Per non pensarci penso….
07-02-2007
Per non pensarci penso.
Una delle cose che mi colpì quando arrivai qui fu la dieren ambulance.
Per molto tempo pensai che dieren significasse vecchio e quel furgone che incrociavo di continuo raccogliesse persone anziane che s’erano fatte male, poi un giorno vidi un segnale con l’immagine di un cane che correva, un numero di telefono e la scritta dieren ambulance e capii che dieren significava animale.
Però mi rimane il dubbio: la dieren ambulance la vedo spesso perché qualcuno l’ha chiamata o perché va comunque in giro? Se va in giro è perché c’è lavoro. E siccome qui i randagi non ci sono, la dieren si occupa solo di animali di proprietà. Poi ci sono i gabbiani, certo, ma i gabbiani hanno i loro luoghi segreti dove vanno a morire.
Nel paese di O. dove ho vissuto per quattro anni c’erano molti più fogli formato A4 con foto di gatti smarriti di qui, anch’io ne appesi diversi quando scomparve la mia, un anno fa. Tornò dopo quattro giorni con una zampa posteriore lacerata. Il vet disse che forse era stato un morso di un animale, a me sembrava una tagliola invece.
Quando sono andata a riconoscerla mi hanno chiesto: preferisci guardarla in foto o direttamente? Io ho risposto in foto. Camille, che m’aveva accompagnato, mi ha detto: se vuoi posso vederla io, non mi fa piacere ma non mi impressiono (Camille faceva l’infermiera in sala operatoria).
Poi la tipa ha cercato il file con il nome Sofia sul pc e mi ha mostrato la foto.
Sì, è la mia gatta, ho confermato.
Però sembra che non le è successo nulla, ho detto a Camille.
Lei mi ha risposto: secondo me li ricompongono prima. Uno dei miei tre gatti me lo hanno portato addirittura su un lenzuolo bianco. L’avevano trovato a pochi metri da casa e nessuno dei tre era sporco di sangue.
Infine siamo passati agli accordi per la sepoltura.
C’erano due modalità: una economica e una di lusso.
Quella economica era che la seppellivano loro e costava cinquanta euro, quella di lusso era che la cremavano e costava un po’ più del doppio ma potevi seguire il furgone che la portava al crematorio. Io ho scelto la tariffa da cinquanta, non per spendere meno ma perché i riti, felici o tristi che siano, non mi piacciono.
Ce ne era anche una terza che prevedeva il ritiro dell’animale, ma dovevi dichiarare il luogo di sepoltura e subentravano altre complicazioni varie, ma in questo caso si pagava solo il recupero.
Ho detto a Camille: mi pare che ci hanno realizzato un business con questa raccolta di animali morti. Lei mi ha risposto che no, non c’era la convenienza. Due computer, due stampanti, un ufficio con varie stanze, gli impiegati, quello che guida l’autoambulanza, sono tutte robe costose.
Prima di andare lì siamo passate al bancomat e ho fatto un prelievo, invece ho notato che la macchinetta per il pagamento c’era.
Dopo ho pensato un sacco di cose. Alcune folli e surreali, una d’osservazione: durante i miei sei anni e mezzo di guida in terra d’olanda i gatti non li ho incrociati mai. Galline e oche invece sì. Le galline sono caotiche e un po’ simili a certe anziane perché corrono come invasate fino al centro della strada e poi imprevedibilmente tornano indietro. Le oche invece sono ordinate e decise. Attraversano sempre in fila, senza ripensamenti, e a volte anche sulle strisce.
Comunque la durata della vita di un gatto a Cameliahof e dintorni è di circa dodici mesi, naturalmente è una stima parziale. Stima in cui è rientrata la mia ché il 15 fa giusto un anno che ci siamo trasferiti qui.
Mentre a O., malgrado vivessimo in una casa che dava sulla strada, per due anni se l’era cavata.
La mia amica Elena mi ha raccontato che anche a Brasov, la sua città, i gatti vanno in giro e spesso muoiono. Ma come guidano i rumeni? Mi sono dimenticata di domandarglielo. Perché gli olandesi vanno pianissimo. Trenta all’ora nelle strade di paese, cinquanta nel tratto di autostrada che c’è qui vicino.
Dopo che avevo firmato la ricevuta ho domandato al centro di raccolta: dove l’avete trovata? Mi sono sempre chiesta dove andasse quando saltava la staccionata.
Una volta a rubare un pesce già arrostito nel giardino dell’Ammazzasette, ma le altre? L’hanno trovata in una strada parallela all’autostrada. Dunque era andata a sinistra di Cameliahof. Io invece l’avevo cercata a destra, nei dintorni del grande prato.
Una delle cose che mi colpì quando arrivai qui fu la dieren ambulance.
Per molto tempo pensai che dieren significasse vecchio e quel furgone che incrociavo di continuo raccogliesse persone anziane che s’erano fatte male, poi un giorno vidi un segnale con l’immagine di un cane che correva, un numero di telefono e la scritta dieren ambulance e capii che dieren significava animale.
Però mi rimane il dubbio: la dieren ambulance la vedo spesso perché qualcuno l’ha chiamata o perché va comunque in giro? Se va in giro è perché c’è lavoro. E siccome qui i randagi non ci sono, la dieren si occupa solo di animali di proprietà. Poi ci sono i gabbiani, certo, ma i gabbiani hanno i loro luoghi segreti dove vanno a morire.
Nel paese di O. dove ho vissuto per quattro anni c’erano molti più fogli formato A4 con foto di gatti smarriti di qui, anch’io ne appesi diversi quando scomparve la mia, un anno fa. Tornò dopo quattro giorni con una zampa posteriore lacerata. Il vet disse che forse era stato un morso di un animale, a me sembrava una tagliola invece.
Quando sono andata a riconoscerla mi hanno chiesto: preferisci guardarla in foto o direttamente? Io ho risposto in foto. Camille, che m’aveva accompagnato, mi ha detto: se vuoi posso vederla io, non mi fa piacere ma non mi impressiono (Camille faceva l’infermiera in sala operatoria).
Poi la tipa ha cercato il file con il nome Sofia sul pc e mi ha mostrato la foto.
Sì, è la mia gatta, ho confermato.
Però sembra che non le è successo nulla, ho detto a Camille.
Lei mi ha risposto: secondo me li ricompongono prima. Uno dei miei tre gatti me lo hanno portato addirittura su un lenzuolo bianco. L’avevano trovato a pochi metri da casa e nessuno dei tre era sporco di sangue.
Infine siamo passati agli accordi per la sepoltura.
C’erano due modalità: una economica e una di lusso.
Quella economica era che la seppellivano loro e costava cinquanta euro, quella di lusso era che la cremavano e costava un po’ più del doppio ma potevi seguire il furgone che la portava al crematorio. Io ho scelto la tariffa da cinquanta, non per spendere meno ma perché i riti, felici o tristi che siano, non mi piacciono.
Ce ne era anche una terza che prevedeva il ritiro dell’animale, ma dovevi dichiarare il luogo di sepoltura e subentravano altre complicazioni varie, ma in questo caso si pagava solo il recupero.
Ho detto a Camille: mi pare che ci hanno realizzato un business con questa raccolta di animali morti. Lei mi ha risposto che no, non c’era la convenienza. Due computer, due stampanti, un ufficio con varie stanze, gli impiegati, quello che guida l’autoambulanza, sono tutte robe costose.
Prima di andare lì siamo passate al bancomat e ho fatto un prelievo, invece ho notato che la macchinetta per il pagamento c’era.
Dopo ho pensato un sacco di cose. Alcune folli e surreali, una d’osservazione: durante i miei sei anni e mezzo di guida in terra d’olanda i gatti non li ho incrociati mai. Galline e oche invece sì. Le galline sono caotiche e un po’ simili a certe anziane perché corrono come invasate fino al centro della strada e poi imprevedibilmente tornano indietro. Le oche invece sono ordinate e decise. Attraversano sempre in fila, senza ripensamenti, e a volte anche sulle strisce.
Comunque la durata della vita di un gatto a Cameliahof e dintorni è di circa dodici mesi, naturalmente è una stima parziale. Stima in cui è rientrata la mia ché il 15 fa giusto un anno che ci siamo trasferiti qui.
Mentre a O., malgrado vivessimo in una casa che dava sulla strada, per due anni se l’era cavata.
La mia amica Elena mi ha raccontato che anche a Brasov, la sua città, i gatti vanno in giro e spesso muoiono. Ma come guidano i rumeni? Mi sono dimenticata di domandarglielo. Perché gli olandesi vanno pianissimo. Trenta all’ora nelle strade di paese, cinquanta nel tratto di autostrada che c’è qui vicino.
Dopo che avevo firmato la ricevuta ho domandato al centro di raccolta: dove l’avete trovata? Mi sono sempre chiesta dove andasse quando saltava la staccionata.
Una volta a rubare un pesce già arrostito nel giardino dell’Ammazzasette, ma le altre? L’hanno trovata in una strada parallela all’autostrada. Dunque era andata a sinistra di Cameliahof. Io invece l’avevo cercata a destra, nei dintorni del grande prato.
Categorie: Questioni di famiglia
[ 10 commento(i) ]
il 07-02-2007 alle 11:43
il pensiero che emulino i forestali siciliani e calabresi era venuto anche a me.
il 07-02-2007 alle 11:58
però mi pare impossibile. Qualcuno potrebbe vederli. E gli olandesi amano moltissimo gli animali.
il 07-02-2007 alle 12:04
Ne abbiamo parlato di questa stranezza, e capisco che continui a ripensarci. Però, ricordandomi di un gatto che avevamo nella casa dove abitavamo prima, e che scomparve nel nulla durante una delle sue scorribande all’aperto (avevamo il giardino, e due giardini confinanti con cani. Un cane buono, che conviveva con due gatti, e un altro cattivissimo e indiziato numero 1 di gatticidio) mi sono detta: almeno loro hanno saputo. Io ogni volta che vedevo un gatto tigrato con gli occhi verdi avevo un tuffo al cuore, convinta che fosse lui.
Ora c’è la micia che conosci, e che se ne va in giro per la strada e per cortili/giardini vicini (passano poche macchine però basta poco…)
Lei è felice così, libera di fare come vuole, ma noi se tarda a tornare tremiamo sempre.
La vostra sofi ha fatto una bella vita, breva, ma bella.
il 07-02-2007 alle 14:11
giò: certo meglio sapere, meglio un giorno da leone che cento da pecora, però qualche dubbio lo avrò di sicuro con la nuova gatta, quando sarà cresciuta. D’altra parte un gatto, qui, non è solo di compagnia, ma è anche di difesa contro i topi. Ho letto un articolo in cui si prevedeva che tra mille anni sarà possibile parlare con gli animali, chissà se converseremo anche con i gatti.
il 07-02-2007 alle 16:28
per non parlare del partito degli animali…
il 07-02-2007 alle 16:46
e i cani?
il 07-02-2007 alle 20:41
ross: già il partito degli animali…Se me ne capita qualcuno a tiro, ho un bel po’ di domande da fargli.
Unpoapolide: i cani li portano al guinzaglio, di solito, tranne nei prati e sulla spiaggia, lì sono liberi di fare quello che gli pare.
il 08-02-2007 alle 9:37
Per non pensarci, pensi. E’ quello che faccio sempre anche io, per allontanare il pensiero lo richiamo a me, in un gioco un po’ perfido di carota e bastone.
Un abbraccio!
il 08-02-2007 alle 12:56
è un metodo un po’ perverso in effetti, però funziona;-))
il 29-10-2008 alle 13:43
[...] non mi va di scriverne un necrologio, né di fare una serie ipotesi come feci quando fu investita l’altra, penso invece alle faq, e al punto nove dove scrivevo: Se hai un gatto che è abituato a uscire [...]