Anche se fuori piove…     23-11-2006  
Anche se fuori piove
Ultimamente mi capita di fermarmi a leggere blog chiusi da un pezzo su cui , spesso, non c’è il post che ne dichiara la chiusura.
E quando si decide di far sapere che non ci si scriverà più,  si ricorre, di solito, alla parola chiuso non fine.
E questo rappresenta uno dei punti che lo rende diverso da un libro.
Così i blog possono essere paragonati a dei negozi con una vetrina più o meno grande, dove ogni gestore vende qualcosa di diverso. Se il proprietario è un buon venditore o uno a cui piace chiacchierare, quelli che passano si fermano, ritornano, condividono e dissentono. Se è un tipo irascibile, vanitoso o se gli affari gli vanno particolarmente bene, ha sempre qualcuno che torna di notte e tenta di frantumargli la vetrina.
Il libro, invece, ti prende per mano e ti conduce in un viaggio. Se il viaggio è noioso lo abbandoni, altrimenti stringi i denti, pensi: l’ho pagato accidenti e lo finisco.
Quando in un blog la vetrina non viene più cambiata, le parole si impolverano e assumono un carattere diverso. Più sciocco o profondo ma più evocativo, forse. Il proprietario smette di rinnegarle, di lucidarle, di dilatarle.
Ieri sono capitata su uno con gattini, cuoricini e colori, con file musicali a cui era stata tolta la spina, con dettagli d’arredamento che di solito mi respingono. Però era chiuso da più di un anno e allora mi sono fermata a leggere e ho trovato questa frase: vorrei essere al posto della sconosciuta che si sta fumando una sigaretta davanti al mare del Nord, nella spiaggia di W., invece sono a Milano in ufficio.
La foto a cui la frase si riferiva è svanita e al suo posto c’è un quadratino. E così queste parole, non più accudite, diventano un’altra cosa. Forse non diventano nulla, però capita che quella spiaggia si trovi a cinque minuti da dove sto scrivendo e mi chiami di andarci, subito.

Categorie: Pensierini

[ 15 commento(i) ]

15 Responses to “Anche se fuori piove…”

  1. giorgi dice:

    Struggente.

    Davvero, non sto scherzando.

    Poter scappare a vedere il mare d’inverno in cinque minuti è un privilegio…

  2. LaSirenetta dice:

    anch’io sto per lanciarmi verso il mare, forse un po’ meno nordico del tuo ma pur sempre mare di (pseudo) inverno che qua ci saranno circa 20 gradi…

    e guarda un po’ il mio blog è in perenne sospensione, trascurato, con quelle belle paroline impolverate che lo decorano per come merita…

    ma è così da quando è nato, poveretto, con una mamma come me è tanto se sopravvive tra mille stenti!

    :P
    splash!

  3. utente anonimo dice:

    il mare di W. io l’ho visto è uno dei ricordi più belli, camminando contro vento.

    d.

  4. Effe dice:

    se però c’è vento vien difficile accenderla, quella sigaretta

  5. licenziamentodelpoeta dice:

    Sei una sentimentale. ;)

  6. alice121 dice:

    giorgi: infatti è nella lista dei miei punti di riferimento.

    sire:però tu sei la regina dei commenti;-)

    d: era più o meno come quella mattina, a parte l’aria che era un po’ più densa.

    effe: purtroppo ci riesco benissimo.

    davide: mi sa proprio che sto invecchiando;-)

  7. utente anonimo dice:

    Io invece mi stavo chiedendo: da quand’è che i film non finiscono più con la scritta “Fine” o “The End” o “Fin”?

    R4

  8. utente anonimo dice:

    E’ molto bella questa storia di te che entri in un blog “con gattini e cuoricini” (cioè di quelli che tutti noi dichiariamo di non leggere, e che anche tu dici “di solito mi respingono”), abbandonato e impolverato per giunta, e che ci trovi con naturalezza qualcosa per te. A me questo post non sembra sentimentale: struggente e imbarazzante è il fatto che un anche un blog “di gattini e cuoricini” possa provocare qualcosa (un desiderio, per esempio, o un movimento preciso) che un bel testo provocherebbe solo attraverso un artificio volontario. Non dico cosa sia meglio o peggio, dico solo che è strano, ed è bello che tu decida di mettere in rilievo questa stranezza - ci vuole un’ampia libertà di pensiero per farlo.

    u.i.

  9. alice121 dice:

    R4: da quando si è passati al colore? O da quando si è cominciato a pensare che si poteva girare un secondo, un terzo, episodio?

    u.i.: sei anni di vita qui mi hanno insegnato, credo, a non storcere troppo il naso, a scuotere la testa, insomma a tutte quelle cose che facevo prima.

  10. utente anonimo dice:

    buongiorno. ho letto questo bel post con interesse. sto facendo una ricerca sui blog abbandonati, cercando di capire la causa dell’abbandono.

    confidando nel fatto che potrebb e interessarti e di farti cosa gradita,ti lascio questo link,

    che piuttosto che essere un blog abbandonato, è stato “chiuso” avvisando i lettori della chiusura nel momento stesso in cui è stato aperto.

    http://primadipartire.weblogs.us/

    ma forse lo conosci già.

    ecco. questo blog, per me ha la stessa potenza coinvolgente di un bel libro e non si tratta di morbosità perchè, a mio parere, per come è scritto, te la fa lasciare fuori dalla porta.

    sarebbe bello, avendo tempo, potere raccogliere i pensieri dei blogs abbandonati, io ci sto provando da un po’. mi piacerebbe poterne fare un libro-documento di libera lettura per tutti, anche di carattere sociologico, antropologico, se vuoi, ma che di entrambi non risenta di quella traccia di propagandistico discount dei sentimenti quali spesso appaiono molti blog - esempio cuoricini- fiorellini.

    niente è da sottovalutare a mio parere. nessun grido.

    spero di essermi spiegata.

    un saluto

    paola

  11. sw4n dice:

    Io, in maniera molto immediata, ti dico che sarei corso… subito. In spiaggia.

  12. alice121 dice:

    paola: non ero mai capitata sul blog che mi hai segnalato. A me pare solo terribile, e mi pare che con un libro non ha nulla a che fare. Quanto alla causa d’abbandono dei blog. Possono essere

    decine, come decine sono i motivi che spingono ad aprirlo. Ma credo che se ne possono identificare due predominanti: ci si annoia a scriverlo e non si ha più nulla da dire.

    Sw4n: allora saremmo stati in due;-)

  13. utente anonimo dice:

    intanto grazie della risposta.

    cercherò di spiegarmi meglio.

    libro come scorza interna dell’albero.

    diciamo il diario dell’albero.

    sotto pseudonimo Milani ha dato di sé gli ultimi mesi della sua vita che aveva deciso di togliersi.una biografia-percorso breve e concisa.

    è terribile, certo. una terribile testimonianza sociale di quello che può “offrire” il web. - non entro in merito delle questioni etico-morali del caso, che ci porterebbero forse troppo lontane.

    ringraziandoti ancora del tempo che mi hai dedicato.

    paola

  14. crycry dice:

    bellissimo post!!!!!!!!!!!! veramente!!!

  15. alice121 dice:

    :-)

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