Tre     20-09-2006  

Chiara
C’era stato un tempo in cui Chiara Bersani s’alzava al primo chiarore dell’alba perché aveva bisogno di riflettere prima di uscire.
Riflettere, in realtà, non era la parola giusta.
Chiara aveva bisogno di prendere coscienza di sé.
Distendeva una stuoia sul pavimento e, in calzettoni e pigiama, si tirava, si fletteva, respirava e aspirava. In basso le braccia, in alto le gambe. Poi si concentrava sui muscoli fino a quando non li identificava singolarmente. Seguiva il sangue che scorreva nelle arterie e nelle vene e si disperdeva nei capillari. Quel flusso doveva pur produrre un suono e, per quanto impercettibile, tentava d’identificarlo.
Infine entrava in cucina, si sedeva, allungava le gambe sullo sgabello di fronte, fissava il caffellatte bollente che appannava il bicchiere, i polpastrelli che sfioravano la superficie del vetro mentre mutava da nitida ad opaca, un filo di musica muoveva l’aria, e lasciava che i pensieri le calassero addosso.
Ma non era esatto chiamarli pensieri.

Va? Non Va? E Perchè Non Va?

Curioso che quando sto per postare un pezzo (ma anche dopo) o per inviarlo per posta a qualcuno che non sia un amico (anche in questo faccio sempre almeno un’altra spedizione), mi accorgo di errori, ripetizioni, dissonanze.

Categorie: Incipit, Tre in una stanza

[ 16 commento(i) ]

16 Responses to “Tre”

  1. saltino dice:

    Come la mia Berthally… solo che lei è vera e vive sperduta in una landa del Canada orientale. Quando uscivo al mattino riuscivo a sentirmi in colpa per la mia cauta indifferenza a quella calma apparente, aria lievelmente polverosa irrorata da un sole leggero oltre le tendine ricamate di Bertally, un odore dolce di cenere, leggero come a coprir la brace.

  2. utente anonimo dice:

    “c’era stato un tempo in cui..” quindi ora l’abitudine mattiniera della Chiara è mutata. E come? Ha scoperto come chiamare quei pensieri? Ha identificato il suono del sangue, lo scorrere della vita stessa? Domande, domande..

    baci Leo

  3. alice121 dice:

    Saltino: ho fatto quello che m’hai detto di fare, ma i commenti non mi funzionano ancora…

    Leo: L’abitudine è stata mangiata da sua madre che si è trasferita lì. Eh, queste madri. Ci sono sempre loro all’origine di tutto (nel bene e nel male).

  4. saltino dice:

    Peccato: avrei bisogno di interlocutori autorevoli… mi dispiace e grazie.

  5. utente anonimo dice:

    che bella prosa, Alessandra!

  6. alice121 dice:

    grazie anonimo/a!

  7. CloseTheDoor dice:

    E meno male! un post senza errori mette tristezza …. :)

  8. utente anonimo dice:

    se sono su questo blog è un buffo caso…e sorrido perchè sono perfetta omonima della tua donna del racconto…

    buona fortuna

    C.B.

  9. alice121 dice:

    grazie! ne ho bisogno;-)

    che poi questa Chiara è la protagonista non di un racconto, ma di un romanzo, e questo che ho postato qui non è un incipit, ma l’inizio del terzo capitolo.

  10. CHIARA BERSANI dice:

    anche io sn capitata qui per caso ed è terribilmente ganzo che la protagonista immaginaria del romanzo, la ragazza/signora (non lo so) che ha lasciato un commento anonimo porti lo stesso e la sottoscritta si abbia tutte lo stesso nome…

  11. Alessandra dice:

    ciao Chiara :-)
    Sei toscana!
    La mia Chiara, invece, è di roma, ha trent’anni, qualche problema da risolvere e una banale cisti al polso che cambierà la sua vita.

  12. Chiara Bersani dice:

    Siamo in tre! Mi aggiungo all’esercito delle Chiare Bersani (nome, a quanto pare, molto più in uso di quanto immaginassi)…mi piacerebbe conoscere più nel dettaglio il tuo romanzo. Lavoro in campo artistico_teatrale e mi incuriosisce molto la presenza di una mia/nostra omonima in un opera.

    In bocca al lupo per tutto,
    scrivimi se ti va

    Chiara Bersani

  13. Alessandra dice:

    ciao Chiara!
    Pensa che quando mi ha lasciato un commento la prima Chiara un anno fa, sono andata a interrogare google e sono venute fuori notizie su di te, e quindi avevo dedotto che tu fossi una certa C.B. che sta in una certa città e fa un certo lavoro. E invece era un’altra. Va be’. Più tardi magari ti scrivo.

  14. Alessandra Galetta December 2007 dice:

    [...] omonime di Chiara Bersani, una delle protagoniste di Tre in una stanza si cercano su google, arrivano al brano che le riguarda e mi lasciano un commento o/e mi scrivono [...]

  15. Chiara Bersani dice:

    e via! un’altra chiara bersani che si aggiunge a questo esercito di omonime….devo ammettere che per me è molto strano, visto che siamo gli unici bersani di Firenze, la mia città. Pensare che esistano altre ragazze, donne, col mio stesso nome mi dà la sensazione di avere come tante sorelle, sconosciute, ma cmq legate a me per via del nome che portiamo.
    Siccome sono convinta che il nome incida sul carattere di una persona, mi viene da pensare che forse abbiamo tutte qlcs in comune del nostro carattere. Secondo me le caratteristiche comuni alle Chiara Bersani potrebbero essere spiccata tendenza alle paranoie mentali, intraprendenza, dinamicità; che ne dite Chiare Bersani? e lei Alessandra che ne dice? del resto una Chiara Bersani è frutto della sua penna…

  16. Alessandra dice:

    ma ciao Chiara! La mia (Chiara) qualche paranoia ce l’ha, come si può
    intuire dall’incipit. Il suo guaio è che pensa troppo!

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