Forse sono tipi che non dimenticano le ex…
14-02-2007
Forse sono tipi che non dimenticano le ex
Poi ci sono gli scrittori che aprono il blog per pubblicizzare il loro libro e quelli che usciranno. I loro post sono segnalazioni di recensioni apparse su riviste, giornali, altri blog, presentazioni e interventi . Su costoro non ho nulla da dire. Immagino che scelgano lo strumento blog perché è gratuito o più facile da gestire di un sito. O per entrambi i motivi.
Poi ci sono gli scrittori che entrano in rete come fa chiunque. Scrivono recensioni sui libri di altri, fatti personali, micro storie, parlano di quello che accade, magari se la tirano un po’ anche se mai lo ammetteranno, magari arrivano con l’obiettivo di conquistarsi un’altra fetta di lettori, però nei loro post leggi lo sforzo (oltre che il risultato) di mettere delle parole in fila in modo non banale. Scrivono una pagina e si mettono in gioco. Entrano in una piazza in cui non c’è il vetro protettivo di uno schermo televisivo, il riparo di un tavolo con il microfono, delle tartine e del vino frizzante che ammiccano in un angolo.
Poi ci sono gli scrittori furbi e dissimulatori. Quelli che parlano sempre del loro libro, che hanno scritto l’anno prima o che sta per essere dato alle stampe, mai di quello che stanno scrivendo, e ne parlano in modo occulto, prendendoti in giro, insomma. Scrivono sulla giovinezza traendo spunto da un fatto di cronaca e zac! t’infilano un pensiero, un ricordo di quanto soffrivano durante il processo creativo di Quando I Giovani Sorridevano. Riflettono sulla strage di Facconto, il nonno e la nonna e le galline trucidati nell’identico modo e: pausa di riflessione sul dolore e la sua intensità per poi riallacciarsi abilmente al loro dolore, alle loro crisi, ai loro dubbi di quando ragionavano sulla trama di Ogni lasciata è persa.
Ti vogliono far credere che la scrittura è la loro ossessione.
Ogni scrittore è più o meno ossessionato dalla sua scrittura, dalle sue trame, dai suoi personaggi. Anzi diciamo che prima ci sono le ossessioni, le manie, le osservazioni più o meno paranoiche e poi arriva la scrittura. Quello che non sopporto in costoro è il modo furbastro, che mi richiama in mente quello degli agenti immobiliari, con cui mascherano la promozione con l’ossessione.
Quando scrivi un racconto, un romanzo ci sei dentro, lo so.
Ne parleresti sempre.
E’ come quando ti nasce un figlio. Anzi il primo figlio. Lui fa guh e tu non puoi fare a meno di dirlo anche al panettiere. Lo sai che esageri, però per il tuo entusiasmo non esiste un contenitore. Nasce il secondo, sei contento, ma se ripensi a cosa dicevi quando uscì il primo nasconderesti la testa sotto la sabbia.
Poi c’è il tempo. Il tempo cancella tutto, o quasi. Perché non dovrebbe cancellare le storie che hai inventato, i libri che hai scritto?
Non riesco a trovare un’altra spiegazione su quelli che si comportano così se non di tipo pubblicitario. Forse sono particolare io. Ma dopo che è passato un mese da un racconto, un romanzo, pubblicato o no, non me ne importa più nulla nel senso che non ci penso più. Come mi è successo con gli ex fidanzati.
Poi ci sono gli scrittori che aprono il blog per pubblicizzare il loro libro e quelli che usciranno. I loro post sono segnalazioni di recensioni apparse su riviste, giornali, altri blog, presentazioni e interventi . Su costoro non ho nulla da dire. Immagino che scelgano lo strumento blog perché è gratuito o più facile da gestire di un sito. O per entrambi i motivi.
Poi ci sono gli scrittori che entrano in rete come fa chiunque. Scrivono recensioni sui libri di altri, fatti personali, micro storie, parlano di quello che accade, magari se la tirano un po’ anche se mai lo ammetteranno, magari arrivano con l’obiettivo di conquistarsi un’altra fetta di lettori, però nei loro post leggi lo sforzo (oltre che il risultato) di mettere delle parole in fila in modo non banale. Scrivono una pagina e si mettono in gioco. Entrano in una piazza in cui non c’è il vetro protettivo di uno schermo televisivo, il riparo di un tavolo con il microfono, delle tartine e del vino frizzante che ammiccano in un angolo.
Poi ci sono gli scrittori furbi e dissimulatori. Quelli che parlano sempre del loro libro, che hanno scritto l’anno prima o che sta per essere dato alle stampe, mai di quello che stanno scrivendo, e ne parlano in modo occulto, prendendoti in giro, insomma. Scrivono sulla giovinezza traendo spunto da un fatto di cronaca e zac! t’infilano un pensiero, un ricordo di quanto soffrivano durante il processo creativo di Quando I Giovani Sorridevano. Riflettono sulla strage di Facconto, il nonno e la nonna e le galline trucidati nell’identico modo e: pausa di riflessione sul dolore e la sua intensità per poi riallacciarsi abilmente al loro dolore, alle loro crisi, ai loro dubbi di quando ragionavano sulla trama di Ogni lasciata è persa.
Ti vogliono far credere che la scrittura è la loro ossessione.
Ogni scrittore è più o meno ossessionato dalla sua scrittura, dalle sue trame, dai suoi personaggi. Anzi diciamo che prima ci sono le ossessioni, le manie, le osservazioni più o meno paranoiche e poi arriva la scrittura. Quello che non sopporto in costoro è il modo furbastro, che mi richiama in mente quello degli agenti immobiliari, con cui mascherano la promozione con l’ossessione.
Quando scrivi un racconto, un romanzo ci sei dentro, lo so.
Ne parleresti sempre.
E’ come quando ti nasce un figlio. Anzi il primo figlio. Lui fa guh e tu non puoi fare a meno di dirlo anche al panettiere. Lo sai che esageri, però per il tuo entusiasmo non esiste un contenitore. Nasce il secondo, sei contento, ma se ripensi a cosa dicevi quando uscì il primo nasconderesti la testa sotto la sabbia.
Poi c’è il tempo. Il tempo cancella tutto, o quasi. Perché non dovrebbe cancellare le storie che hai inventato, i libri che hai scritto?
Non riesco a trovare un’altra spiegazione su quelli che si comportano così se non di tipo pubblicitario. Forse sono particolare io. Ma dopo che è passato un mese da un racconto, un romanzo, pubblicato o no, non me ne importa più nulla nel senso che non ci penso più. Come mi è successo con gli ex fidanzati.
Categorie: Pensierini
[ 18 commento(i) ]
il 14-02-2007 alle 11:41
il 14-02-2007 alle 12:19
,-)
il 14-02-2007 alle 16:04
Dai! Anch’io la penso come te! Sia per quanto riguarda gli ex fidanzati, sia per quanto riguarda le cose scritte (che nel mio caso sono molto meno di racconti…).
Eh si’, anche sui figli (dove io sono ancora nella fase del primo!!).
il 14-02-2007 alle 17:17
ecco, sì, le uguaglianze: ma le è mai successo che un ex racconto geloso si rifacesse vivo, assillandola con telefonate mute e letere anonime?
il 14-02-2007 alle 18:33
mak: se ne sei consapevole adesso su come si è monotematici con il primo figlio, beh stai un pezzo avanti di come stavo io;-)
effe: Mai. Si riaffacciano solo quelli incompleti. Anche se recentemente m’è comparso uno scheletro davanti che m’ha ricordato una certa storia.
il 15-02-2007 alle 8:37
io son così.
d.
il 15-02-2007 alle 8:46
così come? Sei furbo e dissimulatore?;-))
il 15-02-2007 alle 10:45
sì.
assolutamente.
d.
il 15-02-2007 alle 12:03
no, invece. Altrimenti non l’avresti ammesso. Oppure sei talmente furbo e dissimulatore che questa ammissione è una sorta di depistaggio?;-)
il 15-02-2007 alle 12:10
tu appartieni alla categoria 1 con salti non prevedibili verso la 2.
il 15-02-2007 alle 14:08
ad esempio io ho scritto in questo periodo due racconti, ma non li pubblico sul blog… chei vuole può contattarmi al 33******89.
d.
il 15-02-2007 alle 15:12
rettifico: tu sei fuori categoria;-)
il 15-02-2007 alle 15:37
sono fortunato. che poi anche no.
il 15-02-2007 alle 16:53
grazie mo’ sto meglio.
d.
il 16-02-2007 alle 12:39
Le cose che hai elencato hanno a che fare più con la vanità che con la pubblicità (che è una delle figlie della vanità). Una vanità mal gestita da origine a una pessima pubblicità. Comunque il fatto che tu non ci pensi più, non spazza via dal mondo gli ex fidanzati, né i racconti. Gli ex fidanzati, come i racconti in rete, non sono fatti per durare, ma per circolare… Che tu non ci pensi più è per gli uni o per gli altri indifferente: continueranno ad amarti anche dopo, o a non appartenerti, come prima. Non passavo di qui da un bel po’. A presto.
il 16-02-2007 alle 12:44
domanda: ma se uno si ricorda, non dico le ex, ma pure quelle che avrebbe voluto fossero prima, e poi ex, ma non sono state perch….etc etc, secondo te? si deve preoccupare? da quando ho letto questo tuo mi chiedevo…no perché sai. in somma.
il 16-02-2007 alle 12:48
un po’ apolide: non ti devi preoccupare. Io trovo che siano domande bellissime, di quelle che mi danno sollievo pensare che qualcuno se le faccia;-)
il 16-02-2007 alle 12:53
ciao oettam;-) peccato che tu abbia quasi smesso di scrivere (sul blog).