Un giorno un tipo che era nato condottiero ma che aveva sempre fatto fotocopie si trovò inaspettatamente a comandare un gruppo.
Quando gli fu annunciata la notizia i capelli gli scodinzolarono di gioia, i baffetti gli luccicarono come se fossero stati bagnati dalla pioggia, ma non era pioggia era un’altra cosa, e gli occhi gli fiammeggiarono come lapilli nell’oscurità.
Doveva condurre delle persone a Frascati dove, dopo aver visitato Villa Aldobrandini, avrebbero consumato, in una trattoria, pane, formaggio e olive ascolane (veramente a Frascati nelle trattorie si consumano grasse olive, verdi e nere, ma il gestore aveva dieci chili di congelato da smaltire), infine sarebbe seguita la dimostrazione di un noto prodotto.
Il gruppo era costituito dalla casalinghe dell’Amantina.
La gita fu organizzata per la ragione che segue.
Il venditore di un noto prodotto aveva detto al prete della parrocchia dell’Amantina: ti finanzio una piccola parte della ristrutturazione dell’oratorio se fai l’annuncio di una gita a Frascati dopo la messa.
Il prete aveva accettato e parlato con un fedele, un tipo onesto, che come mestiere faceva fotocopie (le faceva anche per il parroco quando occorreva) e gli aveva domandato: ti va di guidare un gruppo?
Il tipo, che si chiamava Alessandro, aveva risposto: volentieri!
Così Alessandro iniziò immediatamente a studiare il progetto e si presentò alla messa con il programma già stampato (e fotocopiato).
Programma
Appuntamento alla chiesa dell’Amantina alle ore 8 a.m.
Colazione al bar di fronte alla chiesa alle 9 a.m.. (per scongiurare cali di zuccheri durante la gita).
Partenza con il pullman davanti al bar (in cui faremo colazione) alle 10 a.m. (per evitare smarrimenti).
Viaggio con arrivo (previsto) alle 10,30 a.m., con scaricamento davanti all’ingresso di Villa Aldobrandini (tempo stimato per lo scaricamento 30 minuti)
Dalle 11 a.m. alle 11.30 a.m. visita della Villa (saranno distribuite fotocopie sulla storia della Villa da leggere attentamente)
Dalle ore 12.01 alle ore 14.00 pranzo nella celebre osteria (non sono ammessi consumi di alcolici)
Dalle ore 14.15 alle ore 16.00 dimostrazione del noto prodotto
Dalle ore 16.01 alle ore 16.35 varie ed eventuali
Dalle ore 17.01 alle ore 17.30 caricamento delle casalinghe in pullman
Ore 18.00 rilascio delle casalinghe davanti alla chiesa
Abbigliamento consigliato: maglietta e pantaloni gialli per essere in ogni momento distinguibili.
Occhiali da sole con lenti nere e cappello bianco (il bianco protegge meglio dal sole).
Marito automunito alle 18.00 per eventuale acquisto del prodotto. Esclusa partecipazione maschile!
E’ sconsigliata la partecipazione: ai mussulmani, a quelle che non amano il giallo il nero il bianco, a quelle che non amano le olive ascolane. Portare 200 euro (in 4 pezzi da 50) per l’(eventuale) acquisto del noto prodotto.
Costo della gita comprensiva di tutte le spese di cui sopra: 10 euro! Un regalo!
La gita, effettivamente, era a un prezzo vantaggioso e le casalinghe, dopo la celebrazione della messa, s’iscrissero in massa, pagarono, ritirarono le fotocopie da memorizzare e lessero attentamente il Programma.
E’ tutto chiaro? Chiese Alessandro
E’ tutto chiaro, risposero le casalinghe dell’Amantina.
La gita è tra un mese, se ci fossero defezioni, troverete sul foglio il mio numero per avvisarmi, e ricordate: in nessun caso sarete rimborsate a meno che non portiate il certificato di un ricovero ospedaliero.
Va bene, risposero le casalinghe facendo le corna.
Durante quel mese Alessandro, appena terminava il suo lavoro di fotocopiatore, perfezionava le varie tappe del viaggio e sperimentava il tragitto. Parlò anche approfonditamente con l’autista del pullman (gli propose di collaudare insieme il percorso ma quello si rifiutò con un insulto), contattò il ristoratore, i guardiani di Villa Aldobrandini e, naturalmente, il venditore del noto prodotto che finanziava con una discreta somma la gita.
E qui scappò l’imprevisto di una giornata che già si prospettava perfetta.
Il venditore chiese il numero telefonico delle casalinghe dell’Amantina per anticipar loro i dettagli del nuovo prodotto, consegnare i depliant pubblicitari, richiesta che Alessandro rifiutò per la legge che tutelava la privacy.
La gita ha uno scopo, disse il venditore. Lo scopo è che le casalinghe acquistino il noto prodotto. Sono anni che faccio questo lavoro e so che devono essere informate prima perché qualcuna decida di acquistarlo.
Ma non ci fu nulla da fare. Malgrado il venditore telefonasse ad Alessandro più volte al giorno per un mese, non riuscì ad ottenere i numeri di telefono.
Alla fine decise di annullare l’operazione, ma Alessandro gli rispose che ormai era tardi: aveva già pagato l’autista, il ristoratore e acquistato i biglietti d’ingresso per Villa Aldobrandini.
Devi avere fiducia in me, gli disse Alessandro un pomeriggio buio e piovoso in cui s’incontrarono alla parrocchia. Sono nato per fare il Capo io, ce l’ho tutte sul palmo della mano!
Il venditore guardò Alessandro, era la prima volta che lo vedeva senza occhiali da sole, e notò che aveva un occhio azzurro e uno nero.
Assentì con la testa, ricacciando indietro le lacrime.
La gita
Alle otto della mattina davanti alla parrocchia dell’Amantina c’erano solo Alessandro e il venditore. Alle nove non era ancora arrivato nessuno.
Per fortuna che non ho pagato la consumazione al bar, disse Alessandro.
Gli hai telefonato per una conferma? Chiese il venditore.
Impossibile! Se avessi dovuto fare cinquanta telefonate non ci sarei rientrato con le spese, rispose lui.
Alle dieci arrivò l’autista che, vedendoli abbattuti, offrì loro un caffè.
Alle dieci e cinque il venditore tirò fuori il suo cellulare rattoppato con il nastro adesivo e disse ad Alessandro: chiamane una!
Alessandro lesse le informazioni sulla sua prima scheda: Ada Adini, 78 anni, femmina (anziana) nata a Cagliari (Sardegna) Segni particolari: sembra più giovane di 78 anni.
Pronto, disse Alessandro. Ada Adini? Ti sto aspettando per la gita!
Non posso venire, rispose lei con un sospiro. Le figlie e i nipoti me l’hanno proibito. Dicono che è una truffa perché non ho ricevuto il depliant del noto prodotto e nemmeno una telefonata dal venditore. Hanno detto che è meglio perdere dieci euro piuttosto che me ne rubino altri duecento. Io ce l’ho ripetuto che lei è un gran signore, che ci ha pure gli occhi di colore diverso, che è un grande organizzatore e che ha previsto tutto, ma loro si sono spaventati ancora di più. Poi volevo sapere…Che significa am?
Ma Alessandro, senza rispondere, spinse il tasto rosso.
Chiamo anche le altre quarantanove? Chiese
Il venditore gli tirò un pugno in faccia e lo buttò giù per terra.
Con i soldi delle vecchie aggiustati il naso, disse.
Con la somma avanzata Alessandro acquistò un cane che chiamò Bucefalo e a cui insegnò l’andatura del trotto e del galoppo. A tutt’oggi si aggirano nel quartiere dell’Amantina e sono riconoscibili perché entrambi hanno occhiali da sole.
Il venditore fa il sacrestano nei fine settimana nella Parrocchia dell’Amantina e ha un cellulare nuovo.
Il ristoratore fu arrestato perché le olive ascolane avvelenarono ventitre persone (ma si salvarono tutte).
E l’autista?
L’autista ha scritto questa storia.
Categorie: Storie per la rete
[ 8 commento(i) ]
il 15-03-2007 alle 15:25
i torrenti sotterranei della tua vena narrativa, Alice…a sabato.
marino
il 15-03-2007 alle 15:45
:))
Orsalè
il 15-03-2007 alle 17:33
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma;-)
il 15-03-2007 alle 19:08
giuro che pagherei per fare sta gita a frascati e dire che io sono restio a fare le gite…
d.
il 15-03-2007 alle 21:19
poi magari un giorno metto la legenda
per l’interpretazione;-)
il 16-03-2007 alle 5:19
gustosissima! e la legenda per l’interpretazione sarebbe il tocco di eleganza definitivo
splash!
il 16-03-2007 alle 8:26
..lucida e spietata! come sempre..
PS mi sono sentito male per Alessandro, è normale?
il 16-03-2007 alle 9:01
Leo ne sono contenta, significa che sono riuscita a raccontare questa storia mantenendomi al di sopra delle parti;-)