli che entrano in conflitto con la trama e devo cambiare di nuovo le cose.
Conclusione: meglio evitare storie con più di un protagonista, ma ormai ci sono dentro e devo proseguire per forza.
Stamattina leggere questo articolo mi ha fatto un brutto effetto, in particolare queste righe: Ma la possibilità di andarsene era prevista anche per gli imprevidenti e gli indigenti. In questo caso, però, il migrante passava dal Cpa statale a una struttura privata (denominata anche "casolare") dove veniva trattenuto finché un parente o amico non versava la cifra pattuita sul conto dell’organizzazione sudanese.
Io avevo scritto così: “… ho trovato il paese dove c’era il contatto. Avevo imparato tutto a memoria prima di partire.
Il contatto aveva un biglietto del treno e dei vestiti spediti da mio cognato, ho mangiato ancora, ho bevuto una tanica d’acqua, poi ho caricato sacchi su un camion per una settimana in cambio del suo servizio, infine sono partito, e quando sono arrivato a Roma mi sono detto: ormai non può che andare bene”.
Una mia amica, che ha letto il pezzo sullo sbarco di Afia e l’articolo, mi ha scritto: ogni tanto penso a un’intervista alla Arendt in cui diceva che la realtà della deportazione supera la capacità mentale di pensarla.
Categorie: Prima che la storia finisca
[ 7 commento(i) ]
il 19-03-2007 alle 15:01
Urka!
splash!
il 19-03-2007 alle 16:10
tutto è già successo, da qualche parte
le parole fanno accadere ancora
il 20-03-2007 alle 8:57
Una volta che sei nato non puoi più nasconderti?
il 20-03-2007 alle 10:37
C’è un sistema per “mettersi in sicurezza”: non cominciare a scrivere finché non hai deciso e immaginato ogni cosa (personaggi, trama etc.).
il 20-03-2007 alle 10:46
ci ho provato, più volte. Ma non riesco a rispettarla. Oppure finisco per annoiarmi perché mi sembra di svolgere un tema.
il 20-03-2007 alle 16:48
Se si tratta di un romanzo breve, come hai etichettato questo post, allora quattro protagonisti potrebbero andare bene. Se invece fosse solo un racconto lungo sarebbero tanti: almeno così insegnano nei famigerati laboratori di scrittura creativa, no? Pochi personaggi=racconto, Tanti personaggi=romanzo.
Saluti
Matteo
il 20-03-2007 alle 20:30
ciao Matteo. E’ un romanzo breve, salvo imprevisti.