Misteri degli incipit…     11-10-2006  
Misteri degli incipit
Tano, abbreviazione di Gaetano, era un ragazzo di circa vent’anni che preparava caffè in un bar della stazione Termini.
Sono di Messina, anzi di Messina porto, rispondeva con un lampo d’orgoglio negli occhi, se qualcuno gli chiedeva quale fosse il suo paese senza spiegare la ragione di quella precisazione.
Tutte le mattine sedevo per sessanta minuti vicino al frigo delle bibite e invece di sfogliare il giornale, osservavo Tano che sciacquava tazze e tazzine, premeva bottoni, aggiungeva latte, e dava un’occhiata all’orologio.
Alle nove l’afflusso dei clienti diminuiva e lui scambiava qualche parola con la cassiera, con il collega o con chiunque fosse presente.
Era proprio dopo le nove che gli domandavano da dove venisse.

Il piccolo scrittore era sotto il gettito della doccia e alternava acqua bollente e gelata. Continuò con questo gioco fino a quando la pelle s’arrossò e cambiò consistenza. Allora indossò l’accappatoio, un paio di misure più grandi della sua taglia, si versò il caffè in una tazzina bianca in cui fece sciogliere una zolletta di zucchero scuro, mescolò a lungo fintanto che l’ultimo granello non si fu liquefatto, ne aspirò l’aroma per un istante, poi inghiottì un abbondante sorso scottandosi le labbra e la gola.
Quindi afferrò la cornetta del telefono.

Tonino chiuse la porta a chiave e si chinò sul water.
Ebbe due conati brevi, ma nulla uscì dalla bocca. Attese qualche minuto per essere certo che non ne seguissero altri.
Il consiglio di Antonella, sua moglie, si era rivelato sensato: lo stomaco era vuoto e i conati erano troppo deboli per vomitare succhi gastrici.
Si diresse verso il lavandino comune per sciacquarsi la bocca e notò un capello lungo e nero che sembrava proprio quello di una donna. Pensò che era insolito che si trovasse lì, nel bagno degli uomini. 
Il capello disegnava un punto interrogativo.
Allora è vero, pensò, che si commettono atti impuri durante l’orario di lavoro.

Ieri ho scritto tre incipit che probabilmente non proseguirò. Anzi proprio il fatto di averne scritti tre e di non aver portato a termine nemmeno la prima pagina mi fa pensare che rimarranno tali.
Nell’incipit 2 l’espressione “piccolo scrittore” sarebbe stato modificata con un nome e un cognome, mi serviva solo per fissare l’idea del personaggio che volevo tracciare.
Negli incipit 1 e 2 c’è il caffè di mezzo. Forse perché ho comprato recentemente una macchinetta che fa un caffè strepitoso?
Il 3 non so cosa me lo abbia ispirato. Digerirei anche le spare ribs affogate nella salsa di noccioline se le mangiassi. Non ho modo di osservare capelli lunghi e nemmeno bagni di posti di lavoro. E per giunta il nome Antonella è un nome che m’innervosisce. Mah.

Categorie: Incipit

[ 13 commento(i) ]

13 Responses to “Misteri degli incipit…”

  1. ArimaneBis dice:

    beh, di incipit qualcosa so anche io.

    piacere di leggere i tuoi.

    Arimane

  2. LaSirenetta dice:

    che strano, il nome antonella innervosisce anche me… ma non ditelo alla mia amica atmo§ferica ;-P

    eppoi secondo me tutti e tre gli incipit meritano un “ripescaggio”… non ti capita mai di riguardare in una nuova situazione qualcosa che avevi scritto precedentemente e non eri riuscita a completare?

    splash!

  3. alice121 dice:

    ArimaneBis: ora li leggo!

    Sire: sì, ma deve passare parecchio tempo..

  4. unpoapolide dice:

    incipit due, togli “il piccolo scrittore”.

    “era sotto il gettito della doccia e alternava acqua bollente e gelata”. poi afferra la cornetta del telefono, compone un numero, e solo allora si svela il nome. secondo me funziona meglio.

    incipit uno, invece di “abbreviazione di Gaetano”, inventa tipo una canzoncina, o altro, che gli cantavano i compagni di scuola. butto lì una schifezza “Tano tano l’ano di Gaetano”.

    incipit tre, inizierei con un avvicinamento della testa al water in soggettiva di Tonino. camera da presa che si piega sul cesso. ecco.

    per dire.

    ‘notte,

    andrea

  5. alice121 dice:

    sul suggerimento uno e due sono d’accordo. Sul tre non molto. L’attenzione deve essere sul soggetto e poi sull’azione che compie.

    Comunque grazie! Se decido di continuare terrò presente i tuoi consigli;-)

  6. melusina76 dice:

    Non riesco a capire l’incipit 1: ogni giorno la persona narrante chiede a Tano da dove viene??? E perchè poi siede un’ora al bar?

  7. utente anonimo dice:

    io direi che non sono tre incipit, ma è la stessa storia vista da tre punti di vista diversi.

    pensaci.

    d.

  8. Effe dice:

    sono - incredibile a dirsi - del tutto d’accordo con Demetrio

  9. alice121 dice:

    mi ricordo di un libro che lessi alle elementari: c’era una madre e un figlio che si raccontavano storie. C’era una regola: chi ascoltava doveva scegliere quali oggetti e personaggi ci sarebbero stati. La stessa cosa, in effetti, potrebbe essere applicata a questi 3 incipit.

  10. alice121 dice:

    Melusina: ogni giorno qualcuno (che cambia sempre) chiede a Tano da dove viene. Il tipo siede un’ora nel bar (e ascolta tutti i giorni la stessa domanda) perchè probabilmente aspetta un treno;-)

  11. giorgi dice:

    Io mi sono stufata di collezionare incipit che non vanno a parare da nessuna parte. Se non c’è un abbozzo di storia prima, mi trattengo…

  12. melusina76 dice:

    Scusa, non ho letto bene allora :-P

  13. alice121 dice:

    melusina: ma ti pare? io a volte non capisco quello che scrivo io e ciò mi sembra un po’ più grave;-)

    giorgi: io no;-) Vado dove mi porta la storia, e se mi non porta da nessuna parte: che mi importa?;-)

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