Perché poi c’è quello che vedo io
Su uno dei tanti forum degli italiani all’estero alcuni avevano lasciato dei messaggi che descrivevano l’inquietudine  e la gioia che si provano quando si rientra nel proprio paese per le vacanze.  Costoro (quelli che sono contenti ma anche no di tornare) rappresentano il gruppo intermedio (o schizzato dico io), mentre quello più numeroso è costituito dai tranquilli, quelli che dicono: il mio posto è dove c’è la mia casa. Poi ci sono quelli che stringono i denti e alla prima opportunità tornano o scappano (e sono la minoranza).
Io rientro nel gruppo di mezzo. E avevo deciso di non pensarci , di non scriverne, di fingere che non ci fosse, anche se trattandosi di un’ emozione negativa ma leggera ti tocca ma non ti lascia segni.
Così ho preparato le valigie poche ore prima e ho cercato di dire il meno possibile: parto. Quando ho tolto il freno eravamo già atterrati a Fiumicino e dovevo ormai occuparmi di tutta la parte organizzativa del rientro e non c’era più posto per certe riflessioni che non portano da nessuna parte. Me ne sono ricordata ieri, verso le sei del pomeriggio, quando camminavo nella folla della via Appia. E pensavo che alla fine questa sottile inquietudine che deriva dal sentirsi straniero in patria  la tengo un po’ lontana leggendo i blog italiani.
La blogosfera che, a differenza dei giornali, riporta anche quello che non fa notizia.
E così avevo messo su l’aspettativa d’imbattermi, nella prima passeggiata per Roma, in dei babbi natale luminosi e grassi che dondolavano al mio passaggio e invece non ne ho incontrato nemmeno uno.
A un certo punto la testa mi ha cominciato a girare, il traffico le luci tutte quelle parole le devo ricevere a piccoli dosi se voglio evitare lo stordimento, così ho lasciato la via Appia e ho proseguito la mia passeggiata nelle strade secondarie e ne ho visti tre.
Uno regalava caramelle e gli altri due volantini pubblicitari. Con le facce sudate e i sorrisi indecisi, con i cappelli in mano e le barbe spettinate. Babbi di muscoli, ossa e imbarazzo.
E mi sono sentita subito a mio agio.

Categorie: Pensierini

[ 8 commento(i) ]

8 Responses to “Perché poi c’è quello che vedo…”

  1. utente anonimo dice:

    Uau, sei qui da noi….

    (e fa ridere pensando che cmq ci separano 600 km..)

    Io di babbi natale mica ne ho ancora incontrati.. anche se qui in zona vanno di moda quei fantocci travestiti da babbi natale che si arrampicano sui balconi…. (non mi piacciono per niente.. Ce ne sono troppi!!)

    OrsaLè

  2. alice121 dice:

    erano proprio quelli che cercavo;-)

  3. utente anonimo dice:

    d’oh! -.-’

    OrsaLè :))

  4. Po dice:

    Sai, capita la stessa cosa anche a me, ed è buffo e pauroso al tempo stesso, questo sentirsi li’ ma non esattamente…

    Il mio di choc lo avro’ venerdi ;D

    Po (con indirizzo cambiato …)

  5. utente anonimo dice:

    Bentornata in Italia, Ale! E, se non capita più di “sentirci”, buone feste e Buon Anno Nuovo…

    Un abbraccio, Leo

  6. alice121 dice:

    Po: ora ti vengo a leggere;-)

    Leo: buon anno a te;-) Mancano ancora un sacco di giorni, però;-)

  7. Fainberg dice:

    Babbonatale, ed è subito casa :)

  8. wariatka78 dice:

    Io parto venerdì (proprio adesso sto preparando la mia valigia, con un po’ d anticipo perchè domani lavoro), non so a quale dei 3 gruppi che hai citato appartengo, probabilmente al 1.: ho voglia di tornare a casa, ma nn troppa! buona permanenza in Italia, a presto

    G

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