L’ultimo cerchietto…     07-11-2006  
L’ultimo cerchietto
Poco fa ho raccolto l’ultimo pezzo della notte delle streghe. Un cerchietto.
L’ho gettato nel piatto di pietra in compagnia degli altri.
La festa in tutte le case di W. è stata rimandata a sabato, ma io non lo  sapevo perché Lo era malato, prima di virus e poi di batteri, e non ho ritirato la mappa con le indicazioni delle case aperte per i dolci.
E poi è il primo Halloween che passo qui a W. tra gli americani che  sono tanti: quasi la metà degli abitanti, forse, ma non sono molto brava con le stime.
Con Lo per la prima volta arrabbiato dopo una settimana di febbre, mentre per sei giorni aveva esultato con un evvai! quando si sfilava il termometro e controllava a che punto fosse la linea di mercurio.
Così Halloween è stato festeggiato solo da Fran, c’era una festa nel pub qui dietro casa, quello dove va tutta la scuola quando compie quattordici anni.
Festa mascherata, ovviamente. Il filo doveva essere quello delle streghe, ma poi ognuno si vestiva come gli pareva e il primo premio è andato a Presley e il secondo a una Barbie.
Fran invece si è mascherato da dark d’altri tempi.
Altri tempi? Che poi sarebbero i miei.
Avevo un giubbotto una volta e anche qualche spilletta.
Tu: una dark?
Ha sgranato gli occhi, e quando sgrana gli occhi in quel modo io sempre mi riprendo le parole.
C’era la fase trucco e preparazione del travestimento, e mi ha parlato di un’amica di un’amica che pare fosse un asso della trasformazione e mi ha chiesto: possono venire a darmi un’aggiustatina?
Certo. Perché non dovrebbero?
Invece sono venuti tutti quelli del decimo anno, ragazzi e ragazze.
Tutti in camera di Fran. E il pavimento ha retto.
La notte delle streghe li ho invidiati un po’ per questi trucchi e queste risate inconcludenti, e ho fatto un paio di scoperte.
Che il segnale per ricevere visite dai bambini non è solo una zucca con la candela dentro, ma è anche la luce accesa nell’ingresso davanti alla porta.
Ma questo l’ho capito verso le nove quando un branco di esseri imbizzarriti camuffati in altro ha abbandonato la casa, anzi la stanza. E’ stato allora, quando ho cominciato a raccogliere il primo cerchietto, che ho avuto l’intuizione di quella luce che segnalava qualcosa che non avevo (caramelle e cioccolate),  l’ho spenta e hanno smesso di scampanellare.
Nella notte delle streghe ho capito, anche, come fare a identificare in mezzo al gruppo di diavolesse, ragazze- spillette, punk e altri esseri strani, quella che sta con Fran.
Era l’unica che guardava altrove, che fingeva di non esserci, insomma.
Che sfoggiava, in effetti, la maschera perfetta: quella dell’invisibilità.

Categorie: Questioni di famiglia

[ 6 commento(i) ]

6 Responses to “L’ultimo cerchietto…”

  1. manuelcalavera dice:

    tu, una dark? :-)

  2. alice121 dice:

    solo quando calava il buio;-)

  3. manuelcalavera dice:

    ma allora eri bigia, non dark.

  4. alice121 dice:

    bigia se giravo senza meta, dark quando andavo a una certa discoteca.

  5. utente anonimo dice:

    già, la maschera dell’invisibilità la uso spesso. ma è una vera e propria firma :-) sister

  6. alice121 dice:

    avevo letto un po’ di tempo fa che erano riusciti a rendere invisibile una particella minuscola. Se la inventano (la maschera) me la compro subito;-)

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