Quando sono a Roma mica mi sento così…
17-01-2007
Quando sono a Roma mica mi sento così intelligente.
Il medico mi dice: tuo figlio non ha la congiuntivite, altrimenti con il ghiaccio l’irritazione non sarebbe scomparsa. Forse è dipeso da un colpo di vento o dalla polvere.
Oppure è stata la psp penso io. Stanotte s’è visto un film al buio per non farsi sorprendere.
Comunque deve mettere un collirio, ma senza antibiotico, e può tornare a scuola.
La farmacia è enorme con sette impiegati al banco, ogni impiegato ha un computer dove ci sono i files di tutte le famiglie d’olanda, sul tipo di medicine che comprano, tutte rigorosamente con prescrizione.
Un’impiegata con delle dita che paiono delle salsicce d’aperitivo, le guance con dei capillari così fitti da sembrare una tela tessuta da un ragno particolarmente efficiente, digita che Lo deve mettere quattro gocce nell’occhio sinistro.
Poi va nell’enorme stanza che c’è alle sue spalle piena di cassettini, tavoli da lavoro dove preparano unguenti, polveri e non so che altro, e inizia, con molto flemma, la ricerca. Oltre ai sette impiegati che servono al banco, c’è un’altra decina di persone che apre e chiude i cassettini, prende appunti sui taccuini, pesa, annusa, mescola. Se ci si dimentica di essere dentro una farmacia e si fissa quel vortice umano senza pensare pare di avere davanti delle formiche nei pressi di un formicaio, e come le formiche non si scontrano mai.
Dieci minuti di ricerca, di consultazione, di telefonate e torna in un percorso a zig zag scartando i colleghi all’ultimo istante.
Non c’è. Mi dice. Dobbiamo prepararlo, lo trovi domani.
Ma io ne ho bisogno adesso.
Allora c’è una farmacia che ce l’ha. Sta all’Aja.
Ma io l’Aja non la conosco e mi perdo.
Un momento.
Segue un’altra consultazione.
Torna con una collega, d’aspetto più gradevole di lei, diciamo che è la versione moderna dell’olandese con gli zoccoli e la cuffietta bianca. E naturalmente ha due trecce bionde e perfette.
Mi spiega la strada con la precisione di un navigatore satellitare.
Otto chilometri di svolte a destra, sinistra, dritto e semafori. Non ce la farò mai. Sono come gli asinelli e se cambio strada mi perdo.
E’ impossibile che riesca a trovarla.
Assentono entrambe, facendomi intendere che mi comprendono e mi compatiscono.
Però se tuo figlio ne ha bisogno ora non c’è un’altra soluzione.
Come non c’è un’altra soluzione? C’è sempre una soluzione, basta pensarla.
La penso.
E’ un collirio molto comune, dico. A base d’acqua. Chiamate il dottore e fatevi prescrivere uno che avete.
Si danno uno scappellotto in testa contemporaneamente, ognuno sulla sua di testa, e dicono, suppongo, perché lo dicono in dutch: accidenti, è vero!
Sospiro. Di sollievo e di compiacimento.
Il medico mi dice: tuo figlio non ha la congiuntivite, altrimenti con il ghiaccio l’irritazione non sarebbe scomparsa. Forse è dipeso da un colpo di vento o dalla polvere.
Oppure è stata la psp penso io. Stanotte s’è visto un film al buio per non farsi sorprendere.
Comunque deve mettere un collirio, ma senza antibiotico, e può tornare a scuola.
La farmacia è enorme con sette impiegati al banco, ogni impiegato ha un computer dove ci sono i files di tutte le famiglie d’olanda, sul tipo di medicine che comprano, tutte rigorosamente con prescrizione.
Un’impiegata con delle dita che paiono delle salsicce d’aperitivo, le guance con dei capillari così fitti da sembrare una tela tessuta da un ragno particolarmente efficiente, digita che Lo deve mettere quattro gocce nell’occhio sinistro.
Poi va nell’enorme stanza che c’è alle sue spalle piena di cassettini, tavoli da lavoro dove preparano unguenti, polveri e non so che altro, e inizia, con molto flemma, la ricerca. Oltre ai sette impiegati che servono al banco, c’è un’altra decina di persone che apre e chiude i cassettini, prende appunti sui taccuini, pesa, annusa, mescola. Se ci si dimentica di essere dentro una farmacia e si fissa quel vortice umano senza pensare pare di avere davanti delle formiche nei pressi di un formicaio, e come le formiche non si scontrano mai.
Dieci minuti di ricerca, di consultazione, di telefonate e torna in un percorso a zig zag scartando i colleghi all’ultimo istante.
Non c’è. Mi dice. Dobbiamo prepararlo, lo trovi domani.
Ma io ne ho bisogno adesso.
Allora c’è una farmacia che ce l’ha. Sta all’Aja.
Ma io l’Aja non la conosco e mi perdo.
Un momento.
Segue un’altra consultazione.
Torna con una collega, d’aspetto più gradevole di lei, diciamo che è la versione moderna dell’olandese con gli zoccoli e la cuffietta bianca. E naturalmente ha due trecce bionde e perfette.
Mi spiega la strada con la precisione di un navigatore satellitare.
Otto chilometri di svolte a destra, sinistra, dritto e semafori. Non ce la farò mai. Sono come gli asinelli e se cambio strada mi perdo.
E’ impossibile che riesca a trovarla.
Assentono entrambe, facendomi intendere che mi comprendono e mi compatiscono.
Però se tuo figlio ne ha bisogno ora non c’è un’altra soluzione.
Come non c’è un’altra soluzione? C’è sempre una soluzione, basta pensarla.
La penso.
E’ un collirio molto comune, dico. A base d’acqua. Chiamate il dottore e fatevi prescrivere uno che avete.
Si danno uno scappellotto in testa contemporaneamente, ognuno sulla sua di testa, e dicono, suppongo, perché lo dicono in dutch: accidenti, è vero!
Sospiro. Di sollievo e di compiacimento.
Categorie: Pare che sia andata
[ 14 commento(i) ]
il 17-01-2007 alle 11:53
vero. a roma sarebbero andati nel retrobottega a riempire una fialetta di fisiologica.
il 17-01-2007 alle 13:44
Ah, la psp! Anch’io l’amo alla follia.
il 17-01-2007 alle 13:59
manuel: non credo che la composizione di quello che gli hanno dato qui sia tanto diversa dalla fisiologica. E’ che ormai stanno sempre più sviluppando la tendenza a
produrre tutto solo su ordinazione, con tempi d’attesa pazzeschi.
davide: anche tu ti spari due ore di film, di nascosto, sotto le lenzuola?;-))
il 17-01-2007 alle 14:57
io l’unica cosa che faccio di nascosto sotto le lenzuola (con la lucetta a led per non svegliare il consorte) è leggere leggere leggere!!
ma certo che hai fatto una figura strafiga coi farmacisti a senso unico!!
potenza della paura di perdersi o dell’italica elasticità mentale?
splash!
il 17-01-2007 alle 15:06
Lode all’italica elasticità mentale!!!! cosa avrei pagato per vedere le due farmaciste nell’atto di colpirsi le rispettive fronti, riconoscendo la loro limitatezza!!!!
Risposta al tuo commento: no, Marta, la tipa ke ha tenuto il workshop, è rimasta in albergo a kiakkierare con le altre “corsiste”, quando siamo tornate era ancora giù nella hall ke ciarlava insieme al marito ke l’ha raggiunta lì. Nn credo sia una persona noiosa, però nn ce la vedo a sbevazzare con noi… a presto
G
il 17-01-2007 alle 15:40
No, gioco a LocoRoco in metropolitana
il 17-01-2007 alle 17:32
non so a roma. qua a milano riferisco scena di due giorni fa.
1 Pongo sotto il naso del farmacista ricetta di Zovirax (farmaco molto comune per l’herpes: ce ne sono almeno 6 identici con nome diverso)
2 Lui dice non ce l’ho
3 Mi dia il generico - dico io
4 con aria seccata va a prenderlo
5 Mi dà lo scontrino, pago, non mi saluta
Qui in italia siamo altrettanto stupidi, se non di più, almeno le tue olandesi sono state gentili con te
il 17-01-2007 alle 18:45
Ahia, mi si prospettano tempi duri quindi…
R4
il 17-01-2007 alle 20:39
sire: la paura di perdermi (ché qui le strade sono tutte drammaticamente identiche) m’ha costretto a spremere l’ideona (ché non è che ci volesse poi tanto a elaborarla).
wariatka: in effetti si è trattato di un vero colpo alla testa. Manifestazione insolita da questa parti, gesto che poi hanno fatto in due.
limiteumano: eppure da noi, ogni tanto, qualcuno c’è che ha una scintilla.
R4: chi viene a vivere qui deve essere di sana e robusta costituzione, sei avvertito,-)
il 17-01-2007 alle 21:57
Potevi sempre chiedere che ti mandassi un ups da lille ;D
il 17-01-2007 alle 22:19
Ma che disastri, ’ste farmaciste! Bacetto a Lo, se lo accetta
il 18-01-2007 alle 9:06
Po: la tua fortuna è che non vivi dalle
mie parti;-)
Giorgi: al momento lo accetta solo quando sta per addormentarsi;-)
il 18-01-2007 alle 12:46
in alternativa, un bel salasso con le sanguisughe
E’ un toccasana
(non so: ce le avete, le sanguisughe, lassù?)
il 18-01-2007 alle 14:12
mi sa proprio di no;-)