Tre anni fa scrivevo un post sul club della mozzarella a cui m’ero iscritta.
La Betti e la Tiziana non vennero mai alle mani, anche se durante il ritiro di mozzarella e ricotta, a volte, scoppiavano litigi e si bisbigliavano pettegolezzi.
La Betti e la Tiziana non se le diedero perché erano delle signore, ma si sa, a volte le parole sono peggio degli schiaffi.
Poi a un certo punto uscivo dal club, scegliendo una vita solitaria e senza mozzarella.
In questi tre anni mi sono tenuta sempre alla larga dai conflitti della provincia internazionale. Ho avuto solo due occasioni in cui sono stata calamitata, mio malgrado, in un paio di dispute. Il bilancio è positivo, dunque.
Stamattina me ne è capitata una terza.
C’è che le donne italiane di qui che non lavorano cercano di impegnarsi la giornata.
E, alcune, svolgono piccole occupazioni senza ricavarne denaro.
Sono delle volontarie, dunque. E davanti all’esercito dei volontari io m’inchino sempre. Rappresentano, credo, il futuro di una buona società evoluta.
Però, però. Ci sono anche i casi particolari.
Come chi svolge mansioni senza ricevere denaro, ma che pensa di ripagarsi con il piccolo spicchio di potere che la carica gli concede. Non si tratta più di volontariato, quindi. Il volontario è una persona che dà non che prende.
E non m’inchino, di certo, davanti a un individuo così meschino. Anzi.
Se l’individuo in questione sale su una pedana e mi fa la predica e io sono di buon umore, al massimo, posso fargli ciao con la mano. Se sono di malumore, invece, sempre della mano mi servo (di una sua parte per la precisione).
La convivenza in un luogo ristretto è imprevedibile.
Può succedere di tutto in una cella di una prigione o in una crociera su una barca a vela.
Anche se si stabilisce di non voler liti, di farsi i fatti propri, di seguire le sbavature di una macchia su un muro, o d’incantarsi coi chiaroscuri disegnati dalla luna sulla distesa d’acqua nera.
Gli individui si trovano in un spazio esiguo, costretti dalla volontà esterna o dalla propria scelta a convivere con altri esseri e qualcosa può accadere.
Qualcosa da cui sgorgherà una violenza o un legame che non si sarebbe mai verificato se si fossero conosciuti altrove.(Tre in una stanza, cap.5)
Categorie: Roba d'Olanda, Tre in una stanza
[ 8 commento(i) ]
il 09-10-2006 alle 12:56
in ogni caso, s’è appena liberato un posto presso l’Ordine delle Dame di Carità.
Glielo riservo.
il 09-10-2006 alle 13:56
giornataccia, eh?
OrsaLè
il 09-10-2006 alle 14:13
grazie effe, accetto volentieri. Purchè possa portare con me qualche cestello di ricotta.
orsa: be’ ormai l’arrabbiatura è passata;-)
il 09-10-2006 alle 15:14
Tu forse mi dirai che fu per una buona causa, ma peccato, però, che spreco di ricotta…
e stavolta? come te la sei cavata senza ricotte a portata di mano? non oso immaginare cos’hai potuto lanciare in loro assenza
splash!
il 09-10-2006 alle 17:05
oggi ho mangiato un panino con la mozzarella…preferisco la mozzarella alla ricotta
bacio
il 09-10-2006 alle 18:21
ma non ci racconti qualcosa di più?
il 09-10-2006 alle 18:57
sire: avveniva via telefono e io sono diventata quasi nordica nelle reazioni.
cry: anch’io. E ormai la compro direttamente dal fornitore, senza club
di mezzo.
giorgi: di quello che accadde? Ma è del tutto identico a quello che ho scritto. Mi piacerebbe che quell’imbecille passasse di qui. E se si mette a chiacchierare, qualcuno potrebbe anche suggerirglielo. Ma non potrà obiettare nulla. Come potrebbe dire che qui io sto scrivendo di lei?
il 10-10-2006 alle 0:24
violenza! vy0lenza!